Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (12): Tutte le liste dei candidati 2013.

Candidato sindaco Nicola Coppola

LAVORO E SVILUPPO

Giuseppe Agnello,Norino Amato,Giuseppe Bosco, Patrizia Buccellato, Ninni Caleca, Vincenzo Chiarenza, Antonino Giuseppe Como, Giacomo Di Bartolo,
Mario Di Filippi, Lorena Di Gregorio, Maria Aurelia Ferrantelli, Franco Foderà, Daniela Giannola, Giuseppe Gioia, Camillo Impastato, Vita Miranda, Antonino Navarra, Luisa Navarra, Francesco Paolo Orobello,Gisella Venezia.

CASTELLAMMARE DEMOCRATICA UNITA

Gaspare Canzoneri, Laura Ancona, Giuseppina Asaro, Iuliana Badalà, Desireè Carrara, Simone Cusumano, Francesco Galante, Angela Lentini, Andrea Maggio, Gabriella Norfo, Maurizio Paradiso, Giuseppe Pipitone, Camillo Poma, Antonino Russo, Christian Ruzza, Girolama Giuseppina Saccheri, Onofria Scolaro,Antonino Stabile, Bartolo Messina, Marilena Barbara.

LISTA SIAMO CASTELLAMMARE

Giuseppe Maria Cruciata, Antonino Ancona, Daniela Blunda, Domenico
Bucca, Maria Silvia Buccellato, Gisella Buscemi, Piero Colomba, Vincenzo Coppola, Curatolo Francesca, Sebastiano Cusenza,Giuseppa Di Benedetto,Giuseppe Di Legami, Laura Damaris Di Natale, Nicola Lentini,Antonio Mercadante, Marcello Occhipinti, Silvia Pisciotta, Emanuele Plaia,
Concetta Provenzano, Sabrina Sottile.

PARTITO DEMOCRATICO

Graziella Barone, Alessandro Caruso, Giovanni Cascio, Natale Como, Camillo Coppola, Calogero Corbo, Tea Costa, Nicoletta Adriana Maria Crescendo, Antonino Foderà, Rosaria Fontana, Salvatore Galante, Francesco Gianquinto, Giuseppa Grimaldi, Mariano Maltese, Maria Marraccino, Clara Minaudo,
Ivano Motisi, Cinzia Plaia, Piera Prosa, Antonella Serina.

Candidato sindaco Piero Russo

POPOLO DELLA LIBERTA’

Giovanni Pilara, Paola Ciaravino, Angelo Palmeri, Maria Miceli,Giuseppe Fausto, Arianna Accardo, Vito Bongiorno, Giacomo Borruso, Marina Cappellini, Rosalba Cassarà, Liliana Maria Ignazia Crociata, Gaetano Di Bartolo, Tommaso DiGregorio,Sebastiano Giordano, Giuseppe Grammatico, Carmela Lo Bue, Anna Maranzano, Francesco Pirrone, Felice Scaraglino, Giovanni Todaro.

PARTITO DEI SICILIANI-MPA

Sebastiano Cusenza, Elisa Neglia, Antonino Amato,Vito Cacciatore,Salvatore Croce,Claudia Giovanna Di Bartolo, Stella Fiordilino, Marcella Foderà, Giuseppe Norfo, Giuseppe Mione, Anna Lisa Urso, Antonio Parisi, Antonella Randazzo, Adriana Renda, Veronica Sabbia, Maria Turcu, Giuseppe Vinci,
Salvatore Mancuso, Carmela Como, Giuseppa Vitale.

NELLO MUSUMECI PRESIDENTE

Alessandra D’Aguanno, Antonino Barone, Giuseppe Navarra, Barbara Cacciatore, Antonino Surdo, Tommaso Notaro, Marcello Fazio, Vito Alfano,
Maria Rosaria Foderà, Epifanio Bonventre, Antonino Caleca, Girolamo
Pampalone, Margherita Scarpitta, Vincenza Tartamella, Leonardo Bussa detto Massimo, Vincenzo Ancona, Vincenzo Zagaria, Nicolò Ferrara, Rosanna Conticelli.

UDC

Vincenzo Cusumano, Giuseppina Cascio, Giovanni Ciufia, Vincenzo
De Stefano, Nicolina Di Benedetto, Rosario Di Stefano, Valentina Ferrarello,Roberto Cusumano,Camillo Galante, Anna Lonano,Giuseppa Galante, Anna Maria Lorito, Pietro Mirrione,Mariana Tarasciu,Anna Poma,Vito Sclafani, Vincenzo Saracino, Natale Stabile, Mattia Vitale.

LISTA CASTELLAMMARESI

Roberta Ancona,Giacomo Asaro,Enrico Chiarenza, Antonio Como, Sabrina Rita Crociata, Brigida Di Simone, Vito Fatone, Giuseppa Galatioto, Andrea Gambino,Sarah Rosella Labita,Angela Lombardo, Loredana Lo Nano, Antonina
Navarra, Piero Padovano, Giovanni Picciuca, Salvatore (detto Peppe)
Quagliata,Giuseppa Romano,Girolamo (detto Mimmo) Sanfilippo, Alessandra Sarcona, Andrea Marcello Tumbarello.

Candidato sindaco Maria Tesè

LISTA CAMBIAMENTI

Luisa Bambina, Claudio Colomba, Stefano Cruciata, Alessandra D’Anna, Angelica Ferrantelli, Giovanni Fontana, Giacomo Galante, Giuseppe Gargagliano, Maria Giovanna Genna,Riccardo Gioè, Vitalba Labita, Claudia La Torre, Anna
Mannina, Federica Naso, Giovanni Navarra,Pirrone Nicola,Antonino Saracino, Alessandro Stabile, Alessandra Tamburello, Agostino Trupia.

AVANTI VELOCE

Giovan Battista Asaro, Vincenzo Bambina, Vincenza Barone, Antonino Chiarenza, Giuseppe D’Angelo, Emanuele Di Gregorio, Federica Di Maria, Mario Fontana, Giusi lo Bue, Maria Lorito, Giuseppe Margagliotti, Bruno Mancuso, Chiara Stella Anselmo, Antonino Como,Antonino Messina,Yanira Pinilla Gonzales Flor, Isadora Provenzano, Francesca Sarcona, Maria Caterina Scelsi.

Il MEGAFONO – LISTA CROCETTA

Giovanni Portuesi, Andrea Galante, Mario Salvatore Asaro, Liliana Scolaro, Serina Marcella, Maria Silvana Marchese, Antonino Ciaravino, Salvatore Schiavo, Marika Ciaravino, Giuseppina Scibilia, Domenico Sabella,Federico Caleca,Francesca Maniscalchi, Anna Maria Soccorso Giaimo, Angela Giurlando,Olimpia  Razzò,Carlo Salvatore Cannamela, Ioana Crizantema Anton, Nicolae Marian Zarnescu.

Candidato sindaco Salvatore Fundarò

CON NOI PER CASTELLAMMARE

Salvatore Fundarò, Ferdinando Affaticato, Antonino Alagna, Gabriela Ana Andor, Doriana Barone, Vito Giuseppe Bonventre, Antonino Calandrino. Alberto Calabrò,Francesca Cannone, Caterina Como, Franca Corso, Giuseppe
Di Bona, Gaspare Guaiana, Marianna Maniaci, Salvatore Roberto Margagliotti, Maria Irene Melita, Diego Rugeri, Monica Messina, Massimiliano Targi, Flavio Vilei.

VOLARE PER CRESCERE INSIEME

Francesco Anselmo, Federica Bonventre, Silvia Brum, Sergio Bussa, Lorenza
Calvanese, Saverio Cammisa, Salvatore Cannone, Donata Carotenuto,
Francesca Cassarà, Giuseppe Corrao, Giuseppa Costa, Ignazio Antonio Fici,
Claudio Fundarò, Vincenza Fundarò Barone, Tommaso Giaconia, Mirella
Gioia, Arianna Mercadante, Andrea Ruggero, Ignazio Giuseppe Sabella,
Vincenzo Scuderi.

Candidato sindaco Valentina Mattarella

MOVIMENTO 5 STELLE

Valentina Mattarella,Nicolò Lentini, Patrizia Camilla Di Gregorio, Italo Cagno, Francesco Foderà,Diego Ciaravino, Paola Cinzia Finazzo, Patrizia Failla, Salvatore Durante, Donatella Anselmo, Marzia Terranova, Gioacchino Giuseppe Calabrò, Lucio Insinga, Patrizia Bafico, Sandra Frazzitta.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (11): La carica dei trecento… più cinque.

Cinque i candidati a Sindaco, quindici le liste, trecento i candidati a venti posti in consiglio comunale, dodici andranno alla coalizione vincente e otto agli altri.
Sono state presentate nella mattinata di oggi, quindici maggio 2013, presso la segreteria del Comune di Castellammare del Golfo le candidature e le liste per il rinnovo di Sindaco e Consiglio Comunale del 9 e 10 giugno prossimo.
Pertanto, salvo sorprese derivanti dalle verifiche di rito, i candidati a Sindaco sono: Nicolò Coppola, Salvatore Fundarò, Valentina Mattarella, Piero Russo e Maria Tesè.
Nicolò Coppola, 64 anni, è già stato sindaco democristiano del paese, dal 1984 al 1985 e dal 1988 al 1991 ed ha ricoperto anche gli incarichi di assessore e vicesindaco. Quattro e non cinque per come preannunciato, le liste civiche che lo sostengono: Pd, Castellammare Democratica Unita, Siamo Castellammare e Lavoro e Sviluppo. Coppola ha designato due dei quattro assessori Rossana Agugliaro, avvocato libero professionista e Claudia Reginella, Responsabile Risorse umane di un’azienda commerciale.
Salvatore Fundarò ha 65 anni ed è medico pediatra in pensione. Dal 1982 al 1985, ha ricoperto la carica di Consigliere Comunale ed è stato candidato non eletto alle ultime elezioni provinciali. Due le liste civiche a suo sostegno: Con Noi per Castellammare, e Volare per crescere insieme. Assessori designati, Maria Galante, funzionario all’assessorato regionale alle attività produttive e Giuseppe Navarra, Ingegnere libero professionista.
Valentina Mattarella, ha 38 anni, impiegata bancaria è sostenuta ufficialmente dal Movimento 5 Stelle. La Mattarella ha scelto come assessori designati Stefano Messana, psicologo pedagogista e Donatella Anselmo, libero professionista.
Piero Russo, 50 anni, funzionario regionale, attuale consigliere provinciale di Trapani del PDL. Dal 93 al 98 è stato Consigliere Comunale e dal 98 al 2003 assessore e vicesindaco. Russo conta sul sostegno di cinque liste: Pdl, Lista Musumeci, Udc, Mpa-Pds e la civica Castellammare Si. Assessori designati sono Giuseppe Mione, Avvocato libero professionista e Vincenzo De Pasquale Esperto di politiche comunitarie.
Maria Tesè, 45 anni, è una pedagogista palermitana che vive a Castellammare del Golfo da diversi anni, con una carriera professionale all’interno dell’associazione Arcidonna. La sua candidatura a sindaco è supportata dalle liste Cambiamenti, il Megafono e Avanti Veloce. Maria Tesè ha designato assessori Giacomo Galante, geologo e Antonino Como Urbanista attuale assessore della giunta Bresciani.

Intanto il film su queste elezioni l’hanno già fatto !

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (9): Facciamo il punto

Le ufficializzazioni delle due ultime candidature, Piero Russo e Nicola Coppola, che si vanno ad aggiungere a quelle di Salvatore Fundarò e di Maria Tesè, ed in attesa della candidatura espressione di un M5s, che appare al momento diviso ed incerto intorno alla candidatura di Domenico Barone, rendono sempre più chiaro il quadro dei candidati a Sindaco e degli schieramenti in campo alle amministrative 2013 del 9 e 10 giugno di Castellammare del Golfo.

Annunciata ieri, con un comunicato ufficiale, la candidatura di Piero Russo, già consigliere comunale ed assessore democristiano, poi berlusconiano, ed in ultimo capogruppo del Popolo della Libertà al Consiglio Provinciale, è ormai ufficiale.
A designarlo è stato un tavolo del centrodestra e di forze civiche attorno al quale si sono ritrovati oltre al PDL, la destra di Musumeci, L’UDC che fa riferimento all’On. Turano, il PDS dell’On. Giovanni Lo Sciuto ed esponenti della lista civica Castellammare Si.

Il senatore Antonio D’Alì, che lo sostiene, e in precedenza sostenitore del sindaco uscente Marzio Bresciani, come Piero Russo del resto, dice: “Sono molto lieto che attorno alla figura nota e stimata di Piero Russo, da sempre alfiere del Popolo della Libertà a Castellammare del Golfo, si sia coagulata una tensione politica e programmatica giovane, entusiasta e positiva, come si conviene in una fase di forte rinascita del rapporto tra cittadini e loro rappresentanti. Sono certo che Piero Russo e la sua squadra di assessori e consiglieri sapranno dare ai cittadini di Castellammare del Golfo le risposte importanti per il loro progredire economico e sociale”.

Prevista per domenica l’apertura della campagna elettorale. Bisognerà attendere i prossimi giorni per rendersi conto della forza di quest’area, in relazione alle liste ed al quadro delle candidature che riuscirà a mettere in campo.

In precedenza Nicola Coppola più volte assessore e sindaco democristiano di Castellammare del Golfo negli anni 80′ e 90′ e tra gli artefici del successo del sindaco Marzio Bresciani alle precedente elezioni amministrative aveva annunciato la propria candidatura sancita ufficialmente da un un documento firmato dai rappresentanti delle liste civiche a suo sostegno: Mimmo Bucca, Gaspare Canzoneri, Franco Galante e Salvo Bologna già candidato a sindaco per il Pd alle scorse amministrative.

Nicola Coppola sarà infatti sostenuto da cinque liste civiche: “Lavoro e Sviluppo”, “SiAmo Castellammare” “Udc-Castellammare democratica Unita”, “Turismo Castellammare” e Partito Democratico, una ampia coalizione che dovrebbe raccogliere, fra gli altri, i nove consiglieri comunali uscenti di Fli e Pdl.

Si fa sempre più stretto lo spazio per Maria Tesè e per la sua coalizione costituita dal vivace movimento locale “Cambiamenti” e da “Il Megafono” che fa riferimento al presidente della Regione Rosario Crocetta.

In frantumi un po’ tutti i partiti.

Il Pd, dalla pur limitata consistenza si divide in mille rivoli, in considerazione che anche il quarto candidato il medico Salvatore Fundarò, sostenuto da “Con Noi per Castellammare” e “Volare” vanta una certa vicinanza al Partito Democratico, e che anche “Il Megafono”, che sostiene Maria Tesè, è emanazione del Pd.

Il Pdl vede gran parte del suo ex gruppo consiliare schierato a sostegno di Nicola Coppola invece che a sostegno di Piero Russo.

L’area che un tempo faceva riferimento all’UDC è oggi divisa in tre tronconi a sostegno rispettivamente di Nicola Coppola, Piero Russo e Salvatore Fundarò.

Infine l’ultimo arrivato il Movimento Cinque Stelle, forte di una clamorosa affermazione alle ultime politiche in cui è risultato il primo partito con ben 2.783 voti, si dice abbia smarrito (o gli è stata rubata ?) la schedina e non sembra proprio possa passare all’incasso il 10 giugno.

*** Update

Si dice sia ufficiale che la candidata a Sindaco del M5S sarà Valentina Mattarella.

Test Friuli Venezia Giulia dopo l’ennesimo atto del golpe bianco

Oggi domenica e domani lunedì, il Friuli Venezia Giulia è chiamato alle urne per eleggere il Presidente della Regione e 47 consiglieri regionali.
Sono 1.099.336 i friulani chiamati alle urne i quali dovranno esprimersi anche per il nuovo Presidente e il consiglio della provincia di Udine e di altri tredici comuni e due referendum.
I seggi sono aperti da oggi 21 aprile alle ore 8 e lo saranno fino alle 22 per riaprire alle 7 di domani 22 aprile e chiudere alle 15.

Qui l’elettore ha facoltà di votare un candidato e la lista, anche non direttamente collegati fra loro, ovvero può votare un candidato e una lista in cui esso non è compreso.
I candidati a Governatore sono quattro: Renzo Tondo per il centrodestra, che è anche il Presidente uscente, Debora Serracchiani per il centrosinistra, Saverio Galluccio per il Movimento 5 Stelle e Franco Bandelli per la lista civica “Un’altra regione” vicina al centrodestra.
Per quel che riguarda le coalizioni non sono le stesse presentatesi alle elezioni di febbraio 2013: la coalizione di centrodestra è formata da PdL, Lega Nord, La Destra e UdC, che alle politiche aveva appoggiato la lista di Scelta Civica.

Nessuna lista per Scelta Civica di Mario Monti.

Avrebbe potuto anche esserci Marino Andolina, capo lista di “Sinistra”, lista sostenuta da Rifondazione Comunista e dal Partito dei Comunisti Italiani, ma la sua candidatura è stata bocciata per carenza di firme. In corsa ci sono ben più di 500 candidati suddivisi in 13 tra partiti e liste.

Regione autonoma il Fruli è, l’unica a pagare da sola la sanità senza fondi statali ed è impegnata a costruire da sè la terza corsia dell’autostrada A4. Regione che si può definire virtuosa: con il ‘taglio’ delle spese, il numero dei consiglieri da eleggere è calato da 59 a 49.
Qualunque sia l’esito, la stabilità politica è certa, grazie a una legge che assicura un consistente premio di maggioranza – 29 consiglieri – al vincitore che raggiunge il 45% dei voti mentre come è più probabile in caso di affermazione sotto il 45%, i consiglieri di maggioranza scendono a 27.
Infine, soglia di sbarramento al 4%.
Non è previsto ballottaggio.

Qui il M5s alle politiche di febbraio è stato primo partito in regione con il 27,2% alla Camera.

Quanto alle coalizioni IBC ha fatto il 27,5% (Pd 24,7%, SEL 2,5%, CD 0,3%), il CDX il 28,0% (PDL 18,6%, LN 6,7%, FdI 1,8%, LD 0,7%, Altri 0,1%), M5S il 27,2 e Scelta Civica il 12,8% (Monti 10,8%, Udc 1,6% FL 0,5%), Altri 4,4%.

Anche qui come avvenuto già in Sicilia e poi per le politiche di febbraio, Beppe Grillo a bordo di un camper ha dato vita ad un intenso tour elettorale con partecipatissimi comizi nelle piazze e incontri con associazioni ed imprenditori del posto.

I sondaggi eseguiti dopo le politiche di febbraio non riportano variazioni significative tali da uscire dal margine di errore statistico proprio di tali rilevazioni e delineare in modo netto un qualsiasi trend.

Dopo la débâcle del Pd nella vicenda dell’elezione del Presidente della Repubblica il Friuli assume un po’ la veste del laboratorio in cui verificare dal vero al di fuori dei social network e dai salotti televisivi la lettura che il paese reale da di tali vicende e dei comportamenti dei diversi protagonisti.

Qui tutto, o quasi, è possibile dalla riconferma della guida di centro-destra al fatto che la regione diventi la prima ad essere targata M5S. Assai più improbabile appare che Debora Serracchiani possa essere il prossimo governatore.

Appunto per Grillo ed i grillini: “leggere Giambattista Vico !”

Ok chiuso, Bersani ha fatto ciò che doveva fare nella situazione data, non ha trovato sponda nel M5s il quale si è rivelato qualcosa di diverso da ciò che era lecito aspettarsi che fosse.
Da parte Pdl si dice che Bersani ha sbagliato a percorrere la strada di un accordo con il M5s e a sbarrare il passo ad un accordo con loro, per come sarebbe invece avvenuto in un ogni paese europeo, come ad esempio in Germania.
E’ vero però che in Germania il giudizio che l’elettore della Spd (la corrispondente formazione di sinistra)  è portato a dare sulla Merkel (la corrispondente leader della destra) e sulla sua classe dirigente non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello che l’elettore del Pd dà di Berlusconi e della sua classe dirigente.
Se il giudizio di “impresentabili”, riferito ai dirigenti Pdl, pronunciato dalla giornalista Lucia Annunziata nella sua veste di intervistatrice televisiva, è da classificare come infelice ed inopportuno, tuttavia è pur vero che è ciò che pensa la stragrande maggioranza dell’elettorato ad esclusione soltanto di quello dello stesso Pdl.

C’è da considerare poi che la campagna elettorale di Grillo da un lato e di Berlusconi dall’altro pur essendosi già celebrate le elezioni, non si è affatto fermata e viene continuata da entrambi, all’inseguimento l’uno del 100% dell’elettorato e l’altro della maggioranza in eventuali e altamente probabili nuove elezioni a distanza ravvicinata.
Il Pdl in questa rincorsa della maggioranza, ha giocato di rimessa, ed ha avuto buon gioco a far apparire Bersani ed il Pd, la causa da rimuovere per arrivare ad un governo del paese.
Berlusconi si è offerto per larghe intese proponendo condizioni, che sapeva bene l’interlocutore (Bersani in primis) non avrebbe potuto accettare.
Ciò ha alimentato la divisione (per ora solo sotterranea) nel campo avversario e contemporaneamente, con una martellante presenza in voce nei principali telegiornali televisivi ha sottolineato in prima persona tutti i passaggi della crisi e continuando ad offrire la sua disponibilità ha rafforzato l’immagine di forza responsabile di governo.
Effetto di tale strategia è oggi un consenso in crescita e sopratutto il trovarsi una fetta sempre maggiore di elettorato “caldo”, ben disposto verso le sue argomentazioni di “grande pacificatore” nazionale.
E’ per questo che Berlusconi grazie anche alla sponda offertagli da Grillo è passato dal rischio di perdere tutto all’avere tutto da guadagnare da qualsiasi soluzione.

Sarà la storia a dire se alla fine Grillo avrà avuto ragione nel contribuire in modo certo e determinante a fare uscire Berlusconi dall’angolo e a rilanciarlo.
Qui per ora ci si limita alla presa d’atto della conferma ancora una volta della validità del principio detto della “eterogenesi dei fini“.

‘La concezione dell’”eterogenesi dei fini” fu teorizzata per la prima volta da Giambattista Vico, secondo cui la storia umana contiene in sé potenzialmente la realizzazione di certe finalità. In questo senso dunque ben si comprende che il percorso evolutivo dell’uomo è mirato al raggiungimento, tappa dopo tappa, di un qualche fine. Tale percorso non è però da intendersi come lineare. Può accadere che, mentre ci si propone di raggiungere alti e nobili obiettivi, la storia arrivi a conclusioni opposte.
« Pur gli uomini hanno essi fatto questo mondo di nazioni [...] ma egli è questo mondo, senza dubbio, uscito da una mente spesso diversa ed alle volte tutta contraria e sempre superiore ad essi fini particolari ch’essi uomini si avevan proposti.»
Talvolta infatti l’umanità corre il rischio del “ricorso”, ossia rischia di tornare indietro nel prestabilito percorso di auto-miglioramento a causa di errori di natura sociale e/o politica (inaridimento del sapere, perdita di memoria storica). Ma il “ricorso” è soltanto temporeaneo. Con forza, coraggio, fatica e sofferenza ogni volta l’umanità ha saputo e saprà sempre riprendere il suo cammino progressivo.‘ – Wikipedia

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (3): L’importanza delle liste di sostegno

Detto dell’importanza del fattore “appartenenza politica” e del fattore “numero di concorrenti” in questo post si sottolineerà l’importanza di un terzo fattore non secondario per potere aspirare seriamente a concorrere con buone possibilità di successo alla carica di Sindaco, il fattore “quantità e qualità delle liste di sostegno“.
E’ intuitivo, ma utile sottolineare, che avere una lista di sostegno formata da venti candidati al consiglio comunale tutti o quasi con poche o nulle possibilità di essere eletti, non è un fattore favorevole e non è certo la medesima cosa di avere cinque liste con cento candidati, e nelle quali almeno venti-trenta tra questi si contendono con buone possibilità di successo la possibilità di essere eletti in consiglio comunale.
L’avere dalla propria parte tante persone sguinzagliate alla ricerca del voto per se stessi, solo nel caso di una fortissima presenza di voto disgiunto non determina un ovvio positivo trascinamento per il candidato collegato alle loro liste, di regola l’effetto trascinamento si ha e finisce per essere determinante.
Pertanto, a questo giro, rischiano di essere puniti dall’elettorato quei candidati a Sindaco che, vuoi per essere espressione di movimenti sulla cresta dell’onda per recenti ed esaltanti risultati, vuoi per essere espressione di movimenti costituiti da entusiasti aderenti sul territorio, pensassero di poter fare da soli, con una sola lista, in splendido isolamento ed ottusamente certi della propria forza.

A dimostrazione di ciò, nella precedente tornata elettorale il candidato che si classificò quarto fu il candidato Navarra Camillo (238 voti), sostenuto da una sola lista, quella di Rifondazione Comunista (218 voti), peraltro incompleta.
Al terzo posto si classificò Salvo Bologna (1.168 voti) sostenuto anche esso da una sola lista quella del PD (1.084 voti) anchessa incompleta ma di buona qualità.
Al secondo posto risultò Antonino Mistretta (2.062 voti) sostenuto da due liste una quella dell’MPA (872) e l’altra quella dell’UDC (700) risultate entrambe qualitativamente inferiori in quanto a corrispondenza al peso del candidato sindaco visto che venne a determinarsi uno scarto di 490 voti (2.062-1.572) tra quelli avuti dal candidato sindaco e quelli avuti dalle liste.
Il candidato vincitore del 2008, Marzio Bresciani (6.062 voti) ha potuto disporre di ben cinque liste, PDL (2.151 voti), Lavoro e sviluppo (1.515 voti), Castellammare democratica unita (1.178 voti), Bresciani sindaco (820 voti) e Socialdemocrazia (701 voti).
A seguire la composizione delle liste nel 2008:

Candidato sindaco: SALVO BOLOGNA

Lista PD

Rosario Bambina, Massimo Bonventre, Girolamo Caleca, Giovanni Cascio, Calogero Corbo, Sebastiano Cruciata, Salvatore Galante, Antonio Fundarò, Domenico Grassa, Giuseppe Maltese, Antonella Paratore, Giovanni Portuesi, Grazia Maria Sabella, Maria Tesè, Angela Giuseppa Aguanno, Girolamo Tarantola, Giuseppa Grimaldi.

Assessori designati: Ignazio Bica, Maria Grazia Filippazzo, Grazia Maria Stella.

Candidato sindaco: MARZIO BRESCIANI

Lista PDL

Vincenza Barone, Epifanio Bonventre, Domenico Bucca, Giovanni Ciufia, Liliana Maria Ignazia Crociata, Giuseppe Maria Crociata, Alessandra D’Aguanno, Giuseppe Di Legami, Leonardo Di Stefano, Valerio Duca, Pietro Ilardi, Camillo Sergio Impastato, Nicola Lentini, Salvatore Maiorana, Pietro Monticciolo, Vincenzo Palizzolo, Giovanni Pilara, Francesco Poma, Giuseppe Schiavo, Cecilia Vasile.

Lista civica Bresciani Sindaco

Mariano Asaro, Matteo Bongiovanni, Felice Buccellato, Francesco Caleca, Gaspare Caleca, Paola Ciaravino, Rosalia Como, Salvatore Como, Vito Di Stefano, Rosanna Fasulo, Roberto Filogamo, Giuseppe Fontana, Carlo Ligotti, Maria Lorito, Leonardo Mancuso, Fabio Giuseppe Mililli, Ivano Motisi, Oreste Orlando, Maria Giuseppa Pipitone.

Lista Psdi

Antonino Oliva, Cristian Aiello, Francesco Anselmo, Rosario Bonnino, Pasquale Barone, Daniela Blunda, Nazzareno Ciotti, Domenico Como, Gaspare Compagno, Vito D’Anna, Giuseppa Gerbino, Samantha Leone, Vito Milotta, Federico Mistretta, Rosario Pisciotta, Giuseppe Saccheri, Antonino Sottile, Bernardo Stabile, Vitalba Turrigiano, Andrea Marcello Tumbarello.

Lista Sviluppo e Lavoro

Epifanio Asaro, Antonio Buscemi, Piero Colomba, Antonio Como, Giacomo Curatolo, Sebastiano Cusenza, Mario Di Filippi, Leonello Di Gregorio, Roberto Di Stefano, Sebastiano Ferrarello, Francesco Foderà, Vincenza Fundarò, Girolamo Genna, Antonio Giovanni Mercadante, Salvatore Ippolito, Gaetano Miranda, Giovanni Battista Pizzo, Lorenzo Sciacca, Antonio Stabile, Annunziata Gisella Venezia.

Lista civica Castellammare democratica unita

Gaspare Canzonieri, Giuseppe Arena, Domenica Asaro, Nicola Di Bartolo, Alessandro Di Benedetto, Andrea Maggio, Santo Mattarella, Girolamo Melodia, Tommaso Notaro, Maurizio Paradiso, Michele Pellegrino, Antonio Russo, Salvatore Saraceno, Simone Scaraglino, Paolo Siliprandi, Giuseppe Stabile, Lucia Tedeschi, Alberto Manzo, Orsola Ventimiglia.

Assessori designati: Giuseppe Fundarò, Carlo Navarra, Antonietta Maniaci.

Candidato sindaco: ANTONINO MISTRETTA

Lista Mpa

Valentina Minore, Lorena Di Gregorio, Giuseppe Barone, Abderrazek Ben Rejeb, Alberto Calabrò, Saverio Cammisa, Luigi Vincenzo Castronovo, Silvestro Colomba, Sebastiano Cusenza, Tommaso Giaconia, Sebastiano Internicola, Domenico Leone, Vincenzo Ligotti, Giuseppe Mercadante, Giuseppe Norfo, Giuseppe Paduvano, Antonino Puma, Francesco Villarosa, Antonino Adragna, Francesco Milazzo.

Lista Udc

Silvana Gervasi, Giuseppa Valenti, Antonino Alagna, Vito Bonventre, Vito Buccellato, Salvatore Russo, Vito Marcello Cacciatore, Salvatore Carrara, Salvatore Colomba, Giovanni Cusenza, Francesco Ferrara, Paolo Lucchese, Antonino Navarra, Giuseppe Paduano, Sebastiano Sabadino, Antonella Sclafani, Pietro Turriciano.

Assessori designati: Rosaria Marchello, Savino Augugliaro, Franco Navarra, Tommaso Sclafani.

Candidato sindaco:CAMILLO NAVARRA (238)

Lista Rifondazione Comunista (218)

Camillo Navarra, Francesca Abitabile, Maria Rosa Baldo, Antonina Cascio, Maria Lorena Corso, Yanira Pinilla, Mariano Caleca, Giuseppe Caroddo, Giacomo Cascio, Matteo Coppola, Mariano Di Nicola, Eneas Ghioldi, Pietro Ilardi, Giuseppe Margagliotti, Salvatore Morsellino, Camillo Navarra, Leonardo Stellino, Vincenzo Vivona.

Assessori designati: Cathy La Torre, Mariangela Galante, Yanira Pinilla.

Elezioni politiche 2013, la volata finale ed oltre !

Ogni tornata elettorale ha una sua storia, dinamiche proprie valide per e in quel momento storico. Solo la pigrizia intellettuale potrebbe portarci ad identificare il quanto già accaduto, con quanto accadrà a giorni e a non cogliere costanti e differenze.
Per ora solo un fatto è certo, che il bipolarismo tra un centro-destra berlusconiano ed un centrosinistra gravitante intorno al Pd è finito.
Ora siamo dentro un sistema multipolare anomalo, con vaghi, molto vaghi, riferimenti sia all’attuale configurazione della politica tedesca che greca.
In tal senso ciò che accade in Italia è perfettamente europeo.
In tale sistema la radicalizzazione che si determina negli ultimi giorni che precedono il voto, è immaginabile premierà secondo due dinamiche opposte entrambe di cambiamento.

Da un lato l’elettorato che vorrà cambiare determinando il massimo dell’instabilità rispetto allo status precedente, obbiettivo raggiungibile a parere di molti votando Grillo, e all’estremo opposto chi vorrà cambiare ma rafforzando il polo della stabilità identificato in Italia Bene Comune, quello che si raccoglie intorno al Pd e a Sel.

Gli altri, tutto gli altri raggruppamenti, ritengo soffriranno parecchio di tale dinamica. Alcuni mancando il quorum ed altri raggiungendo risultati al di sotto delle aspettative.

Se ciò si verificherà, e se questa sarà la chiave di lettura possibile anche a posteriori è allora possibile immaginare un risultato di IBC tra il 33% ed il 36%, che ove si attestasse sul valore superiore della forchetta potrebbe fare ragionevolmente sperare nel raggiungimento della maggioranza anche al Senato, un M5s tra il 22% ed il 25% ed un Cdx tra il 24% ed il 27% ed infine un centro montiano tra il 12% ed il 9%. Tutto il resto rimarrebbe fuori.

Cosa ci attende per il dopo ?

L’autosufficienza di IBC, sul piano strettamente numerico, dipende dal risultato del senato, ed in ogni caso rischia di essere comunque una autosufficienza assai relativa.
Sul piano politico invece la prospettiva che era data per auspicabile, anzi certa,  dai vertici politici del Pd, di una alleanza con il centro montiano, pur se non accantonata, non potrà che risentire delle cadute di stile mostrate da questa area nella sua difficile ricerca del consenso in campagna elettorale, ne del probabile insuccesso delle liste che a tale schieramento fanno capo.

Vi sarà da fare i conti allora con la certamente numerosa pattuglia grillina, che al di là delle estremizzazioni tattiche e strategiche del capo, tende al pragmatismo ed alle buone pratiche, una risorsa importante quindi a cui guardare con attenzione, ove non si voglia rimanere prigionieri di vecchi schemi non più rispondenti alle necessità del presente.

Immaginare quindi a Roma un quadro di relazioni politiche simile a quello messo in piedi da Rosario Crocetta in Sicilia, non è poi tanto lontano dalla realtà.

“Viva La Libertà” di Roberto Andò

Prima che il gallo canti… ops, quella è un’altra storia.

Prima, dicevo, del giorno in cui si celebrerà il necessario ed indispensabile lavacro rituale di ogni democrazia, le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, sarà nei cinema di tutta Italia, a partire dal 14 febbraio, il nuovo film di Roberto Andò, “Viva la libertà“.

La storia è un mix di politica e comicità retta dalla bravura di Toni Servillo.
Nel film Servillo si sdoppia e dal ruolo di tristissimo e depresso leader simil-bersaniano che ha ridotto il suo partito al 17 per cento diventa il suo gemello pazzo, colto e allegro il quale, prendendo il suo posto, porterà il PD al 66 per cento dopo un grande comizio finale a Piazza San Giovanni.
L’espediente dei gemelli genera nel film tutta una serie di commedie legate al doppio della pazzia, dell’ingenuità e del potere.
Da vedere !

Viva La Libertà il Trailer Ufficiale

Un film di Roberto Andò
Con: Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Michela Cescon, Valeria Bruni Tedeschi
dal 14 febbraio al cinema

C’è Beppe Grillo nel voto che non si dice

Nel panorama delle regioni italiane, la Sicilia è senza alcun dubbio una delle terre dotate di maggiori e specifiche peculiarità.
Sul valore del segno di tali peculiarità ci si divide o si concorda a seconda del tempo, e della cultura propria e del gruppo sociale di appartenenza.

In passato tali caratteristiche dell’Isola hanno consentito di definire la Sicilia come laboratorio politico dell’Italia intera.
Luogo in cui si manifestano, per prime, le tendenze che di li a poco si registreranno nella penisola.
In verità tale definizione andrebbe corretta, nel senso che la Sicilia assai di rado è stata precorritrice di cambiamenti virtuosi, quanto piuttosto dei cambiamenti, per così dire di adattamento, spesso degenerativi e di affermazione del malcostume politico.

Non stupisca quindi che a fronte di rilevazioni nazionali che danno il movimento di Grillo oltre il 20 % (con trend in aumento nelle ultime settimane) le rilevazioni compiute in Sicilia fino a 15 giorni prima del voto (e prima dell’inizio del tour elettorale di Grillo nell’Isola) davano il Movimento Cinque Stelle ad un valore sensibilmente più basso, ma rilevando nel contempo come nessuno dei partiti in competizione il Sicilia (al contrario di quanto accade a livello nazionale dove almeno il PD viene dato al 26-27%) andasse oltre il 20%.

Può essere vera l’affermazione di Grillo che il suo movimento è allo stato attuale il primo partito dell’Isola ?

Non si può escluderlo.

In considerazione di quanto detto sopra e del fatto che parte di coloro che infine voteranno Grillo è da ritenere siano da ricercarsi, nelle risposte ai sondaggi, tra coloro che dicono di volersi astenere dal voto.
Tuttavia stante la capillare pressione dei candidati di ogni colore politico, destinata ad aumentare in questa ultima settimana di campagna elettorale, è probabile che una consistente fascia dell’elettorato sceglierà infine di recarsi al voto e lì nel segreto dell’urna troverà un qualche scatto d’orgoglio che lo porterà a manifestare il proprio dissenso dai partiti tradizionali.

Endorsement di “Diarioelettorale”: “Se votassi ad Alcamo voterei Sebastiano Bonventre”

Al che il lettore può in tutta libertà tranquillamente chiosare con un: ” E chi se ne frega !” e chiuderla qui.
Tuttavia mi permetterò di fare qualche considerazione sul perchè tra Niclo Solina e Sebastiano Bonventre al ballottaggio sceglierei quest’ultimo.

Qui si è abituati a guardare la politica, non solo come scontro tra uomini, più o meno piccoli, più o meno interessati agli aspetti meno nobili dell’esercizio del potere, ma anche, per ciò che essi producono in positivo nelle diverse realtà locali per quelle medesime comunità.

Dal nostro punto di osservazione, limitrofo ad Alcamo, e quindi distaccati quel tanto che basta a non coinvolgerci emotivamente e politicamente, abbiamo avuto modo di osservare i cambiamenti avvenuti nella realtà alcamese nell’arco degli ultimi venti anni, quando in seguito alle vicende conseguenti alla caduta della 1a repubblica al 1° rinnovo del consiglio comunale, Alcamo eleggeva a Sindaco alla guida di una maggioranza di centro-sinistra, il dottor Massimo Ferrara, attuale deputato regionale del Partito Democratico.

Per dare un’idea della differenza qui, a Castellammare del Golfo, comune limitrofo, nelle elezioni del 6 giugno 1993, si eleggeva a sindaco Giuseppe Battiata, a capo di una maggioranza non meglio definita, e a capo di una giunta di cui era vicesindaco Francesco Cacciatore.

Due mandati ha fatto Massimo Ferrara e due mandati ha fatto il suo successore Giacomo Scala, sempre alla testa di maggioranze definibili comunque di centro-sinistra.

Innegabili e numerosi i vantaggi conseguenti a tale continuità amministrativa, sul piano della possibilità di programmazione, delle realizzazioni, e in definitiva della crescita economica e della qualità della vita per la comunità alcamese.

Provate a paragonare, non dico i risultati raggiunti nel medesimo periodo, a Castellammare, (per il quale potrebbero avanzarsi legittime obiezioni, per un confronto, anche solo a partire dalle dimensioni), ma a Partinico, realtà più simile sul piano dimensionale e per struttura economica, la quale in questi venti anni ha visto l’avvicendarsi di maggioranze politiche di segno diverso, ma sempre comunque rissose ed incapaci a determinare reali cambiamenti in favore della comunità amministrata.

Non conosco personalmente Sebastiano Bonventre, ma so per certo che se fossi alcamese voterei per una sana continuità, senza per questo sentirmi “conservatore”, nel senso politico del termine.

Anche perchè i “conservatori”, (Orlando, Noi Sud di Miccichè, la De Luca, PDL di D’Alì) si stanno raccogliendo a sostegno dell’”innovatore” Solina e non mi pare che costoro vogliano “cambiare” Alcamo nello stesso senso che dò io a tale termine.