Le dimissioni di Vittorio Sgarbi da sindaco di Salemi, il video

Salemi, Vittorio Sgarbi si è dimesso

Oggi 6 febbraio 2012 il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi ha rassegnato le dimissioni.

Dice il Giornale di Sicilia Online:

SALEMI. “Mi sono dimesso da sindaco di Salemi. Grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto”. Lo dice all’ANSA, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, dopo la notizia della proposta di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose da parte degli ispettori del ministero dell’Interno. “Mi sentivo – aggiunge – in pericolo e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta”.
Sgarbi, tra il serio e l’ironico ringrazia di “esser stato tutelato”. “Ero sotto scorta – aggiunge – e tutti vedevano quello che facevo. Penso che la Sicilia non abbia possibilità di fare qualcosa di nuovo, di ipotizzare un futuro diverso. Invito il consiglio comunale a dimettersi prima che i consiglieri vengano smobilitati, sarebbe una cosa non onorevole”. “Io ho creato il museo della mafia – prosegue – ho portato Picasso, Rubens, Caravaggio stavo portando Van Gogh e hanno trovato infiltrazioni mafiose ignari delle infiltrazioni culturali. Non ho alternative devo ringraziarli…” L’ex sindaco ha annullato anche la conferenza stampa prevista per domani e ha detto che la nomina di Giammarinaro a vicesindaco era una risposta alla notizia dei risultati dell’ispezione ministeriale. “Poi – dice – ho riflettuto e ho deciso di dimettermi”.

Dilettante, puritano e anche poco informato

“Le sfide che dobbiamo affrontare a New York e in tutto il paese sono troppo serie perché questo incidente prosegua, e quindi annuncio di essermi dimesso dalla mia carica al Congresso con effetto immediato”, questo è quanto scritto da Christopher Lee, deputato repubblicano di 46 anni eletto a New York, dimessosi nei giorni scorsi dalla sua carica dopo che il sito internet Gawker aveva pubblicato una sua foto a torso nudo mandato al sito di annunci personali Craigslist dallo stesso deputato.

Lee, che è sposato, si era descritto come già divorziato, di 39 anni e: “figo, divertente e in forma” in un messaggio di risposta all’annuncio di una donna che su Craigslist si era lamentata che tutti gli uomini che le scrivevano erano dei rospi.
Ne era nata una corrispondenza tra i due abbastanza banale, niente prostitute, escort o signorine, solo qualche bugia di troppo e la manifesta intenzione di tradire la moglie.

La pubblicazione della foto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Evidentemente Cristopher Lee non legge i giornali italiani.

Ai confini della realtà !

per la serie “Fuori di testa” :

Gianfranco Fini è schierato contro il governo di centrodestra ed è pertanto incompatibile con il suo ruolo di presidente della Camera. Il premier Silvio Berlusconi e il leader leghista Umberto Bossi chiederanno un colloquio al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per esporgli di persona il caso.

E’ questa la conclusione del vertice tra Pdl e Lega che si è concluso ieri notte nella villa di Arcore di Berlusconi, come emerge da un comunicato.

“Le dichiarazioni dell’on. Gianfranco Fini sono state unanimemente giudicate inaccettabili. Le sue parole sono la chiara dimostrazione che svolge un ruolo di parte ostile alle forze di maggioranza e al governo, del tutto incompatibile con il ruolo super partes di presidente della Camera”, dice la nota diramata al termine del vertice.

“Il presidente Berlusconi e il ministro Bossi nei prossimi giorni chiederanno di incontrare il presidente della Repubblica per rappresentargli la grave situazione che pone seri problemi al regolare funzionamento delle istituzioni”.

Nel suo discorso di domenica Fini aveva detto che il suo nuovo gruppo politico, Futuro e libertà, nato dopo l’espulsione dal Pdl, costituisce ormai la terza gamba della maggioranza, con pari dignità di Pdl e Lega Nord, offrendo loro “un patto di legislatura”.

da “reuters.it

Dafne se n’è ghiuta e soli ci ha lasciato !

Un “maliziosizzimo” Palmiro Togliatti, commentò in modo assai simile al titolo (Vittorini se n’è ghiuto, e soli ci ha lasciato !), su “Rinascita”, l’addio al PCI del grande scrittore ed intellettuale siracusano Elio Vittorini.

Altri tempi e gente di altra tempra, qui in tempi assai modesti si dà solo modestamente notizia che:

Dafne Floresta si è dimessa dall’incarico di assessore al Comune di Castellammare del Golfo. Palermitana, dirigente d’azienda, ad aprile nominata settimo assessore nella giunta guidata dal sindaco Marzio Bresciani, Dafne Floresta si è dimessa “per motivi personali”. L’incarico, assunto solo da pochi mesi, è stato lasciato “per nuovi impegni professionali inconciliabili con la carica di assessore comunale”. Segnalata dalla lista di maggioranza “Lavoro, Sviluppo”, Dane Floresta aveva le deleghe al Personale (gestione risorse umane e organizzazione del lavoro), P.O.R. Sicilia, Sportello Europa, Promozione ed attività produttive. Nella nota di dimissioni Dafne Floresta ha ringraziato il sindaco Marzio Bresciani ed il gruppo Sviluppo e Lavoro “per la fiducia accordata”. Il sindaco Marzio Bresciani: «Sono dispiaciuto per le dimissioni di Dafne Floresta con la quale mi congratulo per i nuovi impegni professionali».

PS *** Di più su Elio Vittorini qui e qui , e per sapere di più su Palmiro Togliatti potete cominciare da qui

Il ministro della difesa Ignazio La Russa: “Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto.”

“Non vorrei fare la parte dell’eversivo – dice il ministro della Difesa Ignazio La Russa – ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto”.

Dopo queste dichiarazioni daparte del Ministro della Difesa della Repubblica Italiana, in un paese normalmente democratico, l’opposizione politica ne avrebbe chiesto le dimissioni in parlamento e il Presidente della Repubblica lo avrebbe convocato immediatamente per chiarimenti.

Ma si sà non siamo affatto un paese normalmente democratico !

Bertolaso tutto qui ? Cose che solo in Italia

Mi ero ripromesso di non parlare di questa vicenda che riempie le prime pagine dei giornali degli ultimi giorni e che annovera, tra i personaggi di spicco coinvolti, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, accusato di corruzione.

Leggendo, rileggendo e confrontando sono andato alla ricerca di quegli indizi e/o prove di colpevolezza che il mio senso comune di cittadino qualsiasi, (per niente soddisfatto dell’andazzo delle cose correnti e perennemente indignato per il cinismo e la volgarità imperante), mi fanno ritenere imprescindibili per l’avvio di ogni e qualsiasi azione giudiziaria che possa determinare anche solo il minimo sospetto sull’onorabilità di un qualsiasi cittadino di una stato democratico.

Ebbene non disponendo io dell’ordinanza a cui hanno potuto attingere i giornalisti che ne hanno parlato e commentato, mi sono valso della consultazione delle cronache che le diverse testate ne hanno fatto. Delle due l’una: o sono troppi i giornalisti che dovrebbero tornare a scuola, in quanto non in grado di separare la chiacchera dagli elementi rilevanti dell’inchiesta, o questi elementi rilevanti, e sia chiaro solo relativamente a Guido Bertolaso, nell’ordinanza proprio non ci stanno.

Della presunta corruzione, non un solo elemento di prova sembra sia contenuto nell’ordinanza, la quale si limita a tracciare solo uno scenario possibile.

Scrive il giudice: «Dalle operazioni di monitoraggio telefonico è emerso che Guido Bertolaso risulta essersi incontrato assai frequentemente con Diego Anemone e almeno uno di questi incontri è stato preceduto da frenetici dialoghi telefonici dell’Anemone tesi, con ogni evidenza, al rapido procacciamento di una consistente somma di denaro.

Inoltre Anemone in varie occasioni si è premurato di informare preventivamente di questi incontri Angelo Balducci e Mauro Della Giovampaola contattandoli al termine degli incontri medesimi per riferirne cripticamente l’esito a conferma della loro attinenza con le cointeressenze di natura illecita che il gruppo Anemone coltiva con i pubblici ufficiali.

L’episodio cui si fa riferimento risale al 21 settembre 2008, alle 10.30 Anemone deve incontrare Bertolaso. Un’ora prima telefona a don Evaldo, sacerdote per conto del quale sta eseguendo lavori edili.

Anemone: Senti don Eva’, scusa se ti scoccio… stamattina devo vedere una persona verso le 10.30-11.00, tu come stai messo?
Don Evaldo: Di soldi? Qui ad Albano ce n’ho 10 soltanto. Giù a Roma potrei darteli… Debbo poi portarli in Africa… mercoledì vediamo un po’…

Secondo gli inquirenti “i due si accordano per l’indomani”.

Anemone: Eh ma oggi non ce la facciamo eh? Domani… domani. mattina faccio un salto caso mai.

In una telefonata di due giorni dopo, sottolinea il giudice, “Anemone sembra quantificare in 50.000 euro la somma di denaro richiesta e ottenuta da don Evaldo”.

Questo episodio così viene commentato nell’ordinanza: “Guido Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l’imprenditore Diego Anemone con il quale spesso si incontra di persona. In previsione di taluni incontri Anemone si è attivato alla ricerca di denaro contante, tanto che gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza ritenere che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro a Bertolaso”.

Gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza ?

Il sospetto è ancora solo un sospetto ed i fatti sono tutti da accertare ma si ritiene di aprire comunque un procedimento giudiziario in presenza di una pura e semplce, al momento, elucubrazione mentale. Ma dico, siamo matti !

Le parole dei giudici infatti delineano in assenza di riscontri fattuali solo un quadro di sospetti e tali restano in assenza di dati numeri, circostanze documentate. Restano parole, affermazioni pesanti quanto vuote di riscontri che non dimostrino alcunchè e tanto meno un qualsiasi ruolo da corrotto dello stesso Guido Bertolaso.

Altro è il discorso sulle eventuali responsabilità politiche del Bertolaso e sui doverosi controlli e provvedimenti che deve predisporre chi sta in alto nella scala gerarchica a garanzia della correttezza dei suoi sottoposti e per i quali nel caso di quanto emerge già nell’ordinanza non può esimersi dal pagare politicamente.

Per questa responsabilità politica, e non per essere indagato in questo modo, Guido Bertolaso aveva fatto bene a presentare doverose dimissioni.

E’ stato un errore imperdonabile l’averle ritirate.

Come si è detto sono le intercettazioni telefoniche a rivelare come Anemone si preoccupasse di compiacere Bertolaso anche nei momenti liberi.
Il tenore dei dialoghi intercettati induce il giudice a ritenere che Bertolaso abbia usufruito presso il centro, all’uopo chiuso al pubblico, di prestazioni di natura sessuale e che a tale specifico fine il Rossetti abbia ingaggiato una donna che si è intrattenuta con Bertolaso.

In particolare nel documento viene citato un episodio che risale al 14 dicembre 2008 quando “viene fatta giungere una donna di nazionalità brasiliana, di nome Monica (con ogni verosimiglianza una prostituta gestita da tale Regina), che intratterrà Bertolaso”.

Ma mancano i riscontri relativamente all’incontro della donna con il Bertolaso.

E poi si sottolinea come il capo della Protezione civile “si è recato più volte presso il centro usufruendo delle prestazioni di tale Francesca” almeno dodici volte tra il 2008 e il 2009, che sono state annotate nelle loro informative dai carabinieri del Ros.

Ma sulla “tale Francesca” niente sappiamo dagli atti dell’inchiesta.

Stralci dell’inchiesta:

È il 21 novembre 2008.
Bertolaso: sono Guido buongiorno
Rossetti: buongiorno, tutto bene?
Bertolaso: Sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti… se oggi pomeriggio Francesca potesse… io verrei volentieri… una ripassata.

Sei mesi dopo, l’11 marzo 2009, Bertolaso chiama Rossetti e lo avverte che «stanno venendo i miei due ragazzi che avevano una cosa per Francesca che gli dovevo mandare da tanto tempo».

Il 21 settembre 2008, annota il gip nella sua ordinanza, “l’Anemone, unitamente al Rossetti (Simone Rossetti, indagato, gestore del Salaria sport village – ndr)”, si attiva per organizzare la “cosa megagalattica”.

Rossetti: …capo
Anemone: …eccomi R.:…allora domenica prossima alle 8
A.: …di quello che parlavamo prima…?
R.: … si si… cosa megagalattica
A.: …ma li da voi?
R.: …chiudo il circolo due ore prima…festa al Centro Benessere
A.: …benissimo okay
R.: … (inc)… con lui
A.: …eh?
R.: …tre persone con lui (…)
A.: …grazie… quindi l’ora a che ora è?
R.:…io direi per le 8 così ci organizziamo.. un po’ di frutta prima… champagne… frutta … un po’ di colori fuori… cose

Il 23 settembre altra conversazione intercettata tra i due.

Anemone: …2 cose… la prima al 99% domenica va bene
Rossetti: …okay… perfetto
A.: …me lo conferma sabato… però m’ha detto che al 99%… si
R.: … okay… sicuramente ci costerà qualche soldino
A.: non mi frega un c. Simò
R.: …no, no, io ’ste cose A.:…sì, sì, però mi raccomando…la riservatezza tua e basta…Simò
R.: … ah…Diè…tranquillo proprio…

I due parlano ancora della festa il 25 settembre.

Rossetti: …senti quante situazioni devo creare?…una…due
Anemone: ….io penso due… lui si diverte… due
R.: …tre?…che ne so!
A.: …eh la Madonna!
R.: …(ride) va bene… a posto
A.: …di qualità!
R.: …assolutamente

Bertolaso, in una telefonata ad Anemone del 27 settembre, spiega però di non poter essere a Roma la sera dopo, domenica.

Anemone: …quindi non ci sei domani sera
Bertolaso: …no domani sera… ahimè non ci sono
A.: … ho capito…
B.: …però conto che l’offerta possa essere ripetuta ovviamente in un’altra occasione (…)
A.: …come no! come no!…grazie…ci sentiamo in settimana.

E infine Marrazzo si dimise

Roma, 27 ott. (Adnkronos/Ign) – Piero Marrazzo ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Regione Lazio, dopo lo scandalo che lo ha coinvolto. Lo comunica una nota dell’ufficio stampa della Regione. Intanto Marrazzo avrebbe lasciato la sua casa romana per prendersi qualche giorno di riflessione in un istituto religioso.
“Le mie condizioni personali di sofferenza estrema non rendono più utile per i cittadini del Lazio la mia permanenza alla presidenza della Regione Lazio – scrive Marrazzo, in una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale Bruno Astorre e al vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino -. Comunico con la presente le mie dimissioni definitive e irrevocabili”. “A tutti coloro che mi hanno sostenuto e a quanti mi hanno lealmente avversato – prosegue Marrazzo – voglio dire che finché mi è stato possibile ho operato per il bene della comunità laziale. Mi auguro che questo mi possa essere riconosciuto al di là degli errori personali che posso aver commesso nella mia vita privata”.

Marrazzo, si dimetta please !

Non tanto per i suoi, non rivelati in precedenza, orientamenti sessuali, per come tuttavia e senza ipocrisie un uomo pubblico ha il dovere e l’obbligo morale di fare, quanto per non avere denunciato per tempo il ricatto.

E non ci si arrampichi sugli specchi del complotto e della barbarie della lotta politica, come fa D’Alema il quale dichiara: (ADNKRONOS)- “Trovo spiacevole queste forme di intrusione nella vita delle persone e ho l’impressione che ci sia un certo rischio di imbarbarimento”, per giustificare ciò che non è perdonabile al cittadino comune, figurarsi al reggitore della cosa pubblica.

Ma oggi ciò che si legge per esempio qui non lascia più spazio a dubbi di alcun tipo su quale sia l’unica cosa che Marrazzo deve fare e presto.

*** – A costo di attirarmi l’accusa di sciacallaggio, del solito “pierino”, rilevo per la cronaca che anche Marrazzo, come Bassolino è un sostenitore della mozione Pierluigi Bersani.

Salemi: a dire basta ora è Vittorio Sgarbi

Una nota d’agenzia (Adnkronos) ed un’intervista, pubblicata dalla edizione Palermo de “la Repubblica” di oggi 10 ottobre, per dire che: “Il sindaco di Salemi (Trapani), Vittorio Sgarbi, stamane ha revocato l’incarico di assessore a Oliviero Toscani.
Il fotografo, che aveva la delega alla Creativita’, alla Comunicazione e ai Diritti umani, nonostante avesse piu’ volte annunciato alla stampa l’intenzione di dimettersi, non ha mai formalizzato questo intendimento, e cioe’ non ha mai presentato al Comune la lettera di rinuncia alla carica assessoriale.

Toscani è ingeneroso, le sue invettive sono false e senza prove. A questo punto lo caccio io.

Ho deciso di revocargli l’incarico perche’ e’ venuto meno il rapporto fiduciario. Ovviamente l’attivita’ dell’assessorato alla Creativita’ continuera’ con nuovi stimoli e nuove risorse per dimostrare che in Sicilia e’ possibile lavorare e non vi e’ la condizione di dover scappare.“.

Il sostituto di Toscani sara’ nominato con molta probabilita’ gia’ lunedi’ prossimo.

E nell’intervista Sgarbi precisa inoltre, ancora una volta, il suo rapporto con Pino Giammarinaro con una serie di affermazioni abbastanza secche: “E’ stato Giammarinaro a volermi come sindaco di Salemi. Mi ha chiamato lui e siamo qui grazie a qiesta unione. Ma poi io mi sono messo a fare il sindaco e adesso decido solo io. Lui controllerebbe tutto ? A stento è riuscito a ottenere una miseria, tremila euro, per un torneo di volley. Idem la sua richiesta per un gruppo musicale, a costo zero.“.

Ed ancora: “Riguardo a Giammarinaro che posso dire ? Voleva che in giunta ci fossero uomini suoi, voleva nominare il vice-sindaco, è vero. E tanti altri. Ma io non ho voluto. Alla fine i personaggi che possiamo ricondurre a lui sono gli assessori Angelo Calistro e Caterina Bivona.“.

Giammarinaro è privo di capacità politica, o meglio, di capacità di condizionamento. Se Toscani ha le prove di qualcosa le tiri fuori.“.

Ed infine la stoccata finale a Oliviero Toscani (o a Pino Giamamrinaro ?): “[Oliviero Toscani]non vuole fare l’assessore alla Creatività perchè crede che tutto sia controllato da Giammarinaro ? E’ come se dicessi che io non posso fare il sindaco di Salemi perchè c’è Matteo Messina Denaro.“.