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Sondaggio elettorale Sky Digis pubblicato da TG Sky il 19 ottobre 2009
Questo sondaggio realizzato tra il 16 e il 17 ottobre 2009 dallo Osservatorio Sky Digis registra il polso all’elettorato in questo tormentato autunno italiano.
Uno dei dati di maggior rilievo è la conferma in aumento del Pdl, dato al 40 %, sia rispetto alle politiche 2008 (37,4%) che alle europee 2009 (35,3%), tanto più significativa in considerazione delle campagne condotte in questi mesi da “La Repubblica” nei confronti del suo leader e capo del governo Silvio Berlusconi, per non parlare della recente bocciatura da parte della Corte Costituzionale del cosidetto “lodo Alfano”.
A seguire tra i dati maggiormente significativi la conferma anche essa in aumento dell‘IdV di Di Pietro, data al 8,5%, sia rispetto al dato delle politiche 4,4% che delle europee 8,0%.
In recupero rispetto al dato delle ultime europee, ma comunque inferiore al dato delle politiche il dato del Pd al 28,5%. Tra il dato delle politiche e quello delle europee le intenzioni di voto per l‘Udc 6,0% e per la Lega Nord 10,0%.
In diminuzione tutti gli altri sia ripetto alle politiche che alle europee.

DIGIS - SKY
Sondaggio Politico-Elettorale
Osservatorio Sky Digis – Pubblicato all’interno del TG Sky del 19 ottobre 2009
Pubblicato il 19/10/2009. Autore: Digis S.r.l.
Committente/ Acquirente: Digis S.r.l.
Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione rappresentativo dell’universo di riferimento per sesso, età, area geografica, ampiezza comune di residenza e condizione professionale
Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche assistite dal sistema C.A.T.I.
Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: Totale casi: 1000 – Universo di riferimento: popolazione italiana maggiorenne
Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 16/10/2009 ed il 17/10/2009
QUESTIONARIO
QUESITO n.1
Domanda : Se domani si votasse per le elezioni politche, per quale partito voterebbe?.
L’ ‘o pata pata ‘e l’acqua di Enzo Rivellini al Parlamento europeo
“Ma come parla questo ?” si saranno chiesti i traduttori e le traduttrici del parlamento europeo quando si sono trovati a dover tradurre frasi del tipo “‘o pata pata ‘e l’acqua“, (che per i non napoletani sta per “una tempesta d’acqua“), durante l‘intervento del deputato europeo del Pdl Enzo Rivellini (già An) che, in occasione della seduta convocata per la rielezione alla guida della commissione europea di Jose Manuel Durao Barroso ha tenuto il suo intervento in napoletano, cosa che peraltro aveva già preannunciato alle vigilia, per porre all’ordine del giorno della politica europea i problemi del Mezzogiorno, suscitando l’attenzione mediatica della opinione pubblica europea.
L’intervento di Rivellini ha gettato nello sconforto i traduttori, incapaci di seguire la «performance» dell’eurodeputato del centrodestra.
Il politico ha continuato imperterrito nonostante i colleghi protestassero per il silenzio dei traduttori.
Hai visto mai che ha esordito in Europa il fantomatico Partito del Sud ?
*** PS – A conferma che aveva ragione Bossi nel sostenere che dietro gli attacchi a Berlusconi c’era la mafia: “Dati di ascolto -
Porta a porta con Berlusconi battuto da L’Onore e il Rispetto – Vespa ha avuto un ascolto del 13,47%, mentre la fiction di Canale 5 ha fatto oltre il 22%. da Corriere.it
Fini ? Non ha lo scolapasta in testa
Certo che ne impiegano di tempo gli ex AN a capire il perchè ed il per come delle strane prese di posizione di Fini a partire già da subito dopo il congresso di fondazione del PDL.
D’altra parte ciò che distingue un capo dai comuni gregari è proprio la capacità di vedere oltre il contingente e l’ abilità nel costruire condizioni poliche che rendano possibili schieramenti nuovi ed impensabili per gli altri.
Essersi piegato, per evitare di essere travolto, all’accordo che ha portato alla costituzione del PDL ed alla scomparsa di AN non poteva significare certo la rinuncia sul piano personale e politico a quanto fatto in questi anni per traghettare verso sponde di destra democratica e moderna gli ex missini ed emanciparli dalle logiche nostalgiche di tipo autoritario.
Perchè era proprio la deriva autoritaria, l’ubriacatura da partito che tende a rappresentare la maggioranza degli italiani il rischio che era insito nella nascita del partito che aspirava (per fortuna senza riuscirci) al 50% dei voti dell’elettorato italiano.
Governare e comandare non sono affatto sinonimi. Vi è tuttavia chi interpreta i due termini nel medesimo modo. In realtà il primo è proprio delle democrazie il secondo dei regimi autoritari. Tuttavia resta il fatto che nelle democrazie malate, e tale è la nostra, l’aspirazione ad essere comandati piuttosto che essere governati diventi maggioritaria soffocando sul nascere l’esercizio della dialettica, che nelle democrazie sane si esercita a partire, dal basso e in mille sedi diverse.
Se come accaduto negli ultimi decenni vi è chi più facilmente dà l’idea di essere lì pronto ad assumere l’ingrato compito, di prendere il comando piuttosto che governare, si verifica allora la convergenza tra forma politica e corrente maggioritaria nella società.
Come diceva quel tale: “Il sonno della ragione genera mostri.“.
In passato è accaduto che siano state le guerre e i bagni di sangue il prezzo da pagare al rinsavimento.
Per nostra fortuna non siamo a questo punto e qui torniamo a Fini ed alla politica italiana. Come si esce infatti da una situazione in cui il “comandante in capo” dà sempre più segni di essere rimasto vittima del “sogno che conduce alla pazzia” per dirla benevolmente con Guccini ?
Le scadenze che la politica italiana ha davanti, dal prossimo congresso del PD, alle conseguenze della crisi sul piano occupazionale, alle candidature per le regionali del 2010 e la sempre maggiore forza della Lega nelle regioni del Nord, sono i fattori che daranno senso e ragione politica alla necessità della messa in crisi del governo Berlusconi ed al varo di una inedita formazione di governo che metterà insieme quanti si raccoglieranno intorno a Fini, a Casini e a Bersani.
Non ci credete ?
A Salemi mancava l’assessore ‘alla beatitudine’, ora c’è !
Il sindaco Vittorio Sgarbi ha nominato la nuova giunta di Salemi.
Escono dalla squadra assessoriale, l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Ilardi, quello alla Cultura e all’Agricoltura Peter Glidewell e l’assessore al Commercio Vincenzo Lo Castro.
Nuovi assessori sono Gregorio Grasso, milanese, già capo della segreteria di Sgarbi negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura a Milano, l’avvocato Antonina Grillo, indipendente di sinistra già militante del Partito Democratico e l’imprenditore Angelo Calistro, vicino agli ambienti dell’Udc.
Confermati Oliviero Toscani assessore alla Creatività, Antonella Favuzza vice sindaco, e l’avvocato Caterina Bivona ai Servizi Sociali.
“Alla Bivona – dice Sgarbi – di cui è nota la normalità, ho dato anche la delega alla diversità“.
Tra gli esterni, che il sindaco ha ribattezzato “consulenti meta assessori“, Vittorio Sgarbi ha confermato l’assessore al Nulla Graziano Cecchini, “in condominio – spiega – tra gli assessori e i meta assessori. Quest’ultimi hanno funzioni direttive relative a specifici progetti”.
Confermati l’assessore alle Mani in Pasta Fulvio Pierangelini, l’assessore al Gusto e Disgusto Davide Paolini e l’assessore ai Sogni Paolo Crepet.
Peter Glidewell, già assessore alla Cultura, è stato designato “meta assessore” all’Agricoltura e a Slow Food, Bernardo Tortorici, già assessore al centro Storico, è stato designato “meta assessore ai Musei e alle dimore storiche”. A loro si aggiungono Luigi Settembrini, ex direttore della Biennale di Valencia con il ruolo di “meta assessore a Babele” e Luca Beatrice, uno dei curatori della Biennale di Venezia, “meta assessore alla Beatitudine”.
“La nuova giunta – spiega Vittorio Sgarbi – rappresenta la volontà di un governo di salute pubblica, attribuendo responsabilità ad ogni componente politica indipendentemente dalle indicazioni dei partiti. Non ho chiesto dei nomi ai partiti ma mi sono riservato di scegliere le persone nell’ambito delle aree politiche. Sono stati scelti esponenti dell’Udc (Calistro) e del Movimento per l’Autonomia (Favuzza), un esponente del Pdl (Caterina Bivona), un esponente della sinistra che si è in qualche modo dimostrata disponibile indipendente e autonoma dal Partito democratico (Grillo), un esponente del mio movimento, Liberal Sgarbi (Grasso) ed un esponente dell’Udc (Calistro) di cui segnalo la parentela con il deputato del Partito Democratico Baldo Gucciardi. Abbiamo così ritenuto di mostrare tutte le anime della
politica siciliana attraverso persone che ho scelto individualmente senza segnalazioni da parte dei partiti”.
Provincia di Trapani, il bilancio parallelo c’è !
Ricordate la vicenda raccontatavi qui ?
Ora sembra proprio che se ne stia venendo a capo.
Il dirigente del settore finanziario Giuseppe Fundarò dopo una attenta ed approfondita verifica dei dati contabili, ha posto la sua firma sulla determina che ha ridefinito il quadro dei residui attivi e passivi “provenienti dagli esercizi 2007 e precedenti e dalla competenza dell’esercizio 2008.
Per chi legge, i residui passivi sono le somme impegnate ma non ancora spese e i residui attivi le entrate accertate ma ancora non incassate.
Per quanto riguarda i residui passivi, la verifica interna si è conclusa (vi risparmio i decimali) con l’accertamento di 19.744.422 euro di residui passivi pagati, 50.368.950 euro di residui passivi cancellati, 22.186.479 euro di residui passivi riaccertati alla chiusura della gestione delle spese relative agli anni 2007 e precedenti, 17.114.002 euro di residui passivi accertati alla chiusura della gestione delle uscite di competenza relative all’anno 2008.
Dati certi anche per i residui attivi. Sono 17.280.539 euro quelli eliminati per avvenuta estinzione legale, 827.676 euro riguardano invece i residui attivi eliminati per erroneo accertamento del credito. Neanche un euro nell’accertamento di residui attivi da riscuotere. Sono invece stati accertati residui attivi alla chiusura della gestione delle entrate relativi agli anni 2007 e precedenti. Si tratta di 53.305.845 euro. E’ stata accertata la consistenza dei residui attivi alla chiusura della gestione delle entrate di competenza relativi al 2008. Si tratta di 6.357.486 euro.
In sintesi i residui attivi accertati sono 59.663.332 euro.
I residui passivi sono invece 39.300.482,17 euro.
Con questi chiari di luna si comprende perchè, seppure con fatica, la conferenza dei capigruppo abbia trovato una sintesi interlocutoria, ma ferma al suo interno e l’abbia comunicata al presidente della Provincia Mimmo Turano.
Nella nota del presidente del consiglio Peppe Poma del 9 luglio è detto: “Sottopongo alla sua attenzione la decisione della conferenza dei capigruppo con richiesta di acquisire, nel termine di 20 giorni, le relazioni dei dirigenti di ciascun settore dell’amministrazione, necessarie per il controllo politico-amministrativo che i consiglieri intendono svolgere nell’esercizio delle loro funzioni“.
Una moratoria di venti giorni per evitare che la conferenza dei capigruppo torni a discutere dell’istituzione di una commissione d’indagine così come proposto, dal gruppo consiliare del Partito Democratico.
Ora le relazioni dei dirigenti dovranno dare conto “delle operazioni compiute e dei motivi che hanno determinato la permanenza dei singoli residui ora oggetto di cancellazione”.
Fuori l’UDC, fuori Giulia Adamo
E’ questo il verdetto ad un mese dall’azzeramento del primo esecutivo di Raffaele Lombardo il quale ha completato, con la nomina degli ultimi tre assessori, la giunta regionale.
Dal governo siciliano resta fuori l’Udc.
Già oggi il segretario siciliano del partito di Casini, Saverio Romano, lo aveva anticipato: “siamo pronti a diventare opposizione. Del resto lo siamo gia’ a Roma”, ma aveva anche sottolineato una differenza tra la situazione nazionale e regionale che e’ quella che in Sicilia l’Udc era parte integrante della coalizione che ha eletto Raffaele Lombardo presidente.
Resta ancora una volta fuori dalla giunta la deputata marsalese del Pdl Giulia Adamo.
I tre nuovi assessori del Pdl, due politici ed un tecnico, sono: Nino Strano, ex senatore di An ed ex assessore regionale, Nino Beninati, ex assessore regionale, e Mario Milone, attuale vice sindaco di Palermo.
Elezioni Europee, collegio Isole (Sicilia e Sardegna) i 6 eletti
Nel collegio Isole (Sicilia e Sardegna) si assegnano 6 seggi e non 8
Questi gli eletti per ciascuna lista secondo il Viminale e l’ ordine delle preferenze nel collegio Isole (Sicilia – Sardegna).
Pdl 2 seggi : Berlusconi Silvio (365.588), La Via Giovanni (145.745), Iacolino Salvatore (141.489), Cimino Michele (124.082),Calia Maddalena (115.184), Strano Antonino (101.499), Sanzarello Sebastiano (17.344),Masci Francesca (10.559)
Pd 2 seggi : Borsellino Rita (229.981), Crocetta Rosario (150.368), Barracciu Francesca (116.935), Barbagallo Giovanni (68.505), Tripi Italo (67.444)
Idv 1 seggio : Di Pietro Antonio (58.626), Orlando Leoluca (53.555), De Magistris Luigi (33.616), Alfano Sonia (27.166)
Udc 1 seggio : Romano Saverio (110.488), Antinoro Antonello (70.924), Gianni Giuseppe (44.729), Naro Giuseppe (33.300)
Elezioni Europee, collegio Isole (Sicilia e Sardegna) se ne sono persi due
Sembra che al collegio isole (Sicilia – Sardegna) si assegnino 6 seggi e non 8, come conseguenza della scarsa affluenza alle urne, così come non saranno 18 ma 15 i seggi che si assegneranno nel collegio per l’Italia meridionale.
I seggi persi dal sud e dalle isole li guadagneranno:
uno l’Italia centrale cui vanno 15 seggi invece che 14 e due ciascuno il Nord – Ovest (da 21 a 19) e il Nord – Est (da 15 a 13).
Questi di conseguenza i nuovi numeri probabili di eletti per ciascuna lista secondo il Viminale e l’ ordine (provvisorio) delle preferenze nel collegio Isole (Sicilia – Sardegna):
Pdl 2 seggi : Berlusconi Silvio, Cimino Michele, Iacolino Salvatore, La Via Giovanni, Strano Antonino, Sanzarello Sebastiano, Calia Maddalena
Pd 2 seggi : Borsellino Rita, Crocetta Rosario, Barbagallo Giovanni, Tripi Italo
Idv 1 seggio : Di Pietro Antonio, Orlando Leoluca, De Magistris Luigi, Alfano Sonia
Udc 1 seggio : Romano Saverio, Antinoro Antonello, Naro Giuseppe.
Elezioni Europee, collegio Isole (Sicilia e Sardegna) i probabili eletti
Questa la probabile ripartizione dei seggi per ciascuna lista e l’ ordine (provvisorio) delle preferenze.
Pdl 4 seggi : Berlusconi Silvio, Cimino Michele, Iacolino Salvatore, La Via Giovanni, Strano Antonino, Sanzarello Sebastiano, Calia Maddalena
Pd 2 seggi : Borsellino Rita, Crocetta Rosario, Barbagallo Giovanni, Tripi Italo
Idv 1 seggio : Di Pietro Antonio, Orlando Leoluca, De Magistris Luigi, Alfano Sonia
Udc 1 seggio : Romano Saverio, Antinoro Antonello, Naro Giuseppe,
E nel conto degli sconfitti mettiamo anche il Pdl
Al momento in cui scrivo i dati non sono ancora definitivi, mancano pochissime sezioni, e potranno ancora variare di qualche decimale, in meglio per quanto riguarda il Pdl, in peggio per quanto riguarda il Pd.
Ciò detto come sono andate queste consultazioni elettorali ?
Ha perso il Pdl, (il 2, 34 %) alla sua prima prova elettorale, non solo rispetto alle, evidentemente a carte viste, eccessive aspettative suscitate dai sondaggi ma anche rispetto ai risultati reali che alle precedenti elezioni lo vedevano al 37, 4 % contro il 35,06 fatto registrare in queste elezioni.
Ha perso il Pd con il 26,24 % contro il 33,10 % del 2008 che al di là di quanto recuperato dalla gestione Franceschini rispetto alla dilapidazione del patrimonio di consenso operata da Walter Veltroni tuttavia sempre una perdità del 6,86 % fa registrare e dimostra la cecità di una classe dirigente che lascia fuori i Radicali di Bonino e Pannella con il loro 2,43 %.
Subisce una battuta d’arresto la tendenza al bipartitismo assecondata nel 2008 dall’accordo tacito tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, ma nel contempo non si può certo dire che sia stata battuta, se è vero come è vero che nessuna delle formazioni che avevano come obiettivo minimo quello di superare lo sbarramento del 4 % c’è riuscita.
I circa due milioni e settecentomila voti (pari a sei sette deputati europei), sprecati dalle formazioni non riferibili all’area di centro destra e che puntavano a superare lo sbarramento del 4 % dicono tutto poi della sconfitta presente e della debolezza in prospettiva del centro – sinistra.
Ha perso l’Mpa di Raffaele Lombardo e Francesco Storace è definitivamente “out”, vista anche l’affermazione (si fa per dire) di formazioni come “Fiamma tricolore” con lo 0,78 % e “Forza Nuova” con lo 0,47 %.
Ha resistito l’Udc che registra un piccolo, ma significativo avanzamento passando dal 5,6 % al 6,47 %che marca ancor di più la sua non omologabilità al Pdl di Berlusconi.
Ha vinto la Lega Nord che passa dal 8,3 % al 10, 41 %, ha vinto l’Idv di Antonio di Pietro che dal 4,4 % passa ora al 7,94 %











