Trapani: non c’è pace tra le tonache (5) – Rimosso il vescovo Miccichè !

PAPA: RIMUOVE VESCOVO TRAPANI, NOMINA AMMINISTRATORE DIOCESI
DOPO INCHIESTA PROCURA SU AMMANCHI IN GESTIONE DUE FONDAZIONI
(ANSA) – CITTÀ DEL VATICANO, 19 MAG – Benedetto XVI ha
sollevato oggi dalla guida della diocesi di Trapani il vescovo
mons. Francesco Miccichè e ha nominato come amministratore
apostolico mons. Alessandro Plotti, ex vescovo di Pisa. La
diocesi di Trapani era stata al centro di una visita apostolica
dal giugno 2011, compiuta dal vescovo di Mazara del Vallo mons.
Domenico Mogavero, in seguito a un’inchiesta della Procura di
Trapani su ammanchi relativi e due Fondazioni gestite dalla
Curia, e a dissidi tra Miccichè e alcuni prelati. (ANSA).

PAPA: COMMISSARIA DIOCESI DI TRAPANI PER PROBLEMI FINANZIARI = ==
PAPA: COMMISSARIA DIOCESI DI TRAPANI PER PROBLEMI FINANZIARI = (AGI) -
CdV, 19 mag. – Benedetto XVI ha sollevato dal suo incarico il vescovo
di Trapani, monsignor Francesco Micciche’, che alcuni mesi fa era
stato oggetto di un’inchiesta per ragioni finanziarie. A Trapani
andra’ come amministratore apostolico l’ex arcivescovo di Pisa,
monsignor Alessandro Plotti. (AGI) Siz 191312 MAG 12 NNNN

– = PAPA: COMMISSARIA DIOCESI DI TRAPANI PER PROBLEMI FINANZIARI = ==
PAPA: COMMISSARIA DIOCESI DI TRAPANI PER PROBLEMI FINANZIARI = (AGI) -
CdV, 19 mag. – Benedetto XVI ha sollevato dal suo incarico il vescovo
di Trapani, monsignor Francesco Micciche’, che alcuni mesi fa era
stato oggetto di un’inchiesta per ragioni finanziarie. A Trapani
andra’ come amministratore apostolico l’ex arcivescovo di Pisa,
monsignor Alessandro Plotti. (AGI) Siz 191312 MAG 12 NNNN

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*** Update

La lettera di Monsignor Francesco Miccichè !

Prot. N. 81/2012

                         Carissimi fratelli e figli della Chiesa di Trapani,

come fulmine a ciel sereno in un momento in cui finalmente la verità era venuta a galla con la conferma del mio retto agire in Vaticano, mi viene comunicato che la Santa Sede ha proceduto alla mia rimozione dalla cura pastorale della Diocesi di Trapani. Nella lettera inviatami dal Nunzio Apostolico in Italia, però, non si fa menzione delle motivazioni che stanno alla base del provvedimento adottato.

            E’ un provvedimento estremo che non condivido e non comprendo ma al quale, per la mia fedeltà al Papa e alla Chiesa, mi rimetto e che vi chiedo di accettare in spirito di obbedienza.

Non hanno avuto esito fruttuoso le mie reiterate richieste di conoscere la relazione fatta dal visitatore apostolico, mio fratello vescovo Mogavero. Pertanto, per quanto possa apparire incredibile, non mi è dato sapere i motivi che avrebbero reso necessario un atto così platealmente punitivo: motivi che secondo la legge canonica devono essere gravissimi ma che certamente sono falsi.

            Sapete tutti, perché anche molti di voi avete tribolato, della scandalosa vicenda in cui sono stato trascinato in seguito alla mia doverosa sospensione a divinis di don Antonino Treppiedi e sapete anche delle accuse ridicole che in conseguenza mi sono state rivolte con violenza inaudita, persino di aver fatto sparire un milione di euro nella fusione di due fondazioni e di avere frequentazioni mafiose! Una violenza che ha richiamato l’attenzione della Magistratura. Ebbene, la Magistratura ha ravvisato l’assoluta insussistenza delle accuse. E la stessa Santa Sede ha dichiarato perfettamente corretto il mio agire contro don Antonino Treppiedi.

Ma è chiaro che il complotto che si è mosso contro di me non aveva solo riferimenti locali nel prete sospeso a divinis ma ha trovato sponde, purtroppo, anche in più alti livelli della Chiesa dove il verdetto contro di me era stato scritto prima di qualsiasi effettiva verifica.

            Ho sofferto molto in questi mesi non solo per me ma anche per voi: per la mia Chiesa colpita ingiustamente da una valanga di calunnie, da una violenta campagna mediatica e che ha dovuto subire la notizia di avere un vescovo inquisito per poi scoprire che non solo il vescovo non era indagato, ma anzi risultava parte offesa e che solo ad oggi ben 13 persone, tra cui anche il prete

sospeso a divinis, sono indagati dalla Magistratura, anche per avere ordito un complotto a mio danno.

Un complotto che ha coagulato forze interne ed esterne alla Chiesa. Comprendo che forse la Magistratura ha toccato qualche nervo scoperto in alto.

            Scuote la mia coscienza di cristiano il fatto che l’aver doverosamente (da coscienzioso cittadino) collaborato con la Magistratura mi venga contestato come fosse una colpa gravissima.

 E’ chiaro che i miei superiori non hanno saputo o voluto capire cosa stava succedendo in questa diocesi, lasciando il clero e soprattutto il popolo di Dio in balìa di calunnie meschine di cui l’opinione pubblica è stata abbondantemente nutrita.

             Io, in quanto “persona offesa” in ben quattro procedimenti giudiziari proseguirò con tenacia e con tutti i mezzi che avrò a disposizione, secondo quello che m’insegna il Magistero, nell’accertamento della verità perché il danno subito non solo dalla mia persona ma da tutta la Chiesa di Trapani venga ristabilito almeno civilmente e penalmente.

Ma quello che mi preme soprattutto è respingere ogni tentazione di superbia e non chiedere nulla per me ma per voi, porzione di Vigna del Signore, che con tutti i miei limiti ho cercato di servire fedelmente negli ultimi 14 anni dando vita ad iniziative e realtà che mai si erano viste nella Chiesa Trapanese.

            Forse pago anche per questo? Pago per aver denunciato la cultura mafiosa presente anche al nostro interno invitando ad un serio esame di coscienza durante il Giubileo?

Pago per aver denunciato la cappa della massoneria?

Pago per  non aver fatto accordi con nessun politico per avere contributi ed elargizioni? Pago per essermi esposto dove la Chiesa non si era mai esposta?

Pago per aver dovuto imporre una condanna al presbitero che si è reso responsabile di situazioni censurabili?

Con quanto mi sta accadendo sento il dovere di avvertire i fratelli vescovi: non osate agire contro chi è troppo legato ai potenti della terra perché altrimenti ne pagherete le conseguenze!

            In questi anni insieme a tante difficoltà dovute al fatto di operare in un territorio con problemi atavici e mai risolti, abbiamo condiviso un cammino esaltante di Chiesa: centinaia le iniziative pastorali, artistiche, culturali e sociali in diversi ambiti quali la teologia, la filosofia, la spiritualità ma anche il cinema e l’arte. Senza far riferimento al denaro pubblico, siamo riusciti a creare musei in diversi centri della Diocesi, un polo espositivo del Museo diocesano, una Collezione di arte contemporanea, una biblioteca aperta al pubblico con un servizio prezioso per i bambini, un archivio storico anch’esso aperto al pubblico; abbiamo razionalizzato gli spazi del seminario di Trapani, comprato e sistemato un locale a Monreale dove risiedono i nostri seminaristi che frequentano i corsi teologici a Palermo, abbiamo acquistato una casa a Roma per i sacerdoti che studiano nelle facoltà Teologiche Romane, abbiamo costruito nuove case canoniche e nuovi locali parrocchiali. Sono sorte ben tre nuove chiese in tutto il territorio della Diocesi, molte sono state riaperte dopo anni e anni di abbandono. Ma non è stata solo la chiesa di pietre quella che abbiamo costruito insieme.

            In ogni frangente della vita sociale e culturale, in ogni momento lieto o triste del nostro territorio e della nostra gente, lì la Chiesa si è fatta presente e anche il volto cristiano della città di Trapani è cambiato, anche nelle sue manifestazioni popolari che abbiamo amato e condiviso come mai la comunità ecclesiale trapanese aveva fatto. Non ci sono categorie di persone, di ogni ceto o professione, di ogni orientamento culturale e religioso, che non abbiano trovato il portone del vescovado aperto con persone disposte ad ascoltare e a condividere.

L’attività pastorale che mi ha visto quotidianamente in mezzo alla gente, pellegrino per tutte le parrocchie della diocesi, è andata avanti regolarmente in tutti i settori: da quello liturgico al catechistico, dalla pastorale familiare – con iniziative delicate e amorevoli come l’attenzione riservata ai separati e ai divorziati risposati –  alle missioni.

Inoltre la situazione amministrativa della Diocesi è ottimale. Lascio una Diocesi dalle finanze floride.

            Le calunnie rivoltemi sulla Fondazione Auxilium si sono ritorte contro i miei accusatori, ora loro sotto indagine. La Fondazione infatti svolge con riconosciuto merito la propria attività nel settore della riabilitazione sia ambulatoriale che residenziale con particolare riguardo verso i minori colpiti da disabilità. La situazione finanziaria è ottimale, i bilanci passati al setaccio dalla Guardia di Finanza risultano perfettamente in regola e soprattutto negli ultimi tre anni si sono raggiunti ottimi risultati economici.

Di tutto questo, insieme, ringraziamo Dio!

La nostra Chiesa, nonostante le ferite inferte, come compagine unita è aperta e pronta ad ascoltare i segni dei tempi.

            Molti in questi mesi hanno ipotizzato le più improbabili congetture come si trattasse di una battaglia tra due fazioni. Ma chi mai potrebbe vincere quando ad essere tirata a sorte è la Chiesa stessa come fosse la tunica di Cristo? Oggi riecheggiano le parole di Gesù al Tempio…

 Io ho ormai preso coscienza ed accettato di trascorrere il mio futuro in preghiera per tutti voi, amata Chiesa di Trapani. Non ho accettato nessun altro compromesso né la richiesta fattami qualche giorno fa, all’improvviso, di mie dimissioni: quando si mette mano all’aratro non ci si tira indietro, fino alla fine, anche a costo di passare, agli occhi dei potenti e dei maligni, come un perdente. Sono fiero di essere un perdente agli occhi del mondo.

Pregare sarà la pace per la mia anima. Pregherò perché il fumo di Satana, così come diceva Polo VI, che sembra essersi impossessato di alcuni settori della Chiesa, non prevalga sul Corpo di Cristo.

Pregherò per voi, per la Chiesa a cui ho dedicato tutta la mia vita e per la quale ancora oggi sono pronto a sacrificarmi.

A voi tutti ripeto l’invito che ho fatto alla nostra Chiesa in occasione del mio ingresso in Diocesi: rendete ragione della speranza che è in voi, organizzate la speranza soprattutto per i nostri giovani con cui ho condiviso i momenti più belli di questi 14 anni. Restate uniti, coltivate lo spirito di verità che fa liberi e non ci fa perdere mai la straordinaria dignità di essere figli di Dio.

Vivete da Risorti, non permettete che la cultura di morte s’insidi nella vostra vita cristiana. Non smettete di amare la Chiesa.

Riprendo un brano di Carlo Carretto pubblicato nel piano pastorale 2008/2009:

“Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo! Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza. Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità! Nulla ho visto nel mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso, e nulla ho toccato di più duro, di più generoso, di più bello. Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima, e quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure. No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te”.

 Carissimi figli e fratelli,

nei momenti più difficili sappiamo che la Croce di Cristo ci sostiene e ci riporta all’essenziale. Come ha detto una volta Benedetto XVI: “a volte ci sentiamo sotto torchio come i grappoli d’uva che vengono pigiati completamente. Ma sappiamo che uniti a Cristo diventiamo vino maturo. Dio sa trasformare in amore anche le cose pesanti e opprimenti della nostra vita”.

Anche in questi giorni non è mai mancata la Grazia del Signore, la Luce soprannaturale di Cristo, anche nelle ore in cui il crepuscolo si infittiva in una notte apparentemente senza chiarore.

Nella fede sappiamo che l’alba verrà e sarà giorno.

             Insieme a tutti voi voglio augurare a Sua Eccellenza Mons. Alessandro Plotti, nominato Amministratore Apostolico della nostra amata Chiesa, un buon lavoro pastorale. Per lui a voi chiedo un’accoglienza serena e collaborativa per poter svolgere con le doti e le capacità che gli sono proprie e da tutti riconosciute, un servizio episcopale che dia a tutti serenità nella fedeltà evangelica e che faccia, finalmente, emergere quella verità che sola può sanare le ferite. 

            Sereno e a testa alta, con in cuore solo il perdono che è grazia di Cristo, il vostro vescovo vi saluta e benedice di cuore, uno ad uno, augurandovi ogni bene nel Signore.

 Trapani, 19 Maggio 2012

                                                                                                  + Francesco Micciché

                                                                                                           Vescovo 

Ecco chi sono i leader della protesta dei forconi – Nomi, foto, storie « Il Post Viola

Ecco chi sono i leader della protesta dei forconi – Nomi, foto, storie « Il Post Viola.

Trapani: non c’è pace tra le tonache (2)

Colpo di scena nell’inchiesta sulla curia trapanese di cui ci eravamo occupati qui e qui.
Ne riferisce il giornalista Nicola Biondo in un articolo apparso nell’edizione di oggi de L’Unità dal titolo:

Trapani, complotto contro vescovo – Lo accusa un prete vicino a Pdl

“Un prete disinvolto con il pallino degli affari e amicizie altolocate. Assegni per 172 mila euro sottratti a due parrocchie di paese, Alcamo e Calatafimi. Una campagna di stampa orchestrata per colpire gli avversari interni alla Chiesa. Indizi di una truffa milionaria ancora da scoprire È un sistema quello che emerge dalle indagini della Procura di Trapani che ha indagato 13 persone per reati che vanno dal furto alla ricettazione alla frode informatica. Un sistema – questo il suo tratto più caratteristico – che oscurava le proprie mosse addossando ad altri, in particolare al vescovo di Trapani Francesco Micciché, pesanti responsabilità nella gestione dei fondi della Curia utilizzando alcuni cronisti locali, indagati per diffamazione e calunnia, per propalare notizie false. Le indagini ancora in corso disegnano un complotto all’interno della Chiesa con l’ausilio di ambienti esterni alla Curia trapanese. Sono due fino ad oggi i filoni d’inchiesta: il principale riguarda gli autori materiali delle malversazioni, il secondo si riferisce ad episodi di diffamazione. Una connection che secondo indiscrezioni non si fermerebbe agli attuali indagati ma potrebbe risalire ad altri e più clamorosi episodi di furto e ricettazione dei beni ecclesiastici, le cui tracce in almeno un caso porterebbero fino in Vaticano.

Protagonista della vicenda un giovane sacerdote Ninni Treppiedi, 36 anni, ex direttore amministrativo della Curia e in strettissimi rapporti con l’attuale numero uno del Pdl a Trapani, il senatore Antonio D’Alì. Indagato per ricettazione, furto, calunnia, frode informatica e falso ideologico, Treppiedi è accusato di aver trasferito dal 2008 ai suoi familiari e complici, tutti indagati, 172 mila euro dalle casse delle parrocchie che gestiva tra Calatafimi e Alcamo. Tra le accuse anche quella di stalking nei confronti del Vescovo, atti compiuti da uomini del giovane parroco con missive anonime e minacce di vario tipo. Al religioso, sospeso a divinis da quasi un anno, gli inquirenti hanno sequestrato un Pc e svariati documenti. Ma nell’inchiesta non ci sono solo assegni.

La Finanza ha operato perquisizioni in un convento e in alcuni studi notarili trapanesi alla ricerca di atti di compravendita di immobili avvenuti quando Treppiedi gestiva l’ufficio amministrativo, prima di essere estromesso dal Vescovo. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori sono finiti così almeno una ventina di rogiti di beni della Curia venduti su cui risulta la firma del Vescovo Micciché. Vendite di cui l’alto prelato afferma di non sapere nulla. E, secondo alcune perizie, quelle firme sono tutte uguali, troppo uguali, come se fossero messe lì con un gioco di copia e incolla fatto al computer. Gli investigatori sospettano che il sistema-Treppiedi abbia in realtà gestito anche altre operazioni fraudolente, avvalendosi di notai, avvocati e funzionari di banca. E su questo le indagini continuano. Un prete ambizioso e dalle mille facce: oltre a D’Alì, sono noti i rapporti di Padre Ninni con il cardinale Franc Rodé a cui avrebbe regalato una potente auto. Il giovane religioso millantava anche una cattedra alla Lumsa, partecipava a riunioni politiche e più di una volta si è scagliato contro alcune trasmissioni (come Anno Zero) colpevoli di dare un’immagine negativa della provincia trapanese, da sempre terra di mafia e massoneria.

E si arriva così alla seconda tranche dell’inchiesta, quella che vede indagati lo stesso Treppiedi e due cronisti trapanesi, il corrispondente trapanese dell’Ansa e un collaboratore del Fatto, per i reati di diffamazione e calunnia. L’inchiesta odierna ribalta una verità che sui mass media, grazie ai due cronisti imbeccati dal Treppiedi, aveva conquistato le prime pagine. Una verità che voleva il Vescovo indagato per aver fatto sparire oltre un milione dalle casse della Curia, che lo accusava di aver acquistato per se e un familiare due prestigiose ville e di avere come autista un personaggio dal «robusto pedigree mafioso». Accuse false secondo i documenti oggi in possesso della Procura. Accuse – dice l’inchiesta – dettate alla stampa proprio da quel Treppiedi silurato dal Vescovo e oggi accusato di furto e ricettazione.

All’apparenza una storia di provincia. Ma tra gli investigatori c’è il sospetto che dietro i singoli reati non vi sia solo il denaro o l’ambizione di un prete disinvolto ma una precisa regia, i cui protagonisti, non ancora pienamente emersi dalle indagini in corso, appaiono gli stessi che da anni si scagliano contro i protagonisti più esposti della lotta antimafia a Trapani.”

19 ottobre 2011

da L’Unità online

NB - il grassetto è di Diarioelettorale

150 anni dall’Unità d’Italia … e stanno ancora qui !

Chi ?

Ma i trasformisti !

Lega Sud, sì di Berlusconi – “Ma non contro il Carroccio”

La proposta di Miccichè, Poli Bortone e Iannaccone al premier: un grande partito che raggruppi i movimenti legati al Mezzogiorno. Una federazione che resterebbe vicina al Pdl. L’idea lanciata ai vertici del partito e al ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto

di FEDERICO GARIMBERTI (ANSA)
ROMA. Un grande partito del Sud sul modello della Lega Nord che raggruppi i vari movimenti legati al Mezzogiorno. E’ la proposta fatta a Silvio Berlusconi da diversi rappresentanti dei vari piccoli partiti che rappresentano il Meridione. Un’idea che il presidente del Consiglio ha accolto con interesse, convinto che il territorio potrebbe accogliere positivamente l’iniziativa, a condizione però che il progetto non si ponga in aperta competizione con il Pdl o peggio in contrapposizione con il Carroccio.
Per discuterne, a via del Plebiscito, oltre al Cavaliere, si sono confrontati da una parte i vertici del partito (coordinatori, capigruppo e vice), il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto e il coordinatore campano Nicola Cosentino. Dall’altra, Gianfranco Micciché (Forza Sud), Adriana Poli Bortone (Io Sud), Arturo Iannaccone e Vincenzo Scotti (Noi Sud).
L’idea proposta da questi ultimi, spiegano alcuni partecipanti all’incontro, è di procedere per fasi e cioè dare prima il via ad una federazione e poi ad un vero e proprio movimento. A nostro avviso, spiega un dirigente del Pdl presente a Palazzo Grazioli, il progetto è molto interessante. Tanto che, sottolinea un esponente di uno dei ‘cespugli’ del Sud, potrebbe vedere la luce già alle prossime amministrative.
A confermare che l’idea è piaciuta a molti alcuni dei partecipanti: “E’ stato un incontro positivo, abbiamo avviato un percorso”, hanno sottolineato all’unisono Arturo Iannaccone, esponente di ‘Noi Sud’ e la senatrice Adriana Poli Bortone, leader di ‘Io Sud’. Sono stati proprio gli esponenti dei partiti ‘meridionali’ a precisare che il partito unico non intende sottrarre consensi al Pdl o porsi come forza contraria alla Lega. Concetti ripresi anche da Berlusconi che ha sottolineato l’importanza che l’iniziativa dia un contributo e non ostacoli la maggioranza o il governo.

da GDS.IT

Miccichè, vescovo di Trapani: “Chi uccide la natura uccide l’uomo”

Il rispetto per la persona umana passa attraverso il rispetto per la natura. Dove la natura è ferita l’habitat diventa invivibile per l’uomo. Chi uccide la natura uccide l’uomo“. lo ha detto il vescovo di Trapani Francesco Micciché nella sua omelia pronunciata nel corso della concelebrazione eucaristica tenutasi presso il Santuario di Sant’Anna, evacuato lo scorso sabato a causa dell’incendio che ha deturpato la montagna su cui sorge Erice.

E’ peccato grave distruggere quanto il Signore ci ha affidato e ha messo nelle nostre mani per il bene dei singoli e dell’umanità intera – ha aggiunto – tradiamo il progetto di Dio quando perseguiamo obiettivi che contrastano con la legalità nella logica aberrante dell’interesse personale. Abusare, inquinare, deturpare l’ambiente, in qualunque modo avvenga, è un atto incivile, un’azione immorale. L’ecologia non può diventare una bandiera ideologica o partitica. E’ un problema vitale che ogni uomo e donna sensibile e responsabile deve sentire come suo preciso dovere. Per i fratelli e le sorelle che si macchiano di un così grave peccato – ha concluso – chiedo la conversione del cuore“.

Noi per parte nostra da laici apprezziamo le nobili parole del Vescovo ma essendo stati spettatori nel corso degli anni di troppi incendi, ci permettiamo di auspicare che alla “conversione del cuore” si accompagnino “per i fratelli e le sorelle che si macchiano di un così grave peccato” più tangibile punizioni terrene.

Non tira un’aria buona per la “Gianfranco Miccichè & Company”

Dopo la “deblache” alle europee di Cimino & C. (sommata a quella di Raffaele Lombardo, tagliato fuori dall’assegnazione dei seggi dallo sbarramento al 4%), altre tegole piovono sulla testa di Micchichè e i suoi, prima fra tutte la deputata regionale marsalese Giulia Adamo, che dopo avere detto addio alla speranza di essere nominata assessore nel dopo elezioni europee, ora vede il suo candidato a sindaco della città di Mazara del Vallo sonoramente battuto al primo turno da Emanuele Cristaldi nelle elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Mazara del Vallo.

Si andrà al ballottaggio con Nicola Cristaldi che parte dal 39,35 % ottenuto al primo turno e sfiderà la candidata di un insolito mix di centro-centro-sinistra, la farmacista Vinnuccia Di Giovanni che ha ottenuto il 28,94 % al primo turno.

I voti da recuperare da parte dei due sfidanti saranno quelli dei candidati eliminati al primo turno Toni Scilla (26,90 %)Giuseppe Marino (4,81 %).
Se si considera che sia Nicola Cristaldi, deputato nazionale del Pdl,  che Toni Scilla deputato regionale del Pdl, pescavano nel bacino di centro-destra e che la sfidante Vinnuccia Di Giovanni, in parte ha già anch’essa pescato nel bacino di centro-destra si comprende facilmente quale può essere l’esito del ballottaggio del 21 giugno.

La grande Trapani: dalla scissione dell’atomo alla pace in medioriente, dalla zona franca, alla visita di Schifani e Bondi. Non sarà troppo ?

La scissione dell’atomo

Fuga da Rifondazione Comunista quella trapanese.
Sono andati via in 20 pechè : “Questo partito è diventato oggi irriconoscibile, rivolto all’indietro, in preda ad una sorta di stalinismo di ritorno, disinteressato ad approfondire il tema delle alleanze sociali e politiche, mira soltanto ad un ruolo marginale di pura testimonianza ed al mantenimento fideistico di simboli ed identità ormai inefficaci ed inadeguate “. La fuga ha un nuovo punto di riferimento è il Movimento per la Sinistra di Nichi Vendola.

La pace in Medioriente

Berlusconi alla conferenza internazionale di Sharm Sheikh ha riproposto ancora una volta Erice , facendosi carico dei costi logistici delle delegazioni di tutti gli stati, per la Conferenza di Pace tra israeliani e palestinesi.
Già due anni fa Erice era stata presa in considerazione per i requisiti di sicurezza che può offrire, ma anche per la tradizione di pace e di dialogo tra i popoli avviata dal Centro Ettore Majorana.

D’Alì, il senatore, ha avuto così occasione di commentare: “La proposta del Governo Italiano di mettere a disposizione la sede di Erice per i negoziati di pace tra israeliani e palestinesi ci riempie di orgoglio e responsabilità, a nostro avviso non può esserci sede migliore di Erice, crocevia della pace del Mediterraneo”.

Già due anni fa Erice era stata presa in considerazione per i requisiti di sicurezza che può offrire, ma anche per la tradizione di pace e di dialogo tra i popoli avviata dal Centro Ettore Majorana.

La zona franca urbana, nelle mani di Miccichè

Molti sono i dubbi e poche le certezze sulla realizzazione della zona franche urbana ad Erice.
Erice “premiata” con altre 21 realtà italiane, è in attesa di risposte certe dal governo Berlusconi ed in particolare del Comitato Interministeriale per la Programmazione economica. Il CIPE è nelle mani del sottosegretario alla presidenza Gianfranco Miccichè ed il sindaco Tranchida sente puzza di bruciato.
Così il sindaco ha scritto a Miccichè chiedendogli notizie più precise “sul quadro delle risorse finanziarie complessivamente a disposizione”.
Il primo cittadino non si fida e chiede “stabilità per gli stanziamenti”.
Forse è’presto per dirlo ma il rischio dell’ennesima fregatura è nell’aria.

Il Presidente del Senato Renato Schifani ed il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi a Trapani il 6 marzo

Il presidente del Senato, Renato Schifani, ed il ministro dei Beni e della attività culturali, Sandro Bondi, saranno in città il 6 marzo. Schifani e Bondi alle 15.30 visiteranno la passeggiata delle Mura di Tramontana, alle 16.30 saranno a Palazzo Cavarretta per partecipare ad una seduta straordinaria del Consiglio e alle 17.30, si sposteranno nella Chiesa di Sant’Agostino per l’inaugurazione della mostra «Fulget Crucis Mysterium» con l’esposizione del Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo, organizzata dalla Diocesi.

Trapani, il bicchiere è mezzo vuoto

Sulla vicenda della Autorità Portuale e quindi sul destino del Porto di Trapani, il presidente di Confindustria Trapani, Davide Durante, invita con durezza, la politica e le istituzioni a darsi da fare.
Gli imprenditori locali sono preoccupati perchè non si registrano risposte concrete per un problema che rimane ancora irrisolto: “Registriamo, in questi giorni, un crescendo di attenzione sulla nota questione dell’Autorità Portuale di Trapani, prossima alla liquidazione. Dal consiglio comunale della città, a Sua Eccellenza il vescovo Miccichè, al senatore D’Alì ed a tanti altri, parlamentari e politici … Ci piace immaginare, anche con un pizzico di ottimismo, che un tale schieramento di forze bipartisan non potrà non produrre il risultato auspicato di evitare la chiusura dell’Autorità Portuale di Trapani e di rilanciarne anzi la sua funzione ad Autorità Portuale di sistema dei porti della provincia di Trapani. Non voglio entrare qui nella diatriba se basta aggiungere Favignana e Castellammare del Golfo e poi per il resto si vedrà. La nostra posizione è nota. L’Autorità di sistema di tutti i porti della provincia per cui i diversi enti locali interessati si sono già, peraltro, espressi positivamente … Ci chiediamo cosa ha fatto la politica dall’agosto del 2007 quando lanciammo l’allarme e dall’ottobre del 2007 allorquando associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali, tutti insieme, propponemmo l’Autorità di sistema. Ancora una volta lo scorso ottobre abbiamo dovuto rilanciare un nuovo, forse più accorato, allarme affinchè la questione ritornasse al centro dell’attenzione del territorio e delle sue variegate espressioni politiche, istituzionali, sociali ed economiche …Nessun alibi. Se l’Autorità Portuale muore e con essa ogni ipotesi di rilancio e di crescita della nostra portualità, saremo tutti responsabili”. 

Giovedì scorso un magistrato, il Pm Massimo Palmeri, mette sotto sequestro la discarica di Borranea a seguito di una ispezione condotta dalla Guardia di Finanza e scaturita da esposti che lamentavano emissione di polveri e gas e mette nei guai nove Comuni (Trapani, Paceco, Valderice, Erice, Buseto, San Vito, Pantelleria, Egadi, Custonaci) I quali lì conferiscono la spazzatura e che allo stato non hanno dove portare i rifiuti solidi urbani.
Nel frattempo i lavori chiesti dalla Procura sono stati completati, e presto potrà riprendere il conferimento, non più però alle nove amministrazioni ma solo ad otto perchè intanto a seguito di un diverbio scoppiato sabato in Prefettura il sindaco di Trapani Girolamo Fazio ha revocato l’autorizzazione a conferire rifiuti, nella discarica di Borranea, al Comune di Paceco.
Il sindaco Fazio infatti ha diffidato il comune di Paceco dal continuare a conferire i propri rifiuti nella discarica di Borranea, impianto, che è stato realizzato con fondi del comune di Trapani, come ricordato in una nota diramata oggi dal sindaco di Trapani.
Durante quella riunione in Prefettura un incauto assessore all’Ecologia e ambiente del Comune di Paceco aveva chiamato in causa le responsabilità della Trapani Servizi, la società che gestisce l’impianto di Borranea.
Da qui la decisione di Fazio, che ha ricordato come il comune di Paceco non sia né proprietario né socio dell’impianto, né vi siano obblighi per il Comune di Trapani di ricevere i rifiuti della cittò di Paceco.
La pensa diversamente il sindaco di Paceco Biagio Martorana, che ha chiesto aiuto al prefetto Stefano Trotta e annunciato l’intenzione di continuare a portare i rifiuti a Borranea.

Il piano sanitario regionale ridimensiona i posti letto ed i presidi sanitari.
Il Piano di Riordino proposto nei giorni scorsi del direttore dell’ Ausl 9 di Trapani Gaetano D’Antoni e dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo per il presidente della Provincia Trapani Mimmo Turano il piano di riordino è “meno di una proposta, solamente carta straccia”.
Il Piano non convince Livio Marrocco che vi intravede l’obbiettivo di smembrare definitivamente la struttura ospedaliera di Trapani: ” E’ necessaria una strategia complessiva che permetta di ridare dignità agli ospedali della provincia e, allo stesso tempo che miri a valorizzare tutte le strutture ospedaliere senza penalizzarne nessuna“.

Fin qui le emergenze, per le ipotesi e i programmi di sviluppo c’è tempo.

S’ode a destra uno squillo di tromba sempre a destra risponde uno squillo

Miope e maldestra la gestione del centrodestra in Sicilia“ .
Dichiarazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe e vice coordinatore di Fi, Onorevole Gianfranco Micciché, il quale ha anche aggiunto: “Giulia Adamo e la provincia di Trapani possono fare sicuro affidamento sull’impegno del governo nazionale e sul mio in particolare, tramite il Cipe, per realizzare il progetto di crescita economica del trapanese“.

Vedere vanificato dall’incompetenza tecnica dell’assessore La Via un raro esempio di lavoro comune tra forze politiche di schieramenti diversi rende ancora più amaro questo momento. Questa prova d’incapacità tecnica mi preoccupa quando penso alle necessità inderogabili del nostro territorio. Abbiamo bisogno di risposte concrete e non possiamo permetterci che l’insipienza di qualcuno pesi sulle tasche e sul futuro dei nostri cittadini“.
Dichiarazione dell’Onorevole Giulia Adamo deputato all’ARS dell PDL e già Presidente della Provincia di Trapani per Centro-destra, a proposito dei fondi per i danni da peronospera non più disponibili perche non utilizzati in tempo utile.