Salemi: Sgarbi e Giammarinaro alla resa dei conti

Ho trascurato per molto tempo le vicende salemitane.

La mia disaffezione per i fatti politico-amministrativi di quella cittadina si è era manifestata a partire dalla constatazione del dilettantismo e del ritardo con cui la pur ottima idea delle cosidette “case ad un euro” veniva a svilupparsi, ed ancor più era cresciuta a seguito del polemico abbandono dell’assessorato da parte di Oliviero Toscani.

Ora tuttavia sembra che ci si avvicini ad un punto di svolta, ad una resa dei conti, e che il tutto meriti la massima attenzione.

Il sindaco Vittorio Sgarbi ha risposto con durezza alle dichiarazioni rilasciate dal neo assessore Salvatore Sanci e ne ha chiesto le dimissioni.

Sanci era entrato in giunta poco più di un mese fa in rappresentanza della componente dell’ex deputato Dc Giuseppe Giammarinaro.

“Ho appreso dai giornali – dice il sindaco – che l’assessore Sanci contesta una delibera votata a seguito di una mia direttiva per consentire la realizzazione di uno spettacolo che si era svolto già altri anni, apprezzato dai cittadini e dagli stessi sollecitato. Le argomentazioni sono offensive per la città e per quanti, a differenza di Sanci che in queste poche settimane da assessore ha brillato per la sua assenza e per essersi posto in continuo contrasto con il vice sindaco, lavorano ogni giorno per superare mille ostacoli con l’obiettivo di far crescere Salemi. Ciò che ha scritto lo pone in contrasto non solo con me e i suoi colleghi di giunta, ma con i cittadini”.

“Mi aspetto – dice il sindaco – che in giornata mi giungano le sue dimissioni. Diversamente sarò io a revocarlo, tranne che Sanci non dichiari di avere agito in stato confusionale oppure non in piena autonomia perché istigato da forze oscure“. Sulla contestazione della delibera e riguardo «al presunto irregolare utilizzo di fondi dei servizi sociali da noi adoperati anche per attività ricreative come gli spettacoli» afferma: “Non consentirò mai l’impiego di queste risorse per pratiche clientelari che nulla hanno a che fare con la falsa necessità, indicata da Sanci, di combattere la povertà“.

Sulla vicenda è intervenuta anche la vice sindaco Favuzza che ha aggiunto: «Nei giorni scorsi l’ex deputato della Dc Pino Giammarinaro ha convocato i consiglieri a lui riconducibili e altri che apparentemente si dichiarano da lui indipendenti, chiedendo di apporre la firma a un documento contro Sgarbi. Giammarinaro sappia che potrà fare tutte le azioni più o meno politiche che ritiene opportune, ma non riuscirà a fermare la faticosa e ostacolata opera di cambiamento».

A rendere il clima ancor più pesante contribuisce la cronaca.

Nella notte fra il 29 e il 30 agosto qualcuno ha tentato di appiccare il fuoco a un portone del complesso monumentale del Collegio dei Gesuiti dal lato di via Cappasanta, utilizzato temporaneamente come uscita del “Museo della mafia”,inaugurato lo scorso 11 maggio, in occasione della visita a Salemi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e dove sono ancora in corso lavori di allestimento.

L’ ingresso permette di accedere anche nell’ufficio tecnico del Comune.

Le fiamme hanno annerito una parte del portone e bruciato completamente una targa contenente le indicazioni sugli orari degli uffici. La polizia municipale ha effettuato i primi rilievi e ha inviato un rapporto alla locale caserma dei carabinieri.

Staccheremo il portone danneggiato dalle fiamme e lo collocheremo nel Museo della Mafia all’interno della sezione dedicata alle intimidazioni“, è la dichiarazione del direttore del museo Nicolas Ballario, altro collaboratore di Vittorio Sgarbi, che suona sfida agli anonimi autori dell’incendio.

“Spero – dice – che siano individuati presto, per potere esporre all’interno del Museo anche le foto delle loro facce, cosicché i visitatori possano vedere quale sia il volto di balordi che, qualunque sia la natura del gesto, non hanno rispetto per la città in cui vivono”.

Vittorio Sgarbi cento giorni a Salemi

A seguire un’intervista di alcuni giorni fa (18 settembre) per la rubrica d’economia, politica e riforme “In ginocchio da te” a cura di Valeria Marini e Angela Padrone di Radio radicale a Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi e a Nicolas Ballario, responsabile della Bottega Creativa del Comune di Salemi.

L’ascolto dell’intervista sarà particolarmente utile a quanti desiderano saperne di più su speranze, difficoltà ed obiettivi dell’azione di governo di Vittorio Sgarbi e della sua giunta dopo i fatidici “100 giorni”.

A parte il “zucca vuota” dato a Letizia Moratti e l’equiparazione mafia uguale lobby e mafia uguale potere economico nel parallelo Sicilia – Milano, vi è la rivendicazione del restauro di immagine operato a Salemi e molte ed ampie considerazioni su mafia ed antimafia.

Non meno interessanti le considerazione di Nicolas Ballario circa gli impiegati comunali, il progetto di Centro di Produzione e su una lettera aperta a Matteo Messina Denaro per chiamarlo a dirigere il costituendo “Museo della mafia“.

Qui l’intervista di Valeria Manieri a Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi per “In ginocchio da te” rubrica settimanale di Radio Radicale

Salemi sulla stampa nazionale

Si segnalano qui, relativamente a Salemi ed alla attività della giunta di Vittorio Sgarbi sulla stampa nazionale di ieri, un lungo ed interessante articolo, dal titolo “Tra le meraviglie di Sgarbilandia”, di Francesco La Licata per “La Stampa” ed un breve redazionale dal titolo “A ruba le case a un euro” su “Il Giornale”.

Tra le meraviglie di Sgarbilandia

La casa acquistata a un euro. Possibile? Già, un euro in un pieno centro storico carico di autentici tesori d’arte. Anche se, già da subito in verità, l’assessore si affretta a precisare che «non è proprio un affare», visti i tempi e i vincoli (stilistici e di materie prime) concessi dal comune agli «acquirenti» che saranno impegnati al restauro. Siamo a Salemi, profonda, profondissima Sicilia. Fino a ieri terra misconosciuta ai più se non per la parte meno presentabile che immancabilmente fa riferimento ai cugini Nino e Ignazio Salvo e a tutto un presepe mafioso che affonda le radici nella storia giudiziaria dell’Isola.

Oggi quella Sicilia, come in una favola, sembra sbiadire giorno dopo giorno quasi per effetto di intrugli misteriosi e inspiegabili, fino a somigliare ad un “luogo dell’immaginazione” che potremmo chiamare «Sgarbilandia». E così vanno prendendo corpo iniziative e idee messe in circuito da un gruppo di «matti», la definizione è del critico prestato alla politica, che «si sono messi in gioco per scommettere sulla possibilità di ribaltare una situazione sociale, economica e culturale destinata allo stato vegetativo».

Quella della casa a un euro è l’idea che – nelle intenzioni dei creativi della giunta tecnica sgarbiana (Oliviero Toscani, il principe Bernardo Tortorici di Raffadali e l’architetto romano Peter Glidewell) – dovrebbe portare a Salemi, pardon a «Sgarbilandia», i «nuovi Mille». Ecco, la cittadina ha un feeling collaudato con l’impresa Garibaldina, come dimostra il balcone di piazza Dittatura, da dove il barbuto condottiero assunse i poteri che consentirono di fare di Salemi capitale d’Italia, seppure per un sol giorno.

Questi «nuovi Mille», nelle intenzioni di Vittorio Sgarbi, dovranno essere altrettanti «cittadini illustri» che prendono casa a Salemi, «capovolgendo così un flusso migratorio che ha visto i Siciliani andare al Nord in cerca di soldi e fortuna». «Saranno i ricchi del Nord – insiste il professore – a venire qui e non potranno che portare ricchezza». Per questo all’inizio di settembre è stata data, in pompa magna, la cittadinanza onoraria ai coniugi Moratti. Anzi il presidente dell’Inter, per l’occasione, ha potuto anche inaugurare un nuovo club di fede nerazzurra.

Ma a “Sgarbilandia” sembra essersi verificato un contagio inarrestabile e, dopo i Moratti, è arrivato il ministro Rotondi, e Brunetta, e poi Afef Tronchetti Provera, e Anna Falchi e Forattini e il ministro Zaia. Domenica scorsa, in occasione della sfilata di Marella (quale posto migliore di “Sgarbilandia” per un eccesso di mondanità?) s’è materializzato anche Ricucci con qualche amico, a cui non potrà essere destinata una casa troppo vicina a quella della Falchi, ovviamente. Un’epidemia (migliaia di richieste) che non sembra risparmiare anche esponenti dello schieramento opposto agli sgarbiani, se è vero che un interessamento è stato manifestato anche dall’ex ministro Cesare Damiano.

Ma siamo soltanto all’inizio dell’esperimento e la strada sembra in salita. Il principe-assessore all’urbanistica, Bernardo Tortorici raffredda gli entusiasmi: «Arrivano messaggi da tutto il mondo. Ne arrivano dall’Australia, dal Canada, dal Nord Europa, dalla Germania, dalla Francia. Dalla Russia, dalla Lituania e dalla Lettonia».

E questo è già un problema perché il centralino, come dire, non è abituato al dialogo poliglotta. «E poi bisognerà mettere ordine – aggiunge – in un ufficio che era fermo al terremoto del ‘68, anno in cui ebbe inizio l’esodo dal centro storico. Le leggi alimentarono scelte che allontanavano i cittadini dal cuore di Salemi: veniva garantito l’indennizzo del cento per cento se si costruiva altrove. Logico che il centro si sia svuotato. Si tratta adesso di catalogare gli immobili per stabilire esattamente quanti siano quelli da poter assegnare. E questo crea parecchio stress in assessorato. Ma ce la faremo».

Attualmente le case certamente in possesso del Comune (per la maggior parte manca proprio l’acquisizione per via notarile, omessa a suo tempo anche dopo aver concesso gli indennizzi a fronte della perdita di possesso dei cittadini terremotati) sono 219, di cui 110 non recuperabili, su circa tremila “indennizzate” dopo il terremoto. E’ questo che fa dire ad Angelo Calogero, capogruppo dell’opposizione, che «siamo alla politica dell’annuncio e basta, visto che non sarà facile attuare un progetto così poco aderente alla realtà». Insomma, Sgarbi sogna.

«Non sarà sogno, ma scommessa difficile certamente», ammette Peter Glidewell, assessore alla Cultura e all’agricoltura, o «all’agricoltura», per dirla col sindaco. E non solo per la storia della casa a un euro. «Qui c’è da ribaltare un disastro culturale ed ambientale, ma soprattutto si tratta di recuperare l’intraprendenza ed intelligenza siciliane per vincere la tentazione dell’immobilismo rassegnato».

Ovviamente perciò si cerca di tenere alta l’attenzione con eventi a cadenza quasi settimanale (l’ultimo, la proiezione di «Ladri di biciclette» restaurato in digitale) e con annunci che prestano il fianco a polemiche distruttive. Come l’idea del Museo della mafia, garante il giudice Giuseppe Ayala, «ora che il potere di Cosa nostra è quasi scomparso».

Affermazione non condivisa che ha provocato scontri col Centro Impastato (Umberto Santino: «Sgarbi vuol fare di Cosa Nostra delle belle statuine») e con «Articolo 21» per un pezzo che indica Salemi come «la città dei Salvo, di Giammarinaro (il patron politico, discusso ma assolto, di questa giunta ndr) e del sindaco Sgarbi». La replica del professore è stata violenta, il che non si addice a «Sgarbilandia».

Francesco La Licata per “La Stampa”

da La Stampa

 

A ruba le case ad un euro

Dal miliardario lituano al giornalista toscano ieri a Salemi per lavoro. Sono oltre duemila le richieste per vedersi assegnata una casa a un euro dal comune siciliano. Mail, fax, lettere e piccioni viaggiatori. Dall’Australia e anche dal Sud Africa. Ogni mezzo è buono l’importante è manifestare la propria intenzione all’acquisto e alla successiva ristrutturazione dell’immobile. Pare che tra le «intenzioni» ricevute ci siano quelle di Anna Falchi, Afef, Massimo Moratti, Forattini e anche del ministro Zaia. Le case sono 3.500 ma pare che ne saranno vendute solo mille. Il sindaco Vittorio Sgarbi ha aggiunto ieri che entro il 2009 sarà costruito a Salemi il Museo della mafia che lui considera vinta e ormai sparita.

da Il Giornale

A Salemi proiezione del restaurato “Ladri di biciclette”

Vittorio Sgarbi è molto orgoglioso del suo ruolo di sindaco colto ed eccentrico di una cittadina siciliana finora ignorata dai più e, riferisce “Il Velino”, parla con fierezza della preparazione di quella che egli considera, fra le sue imprese recenti, la trovata più interessante: quel gemellaggio Venezia-Salemi che fra pochi giorni, il 21 e il 22 settembre, avrà il suo momento clou con la proiezione a Salemi della copia restaurata di “Ladri di biciclette”, il capolavoro di Vittorio De Sica, già presentata a Venezia durante l’ultima mostra del cinema.

All’ evento Sgarbi ha invitato il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. “Spero che venga – dice il sindaco di Salemi – perché si è dimostrato molto più curioso e disponibile di tanti intellettuali di sinistra di cui non faccio il nome. Inoltre ho invitato anche Manuel de Sica, il primogenito di Vittorio, che è anche il vero custode della memoria del padre”.

Sgarbi esprime poi il desiderio di ritrovare ed esporre a SalemiL’adorazione dei pastori” di Caravaggio, un quadro che fu rubato in una chiesa di Palermo quarant’anni fa e che si dice si trovi nella disponibilità di qualche “mafioso”.

E a proposito di “mafia” Sgarbi intende realizzare un “museo della mafia” a partire dalla considerazione che la mafia è finita e conviene considerarla, quindi, un “fenomeno da museo”.

Esperti del settore  delle cose d’arte e di Sicilia ritengono tuttavia che la mafia non è affatto finita e che Vittorio Sgarbi, prima di dedicare un museo alla mafia, potrebbe dedicarsi alla valorizzazione del magnifico “San Giuliano” del Laurana conservato nel museo di Salemi e sconosciuto ai più.