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Accadrà domani
Questo post l’ho rinviato a lungo, quantomeno perchè non mi piace indossare i panni del mago Othelma rischiando di essere preso per uno dei tanti paranoici di incerta credibilità che profetizzano sul futuro.
Tuttavia gli avvenmenti del giorno per giorno, che ritengo confermino alcune intuizioni di qualche mese fa, mi hanno fatto propendere per il rischio della pubblicazione.
In ogni caso non prendete le cose che si diranno troppo sul serio.
La complessa strategia
Non so quando e da chi è stata avviata la “complessa strategia” che dovrebbe portare alla definitiva eliminazione dalla scena politica di Silvio Berlusconi, anhe se è ipotizzabile i primi contatti siano successivi alla lettera di Veronica Lario al giornale “La Repubblica” e al fallimento della banale strategia messa in atto dala stessa “La Repubblica”, tendente ad alienare settori cattolici dell’elettorato dalle simpatie berlusconiane.
Sta di fatto che i primi impegni politici assunti sono stati mantenuti da parte di coloro che assolvono attualmente il ruolo di forze di opposizione, e che i prossimi passi, da chi ha più da rischiare, essendo in maggioranza, ma anche più da guadagnare, in termini politico-personali, non potranno che essere compiuti nel giro di non molto tempo.
D’altra parte la finestra temporale, essendo già orientativamente fissata la data delle prossime consultazioni regionali (21 e 22 marzo 2010) e perchè la strategia abbia successo, è abbastanza stretta e la scadenza finale per la sua concretizzazione assai vicina e molte e difficilmente ripetibili le positive , chiamiamole così, congiunzioni astrali favorevoli, perchè si rinvii ancora la conclusione della partita.
Leggo ancora oggi, su Piovonorane per esempio, che la stagione politica in corso sarà solo una interlocuzione verso sviluppi futuri più normali ed ordinari, cosa da cui mi permetto di dissentire.
Ritorniamo dunque alla “complessa strategia”.
Il primo passo della strategia è stato l’affermarsi di una ledership certa nel Pd con la conquista della segreteria da parte della corrente Bersani-D’Alema. Il secondo passo era garantire l’indebolimento post-elezioni dello stesso Pd con perdita verso il centro, da ciò la nascita di un soggetto quale Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli, che gode dell’attenzione benevola sia da parte della dirigenza del Pd che della dirigenza dell’Udc e che dovrebbe costituire (già dal nome che ricorda precedenti esperienze di destra) la formazione di riferimento per dirigenti ed elettorato in uscita dal centro-destra.
Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti e/o sono in corso di realizzazione.
Sull’altro fronte (attuale)la strategia fa perno su Fini, sul suo ruolo istituzionale, senso dello Stato, ambizioni personali ed insofferenze alle grossolanità politiche di Berlusconi.
Ad accelerare le grandi decisioni è arrivata (per come previsto) la bocciatura del lodo Alfano, che scopre sul piano giudiziario Berlusconi e lo rende disponibile a tutti gli eccessi, forzature e colpi di testa cui l’uomo è portato se vede anche solo in lontananza il rischio di una condanna, figurarsi se la prospettiva si fa concreta come sembra far presagire lo sviluppo del processo Mills.
A questo punto della storia la partita tra Fini e Berlusconi assume le caratteristiche del classico gioco del gatto con il topo, con Fini nelle vesti del gatto teso a rendere per un qualche tempo evidente la debolezza del premier.
Nel frattempo in tale quadro, sempre nella maggioranza, si inseriranno i contrasti tra alleati per le candidature dei governatori alle regionali, altro elemento a sfavore di Berlusconi, il quale pressato dalla Lega Nord dovrà scegliere tra scoprirsi con la Lega o con quella parte dei suoi che andrebbe ad ingrossare le fila della fronda finiana.
Le pretese della Lega allo stato attuale comprendono due opzioni: o la presidenza di due regioni quali Veneto e Piemonte e la vicepresidenza della regione Lombardia, oppure la presidenza della regione Lombardia e le due vicepresidenze. Sono evidente a tutti i rischi possibili per la stessa unità nazionale ove la Lega realizzasse una di queste ipotesi, quale primo nucleo di una qualche forma di secessione delle tre regioni del nord, e da qui la chiamata alla resistenza da parte di settori di destra e di sinistra.
Tuttavia Berlusconi cederà alla Lega per non perdere un alleato sicuro per il dopo elezioni e deciderà di tentare di rovesciare il tavolo chiedendo sull’onda di una massiccia campagna populista a reti unificate che si vada ad elezioni anticipate.
A questo punto fatto il primo passo la parte che si rifà a Fini non potrà che venire allo scoperto, assumendo la rappresentanza degli interessi dell’unità nazionale.
Alle elezioni si andrebbe quindi con un Berlusconi che avrebbe come obiettivo di trasformare le elezioni, come al solito, in un referendum sulla sua persona, ma indebolito in tale pretesa dalla attenzione che è stata spostata su una sorta di referendum interessi del Nord contro interessi del Sud.
Dalle elezioni dovrebbe uscire una Lega Nord e un Pdl lontani dalla maggioranza ma comunque con un Pdl da cui non si potrà prescindere.
Si andrebbe allora ad un governo Fini di unità nazionale che isoli la Lega, garantisca in qualche maniera Berlusconi dai suoi guai giudiziari e da cui resterebbe fuori l’Idv di Di Pietro.
Fine della storia.
Sconfitte !
Sostenitrici di Hossein Mousavi, il candidato riformista sconfitto nelle recenti elezioni iraniane, ad una manifestazione elettorale allo “Heidarnia stadium” di Tehran in Iran.

Elezioni iraniane, le sconfitte.
(AP Photo/Ben Curtis) grazie a Boston Com
Non tira un’aria buona per la “Gianfranco Miccichè & Company”
Dopo la “deblache” alle europee di Cimino & C. (sommata a quella di Raffaele Lombardo, tagliato fuori dall’assegnazione dei seggi dallo sbarramento al 4%), altre tegole piovono sulla testa di Micchichè e i suoi, prima fra tutte la deputata regionale marsalese Giulia Adamo, che dopo avere detto addio alla speranza di essere nominata assessore nel dopo elezioni europee, ora vede il suo candidato a sindaco della città di Mazara del Vallo sonoramente battuto al primo turno da Emanuele Cristaldi nelle elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Mazara del Vallo.
Si andrà al ballottaggio con Nicola Cristaldi che parte dal 39,35 % ottenuto al primo turno e sfiderà la candidata di un insolito mix di centro-centro-sinistra, la farmacista Vinnuccia Di Giovanni che ha ottenuto il 28,94 % al primo turno.
I voti da recuperare da parte dei due sfidanti saranno quelli dei candidati eliminati al primo turno Toni Scilla (26,90 %) e Giuseppe Marino (4,81 %).
Se si considera che sia Nicola Cristaldi, deputato nazionale del Pdl, che Toni Scilla deputato regionale del Pdl, pescavano nel bacino di centro-destra e che la sfidante Vinnuccia Di Giovanni, in parte ha già anch’essa pescato nel bacino di centro-destra si comprende facilmente quale può essere l’esito del ballottaggio del 21 giugno.
Elezioni Europee, collegio Isole (Sicilia e Sardegna) i 6 eletti
Nel collegio Isole (Sicilia e Sardegna) si assegnano 6 seggi e non 8
Questi gli eletti per ciascuna lista secondo il Viminale e l’ ordine delle preferenze nel collegio Isole (Sicilia – Sardegna).
Pdl 2 seggi : Berlusconi Silvio (365.588), La Via Giovanni (145.745), Iacolino Salvatore (141.489), Cimino Michele (124.082),Calia Maddalena (115.184), Strano Antonino (101.499), Sanzarello Sebastiano (17.344),Masci Francesca (10.559)
Pd 2 seggi : Borsellino Rita (229.981), Crocetta Rosario (150.368), Barracciu Francesca (116.935), Barbagallo Giovanni (68.505), Tripi Italo (67.444)
Idv 1 seggio : Di Pietro Antonio (58.626), Orlando Leoluca (53.555), De Magistris Luigi (33.616), Alfano Sonia (27.166)
Udc 1 seggio : Romano Saverio (110.488), Antinoro Antonello (70.924), Gianni Giuseppe (44.729), Naro Giuseppe (33.300)
Elezioni Europee, collegio Isole (Sicilia e Sardegna) se ne sono persi due
Sembra che al collegio isole (Sicilia – Sardegna) si assegnino 6 seggi e non 8, come conseguenza della scarsa affluenza alle urne, così come non saranno 18 ma 15 i seggi che si assegneranno nel collegio per l’Italia meridionale.
I seggi persi dal sud e dalle isole li guadagneranno:
uno l’Italia centrale cui vanno 15 seggi invece che 14 e due ciascuno il Nord – Ovest (da 21 a 19) e il Nord – Est (da 15 a 13).
Questi di conseguenza i nuovi numeri probabili di eletti per ciascuna lista secondo il Viminale e l’ ordine (provvisorio) delle preferenze nel collegio Isole (Sicilia – Sardegna):
Pdl 2 seggi : Berlusconi Silvio, Cimino Michele, Iacolino Salvatore, La Via Giovanni, Strano Antonino, Sanzarello Sebastiano, Calia Maddalena
Pd 2 seggi : Borsellino Rita, Crocetta Rosario, Barbagallo Giovanni, Tripi Italo
Idv 1 seggio : Di Pietro Antonio, Orlando Leoluca, De Magistris Luigi, Alfano Sonia
Udc 1 seggio : Romano Saverio, Antinoro Antonello, Naro Giuseppe.
Elezioni Europee, collegio Isole (Sicilia e Sardegna) i probabili eletti
Questa la probabile ripartizione dei seggi per ciascuna lista e l’ ordine (provvisorio) delle preferenze.
Pdl 4 seggi : Berlusconi Silvio, Cimino Michele, Iacolino Salvatore, La Via Giovanni, Strano Antonino, Sanzarello Sebastiano, Calia Maddalena
Pd 2 seggi : Borsellino Rita, Crocetta Rosario, Barbagallo Giovanni, Tripi Italo
Idv 1 seggio : Di Pietro Antonio, Orlando Leoluca, De Magistris Luigi, Alfano Sonia
Udc 1 seggio : Romano Saverio, Antinoro Antonello, Naro Giuseppe,
E nel conto degli sconfitti mettiamo anche il Pdl
Al momento in cui scrivo i dati non sono ancora definitivi, mancano pochissime sezioni, e potranno ancora variare di qualche decimale, in meglio per quanto riguarda il Pdl, in peggio per quanto riguarda il Pd.
Ciò detto come sono andate queste consultazioni elettorali ?
Ha perso il Pdl, (il 2, 34 %) alla sua prima prova elettorale, non solo rispetto alle, evidentemente a carte viste, eccessive aspettative suscitate dai sondaggi ma anche rispetto ai risultati reali che alle precedenti elezioni lo vedevano al 37, 4 % contro il 35,06 fatto registrare in queste elezioni.
Ha perso il Pd con il 26,24 % contro il 33,10 % del 2008 che al di là di quanto recuperato dalla gestione Franceschini rispetto alla dilapidazione del patrimonio di consenso operata da Walter Veltroni tuttavia sempre una perdità del 6,86 % fa registrare e dimostra la cecità di una classe dirigente che lascia fuori i Radicali di Bonino e Pannella con il loro 2,43 %.
Subisce una battuta d’arresto la tendenza al bipartitismo assecondata nel 2008 dall’accordo tacito tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, ma nel contempo non si può certo dire che sia stata battuta, se è vero come è vero che nessuna delle formazioni che avevano come obiettivo minimo quello di superare lo sbarramento del 4 % c’è riuscita.
I circa due milioni e settecentomila voti (pari a sei sette deputati europei), sprecati dalle formazioni non riferibili all’area di centro destra e che puntavano a superare lo sbarramento del 4 % dicono tutto poi della sconfitta presente e della debolezza in prospettiva del centro – sinistra.
Ha perso l’Mpa di Raffaele Lombardo e Francesco Storace è definitivamente “out”, vista anche l’affermazione (si fa per dire) di formazioni come “Fiamma tricolore” con lo 0,78 % e “Forza Nuova” con lo 0,47 %.
Ha resistito l’Udc che registra un piccolo, ma significativo avanzamento passando dal 5,6 % al 6,47 %che marca ancor di più la sua non omologabilità al Pdl di Berlusconi.
Ha vinto la Lega Nord che passa dal 8,3 % al 10, 41 %, ha vinto l’Idv di Antonio di Pietro che dal 4,4 % passa ora al 7,94 %
Elezioni Europee, affluenza alle urne alla chiusura dei seggi in provincia di Trapani
Alla chiusura dei seggi il dato di affluenza alle urne per la consultazione per il rinnovo del parlamento europeo nella provincia di Trapani, si attesta al 48,65 % a fronte del 57,89 % della precedente consultazione del 2004.
Il capolugo che aveva registrato in precedenza il 53,34 ora si è fermato a 44,10 %.
Fanalino di coda è stato alla fine San Vito lo Capo con un 36,18 %.
Mazara del Vallo (80,07 %) e Salaparuta (70,76), i comuni con la maggiore affluenza trainata dalla contemporanea elezione dei Sindaci e dal rinnovo dei consigli comunali.
Il dato finale ha confermato che tra i comuni in cui non si votava anche per le amministrative la maggiore percentuale di votanti si è avuta a Salemi con il 54,82 %.
Elezioni Europee, affluenza alle urne alle 19,00 in provincia di Trapani
Alle 19,00 di oggi il dato di affluenza alle urne per la consultazione per il rinnovo del parlamento europeo nella provincia di Trapani, si attesta al 34,87 % a fronte del 40,09 % della analoga consultazione del 2004.
Il capolugo ora registra un 31,91 %.
Fanalino di coda è Pantelleria con un 23,10 %.
Mazara del Vallo (69,56 %) e Salaparuta (55,27), i comuni con la maggiore affluenza trainata dalla contemporanea elezione dei Sindaci e dal rinnovo dei consigli comunali.
Tra i comuni in cui non si vota per le amministrative la maggiore percentuale di votanti a Salemi, 37,45 %, (il cui sindaco, Vittorio Sgarbi, è candidato alle europee) e a seguire Valderice con il 33,45 %.
Elezioni Europee 2009, affluenza alle urne in provincia di Trapani
Particolarmente basso il dato di affluenza alle urne per la consultazione per il rinnovo del parlamento europeo registrata alle 12,00 di oggi nella provincia di Trapani, 18,40 % a fronte del 21,61 % della analoga consultazione del 2004.
Sotto la media provinciale il capoluogo, che fa registrare un 17,78 %.
Fanalino di coda Petrosino con il suo 9,88 %.
Unici comuni on dati di affluenza consistenti, Mazara del Vallo (44,4 %) e Salaparuta (30,08), i due comuni della provincia in cui si vota anche per l’elezione dei Sindaci e per il rinnovo dei consigli comunali.











