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Salemi: a dire basta ora è Vittorio Sgarbi
Una nota d’agenzia (Adnkronos) ed un’intervista, pubblicata dalla edizione Palermo de “la Repubblica” di oggi 10 ottobre, per dire che: “Il sindaco di Salemi (Trapani), Vittorio Sgarbi, stamane ha revocato l’incarico di assessore a Oliviero Toscani.
Il fotografo, che aveva la delega alla Creativita’, alla Comunicazione e ai Diritti umani, nonostante avesse piu’ volte annunciato alla stampa l’intenzione di dimettersi, non ha mai formalizzato questo intendimento, e cioe’ non ha mai presentato al Comune la lettera di rinuncia alla carica assessoriale.“
“Toscani è ingeneroso, le sue invettive sono false e senza prove. A questo punto lo caccio io.“
“Ho deciso di revocargli l’incarico perche’ e’ venuto meno il rapporto fiduciario. Ovviamente l’attivita’ dell’assessorato alla Creativita’ continuera’ con nuovi stimoli e nuove risorse per dimostrare che in Sicilia e’ possibile lavorare e non vi e’ la condizione di dover scappare.“.
Il sostituto di Toscani sara’ nominato con molta probabilita’ gia’ lunedi’ prossimo.
E nell’intervista Sgarbi precisa inoltre, ancora una volta, il suo rapporto con Pino Giammarinaro con una serie di affermazioni abbastanza secche: “E’ stato Giammarinaro a volermi come sindaco di Salemi. Mi ha chiamato lui e siamo qui grazie a qiesta unione. Ma poi io mi sono messo a fare il sindaco e adesso decido solo io. Lui controllerebbe tutto ? A stento è riuscito a ottenere una miseria, tremila euro, per un torneo di volley. Idem la sua richiesta per un gruppo musicale, a costo zero.“.
Ed ancora: “Riguardo a Giammarinaro che posso dire ? Voleva che in giunta ci fossero uomini suoi, voleva nominare il vice-sindaco, è vero. E tanti altri. Ma io non ho voluto. Alla fine i personaggi che possiamo ricondurre a lui sono gli assessori Angelo Calistro e Caterina Bivona.“.
“Giammarinaro è privo di capacità politica, o meglio, di capacità di condizionamento. Se Toscani ha le prove di qualcosa le tiri fuori.“.
Ed infine la stoccata finale a Oliviero Toscani (o a Pino Giamamrinaro ?): “[Oliviero Toscani]non vuole fare l’assessore alla Creatività perchè crede che tutto sia controllato da Giammarinaro ? E’ come se dicessi che io non posso fare il sindaco di Salemi perchè c’è Matteo Messina Denaro.“.
Oliviero Toscani: “Io a Giammarinaro non devo nulla”
Oliviero Toscani è’ tornato ieri sull’argomento delle sue dimissioni da assessore alla creatività del Comune di Salemi con una intervista ad Emanuele Lauria, pubblicata dalla edizione Palermo de “La Repubblica”
“L’ormai ex assessore alla Creatività del Comune Di Salemi spiega il suo addio: ‘Laggiù c’è una colla in cui restano invischiate le iniziative importanti. Mi hanno visto Come un disturbatore, c’è una vecchia mentalità’”
Il fotografo attacca il ras dc Giammarinaro: ‘Comanda lui, Sgarbi è un ingenuo’”
“Non sono riuscito a realizzare il progetto delle case a un euro. Tutti hanno desistito di fronte ai problemi posti dai tecnici. In realtà sono interessi privati che condizionano l’attività. Basta atterrare a Punta Raisi per sentir discutere di finanziamenti, aiuti pubblici fondi europei. La Sicilia soffre di rassegnazione, di mancanza di energia e coraggio”
Intervista al fotografo dopo l’addio alla giunta di Salemi
Toscani: “Io, bloccato dagli speculatori”
Emanuele Lauria
«Dopo un anno in Sicilia mi è venuta voglia di votare per la Lega». Caustico, tagliente e provocatorio come le sue campagne pubblicitarie: Oliviero Toscani non fa sconti. E, chiamato in causa da Sgarbi, torna sui motivi della decisione – annunciata a Repubblica – di lasciare la giunta di Salemi e rinunciare alla scommessa incarnata da un assessorato alla Creatività. Rivelando come dietro l´addio ci sia lo stop alla vendita delle case a un euro. Operazione affogata in un più vasto piano di dismissione degli immobili di cui lo stesso Toscani ha chiesto il ritiro: «Hanno prevalso interessi speculativi». Il fotografo mette nel mirino Sgarbi («Parla tanto ma ha le mani legate») e un paese «dove gli uomini di Giammarinaro controllano tutto».
Toscani, lei si è tirato indietro e Sgarbi l’ha accusata di aver accettato l’idea che tutto qui è uguale, tutto è mafia.
«Io sono un libero professionista, Vittorio cerca di fare il politico. Io voglio concludere le cose che porto avanti. Ho capito che c´è una colla, laggiù, in cui restano invischiate le iniziative più importanti. Non è che nel resto d´Italia sia molto diverso, ahimè».
Ha detto che la creatività è l´opposto della sicilianità, suscitando aspre polemiche. E premi Nobel come Pirandello o Quasimodo dove li mettiamo?
«Protagonisti del secolo scorso. Oggi la Sicilia cosa produce? Cosa dice la gente nel mondo di quest´Isola? Siamo seri: è un problema di mentalità. Basta atterrare a Punta Raisi per sentire discutere di finanziamenti, aiuti pubblici, fondi europei. Di assistenzialismo, in una parola. Sbaglio o già Sciascia accennava al male della sicilitudine? Chi vuol bene a questa terra parla come me, gli altri fanno facili moralismi».
Sicilia irredimibile, per dirla ancora con Sciascia.
«Aveva ragione lui. A Salemi sono stato visto come un disturbatore perché, ad esempio, mi sono opposto a un parcheggio schifoso in piazza Alicia, l´unica cosa bella che ha il paese. “Non si posteggia perché c´è Toscani”, hanno detto subito i salemitani. Il proprietario del bar è venuto da me a lamentarsi, invece di ringraziarmi perché la piazza ha acquisito valore e ora può mettere i tavolini fuori. Ripeto: è una questione di mentalità».
Ma quali progetti non è riuscito a realizzare?
«Uno su tutti, le case a un euro. Ci lavoravamo da un anno, avevamo fatto venire a Salemi notai e avvocati di grido. Tutti alla fine hanno desistito, davanti ai tremila problemi posti dai tecnici. In realtà ci sono interessi privati che condizionano il Comune. Tutti lo sanno. Come tutti sanno che a Salemi c´è un capo supremo a determinare l´attività amministrativa».
Parla dell´ex deputato dc Giammarinaro, sponsor dell´elezione di Sgarbi?
«È un problema di Vittorio, non mio. Io a Giammarinaro non devo nulla, l´ho detto anche in piazza. Ieri mi ha telefonato chiedendomi di non andare via, ho risposto che farò quello che devo fare. Sgarbi parla ma ha le mani legate. Giammarinaro gli ha indicato un paio di assessori, i suoi uomini controllano tutto. Vittorio è un uomo incredibile, è generoso e buono. Ma ingenuo. Deve crescere».
Il ciclone Sgarbi a Salemi, un anno dopo. Solo immagine?
«Macché. Abbiamo realizzato tanti progetti, dalla lotta al randagismo alla promozione del vino. Per una manifestazione come “Benedivino”, che ha avuto risalto nazionale, sono dovuto andare a invocare un contributo dal presidente della Provincia Turano come fosse un favore. Mia moglie non ci credeva: “Ma devi arrivare a questo?”, mi ha chiesto. Tra parentesi: gli artisti di “Benedivino” ancora attendono quanto promesso. Con le case a un euro, l´iniziativa cui tenevo di più, volevo ricostruire il paese. L´impressione è che abbiano prevalso tentazioni speculative. Sì, ho chiesto di fermare tutto».
Che futuro ha l´amministrazione di Salemi?
«Credo che Sgarbi attenda un posto più importante, poi lascerà. A me interessava il progetto Salemi. L´ho portato avanti con ragazzi straordinari, che hanno dovuto confrontarsi con indifferenza e scarsa riconoscenza. Ecco, nei giovani siciliani io credo molto».
Il male peggiore della Sicilia: la politica, la cattiva amministrazione, la mafia?
«Io direi la mala abitudine, il malcostume, il fatalismo, la rassegnazione. La mancanza di energia e di coraggio: di creatività, insomma. Se dovessi descrivere l´Isola con un´immagine delle mie campagne, sceglierei quella della modella anoressica».
da “La Republica” del 09/10/2009
Vittori Sgarbi vs. Luigi Crimi
In precedenza l’ex (pessimo) sindaco di Salemi Luigi Crimi avrebbe chiesto al Ministro dell’Interno Maroni di “decretare la sua [di Sgarbi] decadenza da sindaco di Salemi”, ora, un po per distogliere l’attenzione dalle preannunciate dimissioni dell’uomo di punta della sua giunta (Oliviero Toscani), e un po per poter dar sfogo alla sua vena di polemista Vittorio Sgarbi risponde:
“Dal suo condominio Crimi mi manda a dire e mi spiega quello che non ha mai capito. Avendo contribuito a stuprare la sua città, anche con lo scempio delle pale eoliche su cui non ha mai mostrato alcuna contrarietà – e che sono alla base delle minacce che io ho ricevuto dopo avere denunciato gli interessi mafiosi che le avevano favorite – mi suggerisce di rinunciare ad una scorta spiegandomi che la gente di Salemi non è violenta. Cosa che io so. Come so che Matteo Messina Denaro e i mafiosi come lui non stanno lontano da qui, e si preoccupano di chi ha una voce che si fa sentire e non un pigolìo come quello di Crimi, nel suo cortile
So che rispondendo ancora a questo Crimi ridò vita a un fantasma, fascista non sopravvissuto, al quale nessun Popolo della Libertà darà più il minimo spazio, non per indifferenza o per diversa valutazione politica, ma perché non prenderà più un voto neanche dai fascisti come lui
Con la spudoratezza di chi non è in grado di capire se non l’inerzia e il servilismo di quelli che ritiene dipendenti, Crimi non avverte la trasformazione radicale di Salemi nella percezione che oggi ne ha il mondo, come testimonia tutta la stampa internazionale che ha descritto cosa è accaduto da quando io sono sindaco, ignorando persino il nome di Salemi prima di quel momento, quando sindaco era Crimi
E non capisce, questo Crimi, che proprio i miei rapporti con il Presidente del Consiglio, costretto a cacciarmi per la petulanza di quel ministro Urbani oggi sparito – come è sparito Crimi – e i miei rapporti con Letizia Moratti, il cui consenso cala di giorno in giorno e che non sarà più ricandidata, sono la prova di quella indipendenza che mi rende libero da ogni partito e pronto ad affermare la mia visione con alleanze mutevoli.
Ed è quello che è accaduto con Giammarinaro, il quale ha avuto l’intelligenza di chiamarmi a Salemi, ma non condiziona in alcun modo la mia azione. Tanto che si trova esattamente nelle stesse condizioni di Urbani e della Moratti. Con la stessa differenza che, se volesse sfiduciarmi, sarebbe un danno più per lui che per me, oltre che un ritorno della città al buio nel quale l’ha tenuta, con gli altri, questo Crimi.
Dopo avere evocato il Ministro della Difesa – che lo lascerà naufragare – ora Crimi invoca il Ministro dell’Interno che dovrebbe – non si sa perché – su sua sollecitazione, decretare la mia decadenza da sindaco.
Ebbene, raccogliendo il suo invito, ho già chiamato il Ministro Maroni e l’ho invitato a Salemi, dove è già venuto – ma Crimi, che dorme, non lo sa – il Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali Michelino Davico, esponente della Lega, testimone delle attività di Salemi ben note e riconosciute dallo stesso Ministro, e il Sottosegretario all’Interno, con la delega alla Pubblica Sicurezza, Alfredo Mantovano.
Trovo grottesco, oltre che falso, il riferimento di Crimi a un «inquinamento istituzionale», di cui forse parla per pregressa esperienza personale.
Con ciò mi suggerisce di andare a verificare le delibere della sua amministrazione (si fa per dire) per rendermi conto di come funzionasse la macchina amministrativa al suo tempo, pensando per esempio ai continui abbattimenti e distruzioni di case nel centro storico.
D’altra parte, della sostanziale incapacità di Crimi, è prova il fatto che il suo mandato non è scaduto naturalmente, ma in seguito ad una sfiducia del Consiglio Comunale, votata peraltro anche da esponenti del suo stesso partito.
Ridicole, ancora, le sue osservazioni riguardo, per esempio, ai «costi eccessivi delle bollette per l’elettricità consumate nei locali del castello», evidentemente derivati dall’utilizzo del castello per l’interesse dei cittadini (rassegne cinematografiche, presentazioni di libri, conferenze).
Le insinuazioni sui libri della casa editrice Bompiani tentano di coprire la difesa degli interessi della consorte di Crimi, con la differenza che mia sorella lavora con tenacia e ostinazione, mentre sua moglie con ostinazione e tenacia non ha fatto mai nulla.
Non è difficile invitare autori Bompiani che sono i più notevoli fra gli italiani e stranieri, in un catalogo che va da Sciascia a Eco, da Merlo a Gnoli, personalità rispettate e ammirate. Ma che Crimi, dormendo, non conosce, non avendo probabilmente mai sfiorato un libro nella sua vita.
Su un solo punto concordo con Crimi: sulla inopportunità di querelarlo. Per difetto di esistenza“
Nel frattempo non rinuncia a rivendicare la paternità dell’espressione usata, qualche sera fa in diretta televisiva, da Silvio Berlusconi nei confronti di Rosy Bindi, “Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente“, pronunciata dallo stesso Sgarbi nel lontano 1993 in un confronto con Mino Martinazzoli.
Rosy Bindi nell’occasione ha risposto per le rime al presidente del consiglio, “Sono una donna che non è a sua disposizione e ritengo molto gravi le sue affermazioni”, non sappiamo come rispose allora Martinazzoli a Vittorio Sgarbi.
Oliviero Toscani ha detto basta !
Una lettera all’edizione Palermo de “La Repubblica” di oggi per annunciare le dimissioni da assessore a Salemi:
“La creatività è l’opposto della sicilianità“. Mi sono ritrovato a Salemi affascinato dall’idea di un sogno che avrebbe potuto realizzarsi attraverso gli infiniti progetti che in poco più di un anno sono riuscito a concretizzare grazie all’amico Sindaco Vittorio Sgarbi, ai ragazzi del mio Assessorato del Progetto Terremoto e a tutti gli amici siciliani e non che hanno creduto in questo sogno.
Però, ultimamente, fra le mille difficoltà crescenti, ho cominciato a dubitare della possibilità di realizzare il “sogno Salemi”. C’è voluto Francesco Merlo e il suo articolo, carico di amore per la Sicilia, dal titolo: “La pietà non è uguale per tutti”, su La Repubblica del 4 ottobre, a farmi capire e decidere: se si ama veramente questa terra, non ci si deve sottomettere a questo sistema.
Qui, si opera in un sistema compromesso, fra rassegnazione e malcostume, dove tutto e il suo contrario trovano legittimazione. Un territorio con una natura straordinaria, dove però chi vuol fare, non riesce ad evitare d’infangarsi.
Qui, la soddisfazione che illumina di gioia ogni soggetto capace di creare, viene anticipata dal sorriso beffardo che più o meno suona così: facciamo questa tal cosa così otterremo contributi, finanziamenti e favori.
Qui, prima di dar vita a qualsiasi progetto si cercano finanziamenti pubblici.
Qui, solo e solamente così si concepiscono i progetti. Al vigile urbano a cui ho chiesto con insistenza il perché non si fermino o non si multino giovani e meno giovani che per le vie di Salemi sfrecciano senza casco, mi ha risposto che qui, non siamo a Milano, certe cose si devono fare piano piano.
Qui, manca completamente il senso di responsabilità e la consapevolezza che l’uso del casco oltre che essere una legge dello Stato, è concepito per la sicurezza e l’incolumità.
Non c’è regola che si possa dare perché qui la regola è sottomessa al comodo di tutti. Questo è il costume, dove ogni forma di vita creativa come ogni pezzetto di vita attiva è perennemente mortificata dall’ignobile becera convenienza, dall’indifferenza e dall’assistenzialismo.
Qui, per creare qualsiasi progetto utile alla comunità, sei costretto a chiedere favori per poterlo realizzare.
Qui, devo chiedere per favore a chi sto facendo un favore.
Qui, ogni idea creativa deve prendere la forma dell’imbecillità burocratica; qualsiasi progetto intelligente, utile e valido viene sempre abortito. Come si fa a pensare al progetto Case a un Euro con questi presupposti! Salemi rimarrà terremotata per sempre. È così che i suoi cittadini la vogliono.
Nell’articolo di Merlo leggo forte l’amore per la sua terra, un grido di denuncia che parte da un cuore intelligente e sensibile. Io, non posso più stare al gioco che questa politica mi vorrebbe imporre, sto con Merlo e con chi ama veramente la Sicilia. Ecco perché non continuo il mio mandato di Assessore alla Creatività a Salemi. Peccato, qui è un’occasione persa.
Io continuerò altrove.”
Oliviero Toscani e i ragazzi dell’Assessorato alla Creatività, Progetto Terremoto Julia Borghini, anni 27 Simona Bua, anni 25 Giuliana Conte, anni 25 Giacomo Costa, anni 23 Antonio De Lorenzi, anni 23 Dario Drago, anni 24 Giuseppe Favale, anni 21 Vincenzo Luca Forte, anni 29 Davide Franzetti, anni 26 Emanuele Giattino, anni 25 Federico Mauro, anni 22
Oliviero non farti cadere le braccia !
A Milano non si beve più !
Certo la Malaysia è lontana, e va bene, ma la Moratti è vicina quindi statevi accorti !
MALAYSIA: BEVE BIRRA IN PUBBLICO, CONDANNATA A 7 FRUSTATE
(AGI) – Bangkok, 21 lug. – Un sorso di birra costera’ caro a Kartika Sari Dewi Shukarno, trentaduenne modella di Singapore, musulmana, condannata da un tribunale islamico malese a sette frustate. Il “New Straits Times” riporta che a incastrare la giovane sono state le foto scattate durante una festa l’anno scorso in una discoteca nel nord del Paese. “E’ una sentenza giusta che speriamo spinga l’imputata al pentimento e serva da esempio a tutti i musulmani” ha detto il giudice Abdul Rahman Yunus che ha anche imposta una multa. Shukarno, che alla lettura della sentenza e’ scoppiata in lacrime, ha annunciato che ricorrera’ alla Corte Suprema, anche se quasi mai il massimo organo giudiziario malese si mette contro i tribunali religiosi che applicano la sharia.
da AGI
Per parte sua Vittorio Sgarbi sulla Moratti e sulla sua ordinanza che vieta la vendita di alcolici ai minori di sedici anni ha dichiarato che occorre educare i giovani a bere il vino.
Queste le parole del sindaco di Salemi:
«Chiedo una rivolta dei produttori di vino contro le insensatezze della Moratti. L’economia agricola e la produzione di vino sono tra le cose più straordinarie che ha l’Italia. Ma pensate che Sarkozy possa mai vietare di bere il Bordeaux? Ma stanno impazzendo tutti?
Al contrario di quel che fa la Moratti, occorre educare i giovani a bere il vino, i vini italiani. Se c’è qualcosa da vietare sono la Coca Cola, la Fanta e altri intrugli simili.
Salemi, quale Città del Vino, si candida a diventare la città della libertà assoluta di bere. Faccio un appello: vengano tutti i giovani a Salemi dove si può bere liberamente.
Bere bene significa evitare i superalcolici. Limitare l’alcool indistintamente vuol dire invece limitare anche il vino. E limitare il vino è come limitare il pane alle persone.
Soltanto una come la Moratti poteva dare il via ad una campagna così idiota, oltre che con risultati incerti.
Chiedo ai produttori di vino di ribellarsi alla Moratti. Se si proibisce il vino a 16 anni ci ritroveremo con adulti che berranno Coca Cola.
Questa idea di proibire il vino è una misura da paesi musulmani.
A questo punto chiedo sostegno a Bossi che è un bevitore.
Occorre una rivolta contro queste misure khomeiniste, di proibizionismo idiota e di cattiva educazione dei giovani».
E Oliviero Toscani assessore alla creatività della giunta di Salemi ha ulteriormente precisato:
“I giovani bevono e si ubriacano perche’ hanno genitori che vietano piuttosto che aiutarli.
Il divieto come tutti i proibizionismi servira’ solamente a intestardire chi beve e che continuera’ a bere piu’ di prima.
Quindi questo divieto sponzorizzato dalle “coca cole” e dalle “fante” e’ l’ennesima prova della poca visione moderna dell’amministrazione milanese,che invece dovrebbe capire che i giovani bevono perche’ hanno genitori come loro che vietano invece di aiutare a sollevarli dal disagio.
A Salemi i giovani non bevono cosi’ e quando berranno alla festa che organizzeremo a settembre lo faranno non per disagio ma per felicita’ ed emozione, cose che a Milano non esistono piu’ da un pezzo”.
A Salemi mancava l’assessore ‘alla beatitudine’, ora c’è !
Il sindaco Vittorio Sgarbi ha nominato la nuova giunta di Salemi.
Escono dalla squadra assessoriale, l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Ilardi, quello alla Cultura e all’Agricoltura Peter Glidewell e l’assessore al Commercio Vincenzo Lo Castro.
Nuovi assessori sono Gregorio Grasso, milanese, già capo della segreteria di Sgarbi negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura a Milano, l’avvocato Antonina Grillo, indipendente di sinistra già militante del Partito Democratico e l’imprenditore Angelo Calistro, vicino agli ambienti dell’Udc.
Confermati Oliviero Toscani assessore alla Creatività, Antonella Favuzza vice sindaco, e l’avvocato Caterina Bivona ai Servizi Sociali.
“Alla Bivona – dice Sgarbi – di cui è nota la normalità, ho dato anche la delega alla diversità“.
Tra gli esterni, che il sindaco ha ribattezzato “consulenti meta assessori“, Vittorio Sgarbi ha confermato l’assessore al Nulla Graziano Cecchini, “in condominio – spiega – tra gli assessori e i meta assessori. Quest’ultimi hanno funzioni direttive relative a specifici progetti”.
Confermati l’assessore alle Mani in Pasta Fulvio Pierangelini, l’assessore al Gusto e Disgusto Davide Paolini e l’assessore ai Sogni Paolo Crepet.
Peter Glidewell, già assessore alla Cultura, è stato designato “meta assessore” all’Agricoltura e a Slow Food, Bernardo Tortorici, già assessore al centro Storico, è stato designato “meta assessore ai Musei e alle dimore storiche”. A loro si aggiungono Luigi Settembrini, ex direttore della Biennale di Valencia con il ruolo di “meta assessore a Babele” e Luca Beatrice, uno dei curatori della Biennale di Venezia, “meta assessore alla Beatitudine”.
“La nuova giunta – spiega Vittorio Sgarbi – rappresenta la volontà di un governo di salute pubblica, attribuendo responsabilità ad ogni componente politica indipendentemente dalle indicazioni dei partiti. Non ho chiesto dei nomi ai partiti ma mi sono riservato di scegliere le persone nell’ambito delle aree politiche. Sono stati scelti esponenti dell’Udc (Calistro) e del Movimento per l’Autonomia (Favuzza), un esponente del Pdl (Caterina Bivona), un esponente della sinistra che si è in qualche modo dimostrata disponibile indipendente e autonoma dal Partito democratico (Grillo), un esponente del mio movimento, Liberal Sgarbi (Grasso) ed un esponente dell’Udc (Calistro) di cui segnalo la parentela con il deputato del Partito Democratico Baldo Gucciardi. Abbiamo così ritenuto di mostrare tutte le anime della
politica siciliana attraverso persone che ho scelto individualmente senza segnalazioni da parte dei partiti”.
Salemi capitale d’Italia prima di Roma, prima di Roma dedicherà una via della città agli studenti di Teheran
Nel mentre a Teheran si è in attesa del discorso dell’ayatollah Ali Khamenei che ha deciso di rompere il silenzio e di rivolgere un discorso alla nazione, il primo dopo le contestate elezioni presidenziali del 12 giugno scorso, parte dal sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, e dall’Assessore alla Creatività Oliviero Toscani, su iniziativa dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei Italiani), la proposta di dedicare una via della città agli studenti iraniani.
La città di Salemi non rimane indifferente alla violenta repressione in atto a Teheran e lancia un appello di adesione per l’iniziativa a tutti i sindaci italiani.
“Come sindaco di Salemi rispondo per primo all’appello dell’amico Daniele Nahum. Non solo sorgerà qui ‘Via studenti di Teheran’, ma invito a Salemi il candidato Moussavi” ha detto il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.
L’appello è partito da Daniele Nahum, presidente dell’ Unione Giovani Ebrei Italiani: ” Chiediamo a tutti i Sindaci d’Italia che dedichino una via agli studenti iraniani. Estenderemo il nostro appello fatto al Sindaco di Roma Gianni Alemanno, ancora non raccolto, di dedicare una via della Capitale al 9 luglio 1999 data che ricorda la più grande manifestazione degli studenti iraniani contro il regime, a tutti i Sindaci d’Italia.
Sappiamo che oltre un anno fa Gianni Alemanno aveva promesso di dedicare una via agli studenti iraniani; ovviamente queste parole sono cadute nel vuoto,come tante altre parole già dette dal primo cittadino di Roma. Salemi è stata capitale d’Italia prima di Roma, e prima di Roma dedicherà una via della città agli studenti di Teheran, oggi più che mai perseguitati dal dittatore Ahmadinejad.”.
“Facce di mafiosi”, mostra di Flavia Mantovan al Castello di Salemi

- Flavia Mantovan (a sinistra nella foto)
“Facce di mafiosi”, venti opere, olio su tela, realizzati dall’artista Flavia Mantovan, nata a Roma il 26/11/1979 e che vive ed opera a New York inaugurano il “Museo della Mafia” all’interno del castello arabo-normanno di Salemi voluto da Vittorio Sgarbi e Oliviero Toscani.
Nelle 20 tele che saranno esposte da domani a Salemi raffigura i volti di noti mafiosi, da Liggio a Provenzano, da Anastasia a Matteo Messina Denaro, da Al Capone a Lo Piccolo.
Dice Vittorio Sgarbi: “Apre il Museo della Mafia. Sarà altro, raccolta di testimonianze, di memorie, storie di una lunga sopraffazione contro lo Stato e al posto dello Stato. Più di ministri, presidenti, sindaci, i mafiosi hanno rappresentato l’autorità in Sicilia. Il male è diventato leggenda. Il danaro ha dato sostanza al potere”.
E Oliviero Toscani: “Flavia Mantovan ha ritratto una parte della società di oggi senza moralismi, ha rappresentato un comportamento umano che va denunciato. Cosa nostra diventa ‘cosa di tutti’, attraverso le facce di mafiosi che siamo abituati a vedere solamente sui giornali e nei telegiornali”.
La mostra, promossa dal Comune di Salemi, sarà inaugurata sabato 23 maggio 2009 alle ore 19,00 nei saloni del Castello in Piazza Alicia a Salemi e resterà aperta al pubblico fino al 6 giugno.
Vittorio Sgarbi invita a pedalare
Un simbolo di chiara derivazione grafica “futurista”, quello presentato da Vittorio Sgarbi, e con il quale intende concorrere con proprie liste alle prossime elezioni amministrative previste in numerosi comuni, a sostegno di sindaci della “area Sgarbi”.
Il simbolo contiene l’ invito: “Pedalate !“

Vittorio Sgarbi, candidato alle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009, nella circoscrizione Sicilia e Sardegna nella lista «La Destra – Movimento per le Autonomie – Partito Pensionati – Alleanza di Centro per la Liberta», e sindaco di Salemi spiega così l’idea: “E’ una esortazione a correre, all’azione contro l’immobilismo di una classe politica che pensa solo a perpetuare se stessa, non è in grado di svecchiare le istituzioni e di promuovere idee innovative.
A quanti hanno condiviso e condividono ogni giorno sempre più numerosi questo nuovo rinascimento della politica nato a Salemi, dico: “Avete voluto Sgarbi ? Pedalate !“
E Vittorio Sgarbi già pedala.
Domani martedì 12 maggio sarà a Trapani.
Alle 12,00 incontrerà gli studenti della Facoltà di Archeologia Navale e il preside Francesco Torre.
Alle 14,00, accompagnato da alcuni esponenti delle associazioni di tutela del patrimonio architettonico ed artistico della città, farà un sopralluogo alla Colombaia.
Alle 16,30 all’Hotel Cristal parteciperà ad una conferenza-dibattito sul tema «Diritti e doveri della legalità». In cui relatore con Vittorio Sgarbi sarà il Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani Andrea Tarondo. Previsti gli interventi di imprenditori, professionisti, sindacalisti, politici e giornalisti.
Alle 19,00 Sgarbi farà una passeggiate tra le vie della città per incontrare cittadini e commercianti.
Alle 20,00 negli studi dell’emittente Tele Sud per una trasmissione di approfondimento giornalistico.
Da Mazara del Vallo e Salemi, cronaca dalle capitali
A Mazara del Vallo
Sarà una giovane donna Rania Achour, 23 anni, figlia di immigrati di origini tunisine a guidare la lista del Pdl per le elezioni amministrative della città di Mazara del Vallo, seconda marineria d’Italia dopo San Benedetto del Tronto.
Lo ha reso noto il deputato del Pdl Nicola Cristaldi, candidato a sindaco di Mazara del Vallo.
Rania Achour, diplomata al Liceo Linguistico, parla correttamente l’arabo, l’italiano, il francese e lo spagnolo e l’inglese. Achour è figlia di Moktar e di Sonia, venuti a Mazara del Vallo dalla Tunisia oltre trent’anni fa. Ha due fratelli di 8 e 22 anni. Il padre era marinaio, prima di diventare proprietario di un peschereccio.
“Mazara può realmente diventare una città multiculturale – ha detto Rania Achour – a patto che sappia utilizzare bene la sua storia e quella dei popoli che in questa terra sono venuti nei secoli. Essere candidata in una città che fu capitale durante la dominazione degli Arabi nell’827 mi inorgoglisce e mi spinge a lavorare per un progetto di collaborazione tra i Mazaresi e la comunità araba”.
A Salemi intanto
Lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet è il nuovo “Assessore ai Sogni” del Comune di Salemi.
Lo ha designato, a Palermo, nel corso di una conferenza stampa all’Assemblea regionale siciliana promossa per parlare di diritti umani con il vice presidente del Parlamento del Tibet in esilio, Dolma Gyari e il presidente dell’Ars Francesco Cascio, il sindaco Vittorio Sgarbi raccogliendo la proposta di Oliviero Toscani che del comune siciliano è l’assessore alla Creatività e ai Diritti Umani.
Crepet è l’ultimo, in ordine cronologico, degli assessori designati da Vittorio Sgarbi dal luglio scorso quando è stato eletto sindaco di Salemi in provincia di Trapani. In precedenza, oltre all’assessore al Nulla Graziano Cecchini, il sindaco ha nominato come “esterni” nell’esecutivo che governa la città lo chef Fulvio Pierangelini “assessore alle Mani in Pasta”, il “gastronauta” Davide Paolini “assessore al Gusto e Disgusto”.
Paolo Crepet, da ieri a Salemi assieme a Sgarbi e Toscani per programmare una serie di iniziative, s’è detto “soddisfatto ed entusiasta” della nomina.











