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Provincia di Trapani, una vicenda oscura e dall’epilogo inquietante
La vicenda è quella dei residui passivi della Amministrazione della Provincia Regionale di Trapani, di cui si è scritto qui e qui.
Eravamo fermi al punto in cui il responsabile del settore finanziario Giuseppe Fundarò dopo la verifica dei dati contabili, aveva posto la sua firma sulla determina che ridefiniva il quadro dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi 2007 e precedenti e dalla competenza dell’esercizio 2008.
Si erano accertati residui attivi per 59.663.332 euro e residui passivi per 39.300.482,17 euro, restavano da accertare le responsabilità di quello che per certi versi assumeva tutto l’aspetto di un bilancio parallelo, ad uso e consumo di politici e/o funzionari tutti ancora da accertare.
Tanta ansia di trasparenza da parte del presidente Turano ha fino ad ora (a leggere l’edizione di oggi de La Sicilia) prodotto un solo frutto, le dimissioni di colui che aveva accertato l’esistenza e la consistenza del bilancio parallelo, il dirigente del settore finanziario Giuseppe Fundarò.
Inquietante, assolutamente inquietante.
“Dopo la vicenda del «tesoretto»
Dimissioni «pesanti» alla Provincia lascia il dirigente delle Finanze
Si prevede una girandola di nomine all’interno della burocrazia che è stata ridisegnata
Sono dimissioni «pesanti» e che faranno discutere quelle arrivate sul tavolo del presidente della Provincia, l’onorevole Mimmo Turano. Sono quelle che ha rassegnato, per motivi personali, già da venerdì scorso, Giuseppe Fundarò che da alcuni anni è dirigente dei servizi finanziari dell’amministrazione provinciale.
Uno dei più alti in grado della burocrazia provinciale, sopratutto per la delicata poltrona sulla quale è andato a sedere, quella dalla quale vengono mossi i meccanismi della spesa della Provincia regionale.
E negli ultimi tempi questi meccanismi sono stati nell’occhio del ciclone, da quando si è scoperto che gli «avanzi» di amministrazione non erano quelli certificati negli ultimi bilanci, ma erano molti di più. Gli «avanzi» sono i soldi impegnati e non spesi, costituiscono i cosidetti residui, ed erano davvero tanti quelli che erano sfuggiti ai «conti», tant’è che sin dal primo momento, da quando fu fatta questa scoperta, si è parlato di un «tesoretto». In soldoni, 40 milioni di euro. Soldi che se non finivano nei bilanci erano così, come sospesi, posti in un limbo, quasi a costituire un «bilancio parallelo». Una vicenda che non è stata mai chiarita fino in fondo. Liquidata dallo stesso presidente Turano come un errore burocratico. Sotto silenzio l’aspetto delle responsabilità, non è stato spiegato nemmeno se ne sono state rilevate. Sta di fatto che i dirigenti dei diversi servizi hanno dovuto passare ore e ore a fare le ricognizioni per risalire a tutti i residui, a tutti i soldi che erano rimasti non spesi sebbene avevano avuto precise destinazioni. Al momento costituivano come delle «riserve» per ogni settore.
Le dimissioni oggi del dirigente degli uffici finanziari Fundarò (che è assessore comunale a Castellammare) sebbene non spiegate (ma nemmeno ufficializzate fuori da Palazzo Riccio di Morana) seguono quasi la sorte di quegli «avanzi». Anche le dimissioni sono state poste in una sorta di «limbo» dove non è agevole accedere per capire cosa succede. Sono da mettere in relazione al «tesoretto»? O dopo il riordino della burocrazia provinciale adesso è il momento del riordino delle figure dirigenziali? Adesso ci sarà sicuramente una girandola nella riassegnazione delle dirigenze, Turano potrebbe approfittarne per collocare suoi «uomini» e rafforzarsi, nonostane le «bizze» della sua maggioranza.“
da “La Sicilia“
Provincia di Trapani, il bilancio parallelo c’è !
Ricordate la vicenda raccontatavi qui ?
Ora sembra proprio che se ne stia venendo a capo.
Il dirigente del settore finanziario Giuseppe Fundarò dopo una attenta ed approfondita verifica dei dati contabili, ha posto la sua firma sulla determina che ha ridefinito il quadro dei residui attivi e passivi “provenienti dagli esercizi 2007 e precedenti e dalla competenza dell’esercizio 2008.
Per chi legge, i residui passivi sono le somme impegnate ma non ancora spese e i residui attivi le entrate accertate ma ancora non incassate.
Per quanto riguarda i residui passivi, la verifica interna si è conclusa (vi risparmio i decimali) con l’accertamento di 19.744.422 euro di residui passivi pagati, 50.368.950 euro di residui passivi cancellati, 22.186.479 euro di residui passivi riaccertati alla chiusura della gestione delle spese relative agli anni 2007 e precedenti, 17.114.002 euro di residui passivi accertati alla chiusura della gestione delle uscite di competenza relative all’anno 2008.
Dati certi anche per i residui attivi. Sono 17.280.539 euro quelli eliminati per avvenuta estinzione legale, 827.676 euro riguardano invece i residui attivi eliminati per erroneo accertamento del credito. Neanche un euro nell’accertamento di residui attivi da riscuotere. Sono invece stati accertati residui attivi alla chiusura della gestione delle entrate relativi agli anni 2007 e precedenti. Si tratta di 53.305.845 euro. E’ stata accertata la consistenza dei residui attivi alla chiusura della gestione delle entrate di competenza relativi al 2008. Si tratta di 6.357.486 euro.
In sintesi i residui attivi accertati sono 59.663.332 euro.
I residui passivi sono invece 39.300.482,17 euro.
Con questi chiari di luna si comprende perchè, seppure con fatica, la conferenza dei capigruppo abbia trovato una sintesi interlocutoria, ma ferma al suo interno e l’abbia comunicata al presidente della Provincia Mimmo Turano.
Nella nota del presidente del consiglio Peppe Poma del 9 luglio è detto: “Sottopongo alla sua attenzione la decisione della conferenza dei capigruppo con richiesta di acquisire, nel termine di 20 giorni, le relazioni dei dirigenti di ciascun settore dell’amministrazione, necessarie per il controllo politico-amministrativo che i consiglieri intendono svolgere nell’esercizio delle loro funzioni“.
Una moratoria di venti giorni per evitare che la conferenza dei capigruppo torni a discutere dell’istituzione di una commissione d’indagine così come proposto, dal gruppo consiliare del Partito Democratico.
Ora le relazioni dei dirigenti dovranno dare conto “delle operazioni compiute e dei motivi che hanno determinato la permanenza dei singoli residui ora oggetto di cancellazione”.
E mago Turano tirò fuori quattro coniglietti …
Rimpasto, rimodulazione, rilancio, definitelo come più vi aggrada, noi preferiamo chiamarlo “numero“, come quello che fanno i maghi nella penombra, illuminati dall’occhio di bue, al mitico rullare dei tamburi.
E voilà in serata il presidente della Provincia di Trapani Mimmo Turano ha revocato, l’incarico agli assessori, Maria Giovanna Maglie (UDC), Andrea Di Girolamo (Pdl, Giulia Adamo) e Davide Fiore (MPA) dopo che in precedenza aveva già sfiduciato l’assessore all’Ambiente e al territorio, Girolamo Pipitone.
Al loro posto, dal solito cilindro, il presidente ha tirato fuori, quali componenti della nuova Giunta Provinciale i nomi di Francesco Gancitano di Mazara del Vallo (Udc), Michele Cavarretta di Erice (Pdl Marrocco), Guglielmo Anastasi di Marsala (Pdl D’Alì), Francesco Todaro di Calatafimi (Mpa, Ruggirello).
Gli applausi del pubblico stentano a partire.
Uomo avvisato …
Nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale di Trapani, Maurizio Sinatra consigliere del Pdl nel ritirare la fiducia, a nome di un numeroso gruppo di consiglieri, ha diffidato, in modo inelegante ma efficace, il capogruppo del Pdl Pietro Russo, dal partecipare alla conferenza dei capigruppo: “Se lo farà sarà a titolo personale e di conseguenza il suo emolumento verrebbe percepito senza alcuna legittimazione e sarebbe necessario l’intervento della Procura della Corte dei Conti”.
Trapani, il bicchiere è mezzo vuoto
Sulla vicenda della Autorità Portuale e quindi sul destino del Porto di Trapani, il presidente di Confindustria Trapani, Davide Durante, invita con durezza, la politica e le istituzioni a darsi da fare.
Gli imprenditori locali sono preoccupati perchè non si registrano risposte concrete per un problema che rimane ancora irrisolto: “Registriamo, in questi giorni, un crescendo di attenzione sulla nota questione dell’Autorità Portuale di Trapani, prossima alla liquidazione. Dal consiglio comunale della città, a Sua Eccellenza il vescovo Miccichè, al senatore D’Alì ed a tanti altri, parlamentari e politici … Ci piace immaginare, anche con un pizzico di ottimismo, che un tale schieramento di forze bipartisan non potrà non produrre il risultato auspicato di evitare la chiusura dell’Autorità Portuale di Trapani e di rilanciarne anzi la sua funzione ad Autorità Portuale di sistema dei porti della provincia di Trapani. Non voglio entrare qui nella diatriba se basta aggiungere Favignana e Castellammare del Golfo e poi per il resto si vedrà. La nostra posizione è nota. L’Autorità di sistema di tutti i porti della provincia per cui i diversi enti locali interessati si sono già, peraltro, espressi positivamente … Ci chiediamo cosa ha fatto la politica dall’agosto del 2007 quando lanciammo l’allarme e dall’ottobre del 2007 allorquando associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali, tutti insieme, propponemmo l’Autorità di sistema. Ancora una volta lo scorso ottobre abbiamo dovuto rilanciare un nuovo, forse più accorato, allarme affinchè la questione ritornasse al centro dell’attenzione del territorio e delle sue variegate espressioni politiche, istituzionali, sociali ed economiche …Nessun alibi. Se l’Autorità Portuale muore e con essa ogni ipotesi di rilancio e di crescita della nostra portualità, saremo tutti responsabili”.
Giovedì scorso un magistrato, il Pm Massimo Palmeri, mette sotto sequestro la discarica di Borranea a seguito di una ispezione condotta dalla Guardia di Finanza e scaturita da esposti che lamentavano emissione di polveri e gas e mette nei guai nove Comuni (Trapani, Paceco, Valderice, Erice, Buseto, San Vito, Pantelleria, Egadi, Custonaci) I quali lì conferiscono la spazzatura e che allo stato non hanno dove portare i rifiuti solidi urbani.
Nel frattempo i lavori chiesti dalla Procura sono stati completati, e presto potrà riprendere il conferimento, non più però alle nove amministrazioni ma solo ad otto perchè intanto a seguito di un diverbio scoppiato sabato in Prefettura il sindaco di Trapani Girolamo Fazio ha revocato l’autorizzazione a conferire rifiuti, nella discarica di Borranea, al Comune di Paceco.
Il sindaco Fazio infatti ha diffidato il comune di Paceco dal continuare a conferire i propri rifiuti nella discarica di Borranea, impianto, che è stato realizzato con fondi del comune di Trapani, come ricordato in una nota diramata oggi dal sindaco di Trapani.
Durante quella riunione in Prefettura un incauto assessore all’Ecologia e ambiente del Comune di Paceco aveva chiamato in causa le responsabilità della Trapani Servizi, la società che gestisce l’impianto di Borranea.
Da qui la decisione di Fazio, che ha ricordato come il comune di Paceco non sia né proprietario né socio dell’impianto, né vi siano obblighi per il Comune di Trapani di ricevere i rifiuti della cittò di Paceco.
La pensa diversamente il sindaco di Paceco Biagio Martorana, che ha chiesto aiuto al prefetto Stefano Trotta e annunciato l’intenzione di continuare a portare i rifiuti a Borranea.
Il piano sanitario regionale ridimensiona i posti letto ed i presidi sanitari.
Il Piano di Riordino proposto nei giorni scorsi del direttore dell’ Ausl 9 di Trapani Gaetano D’Antoni e dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo per il presidente della Provincia Trapani Mimmo Turano il piano di riordino è “meno di una proposta, solamente carta straccia”.
Il Piano non convince Livio Marrocco che vi intravede l’obbiettivo di smembrare definitivamente la struttura ospedaliera di Trapani: ” E’ necessaria una strategia complessiva che permetta di ridare dignità agli ospedali della provincia e, allo stesso tempo che miri a valorizzare tutte le strutture ospedaliere senza penalizzarne nessuna“.
Fin qui le emergenze, per le ipotesi e i programmi di sviluppo c’è tempo.
Ortisi contro Sgarbi, Sgarbi contro Ortisi (2)
Sembra che TrapaniOK , con Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi e Peppe Ortisi consigliere provinciale di Rifondazione Comunista , si sia assunto il compito che di recente è stato di Dagospia nell’alimentare e dare spazio alla querelle Travaglio – Facci.
In quel caso la querelle è finita in querela, in questo caso ancora no, ma è pur vero che siamo solo agli inizi.
Dopo avere richiamato le precedenti dichiarazioni di entrambi, ecco la replica di Peppe Ortisi che, con una dichiarazione da “politico politicante” , tenta di accendere ulteriori contraddizioni nello schieramento di centro-destra che attualmente governa la Provincia:
“Vittorio Sgarbi è un simpaticone, anche se il trucco di storpiare i nomi, già utilizzato da Emilio Fede, non è degno della sua indubbia intelligenza. Lui sicuramente non mi conosce, ma io me lo ricordo bene quando nel 1998 venne a Favignana per un comizio a sostegno della candidatura di D’Alì a sindaco. Fu una esperienza unica ed esaltante. Sgarbi parlò di milioni di morti vittime del comunismo, di cui io ero evidentemente corresponsabile, ma i favignanesi non gli credettero tanto da eleggermi sindaco prevalendo sul senatore. Naturalmente non posso colpevolizzare Sgarbi per la sua debole memoria, e nemmeno perché dimentica di essere stato “importato” a Salemi da uno dei capi Udc e di avere partecipato alla spartizione dei posti della Giunta provinciale: l’assessore Maglie è tale infatti non per meriti speciali ma solo perché indicata dal duo Sgarbi-Giammarinaro e resiste nonostante gli attacchi ripetuti del suo stesso schieramento. Sgarbi non faccia quindi il modesto, qualità che d’altronde gli è assolutamente estranea: lui non è uno capitato per caso, ma un titolato e potente membro della classe politica di centrodestra che governa la nostra provincia e gran parte degli altri enti locali, con legami saldi che, peraltro, lui rivendica pienamente. La smetta quindi di atteggiarsi a “battitore libero” e sfoderi gli artigli, che ha sempre ben affiliati, per difendere il suo ruolo politico e di potere seriamente minacciato da quelli che dovrebbero essere i suoi alleati ma sembrano pronti a scaricarlo definitivamente.“
Personalmente la cosa che più mi impressiona nelle dichiarazioni dei politici trapanesi è l’assenza, il più delle volte, di ogni e qualsiasi richiamo ai drammatici problemi della Provincia di Trapani e della sua gente, e l’apparire tali problemi, quando richiamati, solo dei pretesti per discorsi vuoti, privi di ogni e qualsiasi possibilità di sviluppo in favore dei cittadini, delle associazioni e delle imprese della provincia di Trapani.
Comunque di seguito la controreplica di Vittorio Sgarbi:
“Al temibile Ortizi – antagonista del senatore D’Alì – che ha liberato Favignana dal temuto dominio del centrodestra dico che io non sono di centrodestra, non sono democristiano e non faccio “duo” con nessuno. La storia è questa: il senatore Calogero Mannino, vittima dell’antimafia – ma per i malevoli mafioso – mi ha chiesto di suggerire, per il bene del presidente della Provincia Turano, un assessore di impegno culturale e di immagine. Ho pensato e proposto dapprima la studiosa e giornalista di “La Repubblica” Daria Galateria, che ha rifiutato; quindi ho indicato, informandola – ma non informando Giammarinaro – Maria Giovanna Maglie, di cui apprezzavo il carattere forte. Giammarinaro non ha condiviso. Nessuno mi sembra intenzionato a scaricarmi, e io avanzo senza limitazioni trovando sostegno alle proposte che tutti conoscono e di cui tutto il mondo parla, restituendo l’onore a Salemi che questo Ortizi vuole ricacciare sotto il dominio della mafia per dare senso alla sua vita politica sprecata.“
Alla prossima.
Sicilia: dell’ assenza di un giudice a Berlino, ovvero di elezioni mafia e legalità
Prima notizia.
Non è stato accolto il ricorso della Sinistra Arcobaleno sulla validità delle elezioni regionali 2008 per “vizi di forma” dal Tribunale Amministrativo Regionale.
Motivazione deboluccia, ma si sa anche i magistrati del TAR sono uomini e nella prospettiva più che concreta di provocare, con la loro decisione conseguente all’accoglimento del ricorso, un terremoto politico per via giudiziaria, meglio rinviare il tutto ed allungare I tempi della decisione, che si sa il tempo porta consiglio.
Il ricorso mirava da un lato ad invalidare le intere elezioni regionali, dall’altro all’esclusione delle liste Pdl e Lombardo Presidente in Provincia di Trapani.
In questo secondo caso si sarebbe avuto un terremoto politico di non poco conto e ben 5 parlamentari della sinistra sarebbero potuti entrare all’Ars, al posto di altrettanti parlamentari del centrodestra.
Così non è stato, il ricorso non è stato accolto, e pertanto i ricorrenti aspettano le motivazioni per vedere di ricorrere ulteriormente al secondo grado di giustizia amministrativa davanti al CGA.
Ma su cosa si basava il ricorso ?
Su una serie di irregolarità amministrative e legali che sarebbero state commesse per presentare le liste.
La legge prevede che devono essere raccolte delle firme in modalità ben precise, su una lista di candidati che deve rimanere quella … e invece come fu e come non fu la lista del Pdl e quella del Presidente Lombardo all’ultimo momento in Provincia di Trapani furono stravolte per i dispetti reciproci e le “imboscate” tra il senatore D’Alì e l’onorevole Adamo. Le liste furono stravolte la mattina stessa della presentazione e l’ex ministro Enza Bono Parrino candidata nella lista PDL, all’ultimo momento fu inserita nella lista del Presidente.
Escludendo anche soltanto la lista del Pdl in provincia di Trapani, la Sinistra Arcobaleno sarebbe oltre il 5%, e porterebbe alla Regione 5 deputati di sinistra, tra cui Rita Borsellino.
Seconda notizia.
Gaspare Corso, 43 anni, Silvana Lo Franco, 32 anni, Vito Potenzano, 58 anni e Francesco Paolo Teresi, 58 anni, sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di brogli elettorali, commessi in occasione delle scorse elezioni amministrative palermitane del maggio 2007.
Corso era candidato (non eletto) al Consiglio comunale con la lista di centrodestra “Azzurri per Palermo”.
Nel marzo scorso, vennero fermati due presidenti di seggi elettorali, sempre per le stesse amministrative. I due presidente sarebbero stati responsabili della falsificazione di schede a favore degli arrestati di oggi.
L’indagine della polizia era partita il 14 maggio 2007, in seguito ad alcuni episodi registrati in due sezioni elettorali. Nelle sezioni 19 e 460 erano state falsificate 450 schede, con contraffazione della parte relativa al voto di preferenza.
Terza notizia.
Nel corso dell’udienza del processo ‘Mafia e Appalti 2′, in corso di svolgimento a Trapani in questi giorni e che vede tra gli imputati il presunto capomafia di Trapani, Francesco Pace e l’ex assessore regionale al Territorio, Bartolo Pellegrino, fondatore del movimento Nuova Sicilia, è emerso che il deputato regionale siciliano del Mpa, Paolo Ruggirello, nel 2001, quand’era candidato al consiglio comunale di Erice con Nuova Sicilia, sarebbe stato sostenuto dalla mafia, che alle stesse elezioni avrebbe sostenuto anche la candidata dello stesso partito al consiglio comunale di Trapani, Francesca Simonte, cognata di Filippo Coppola “u prufissuri”, ritenuto dagli inquirenti personaggio di spicco della mafia di Paceco.
A rivelare lo scenario è stato il sostituto commissario della questura di Trapani, Leonardo De Martino, teste dell’accusa.
Nessuno dei due candidati, tuttavia, fu eletto.
Il teste ha poi riferito che alle regionali del 2006, Bice Ruggirello – sorella di Paolo, e ex membro del CdA della Banca industriale di Trapani – candidata all’Ars per il Ccd avrebbe chiesto un sostegno elettorale a Giuseppe Messina, commercialista del boss trapanese Vincenzo Virga, condannato per mafia.
Anche la Ruggirello non fu eletta.
Considerazione finale.
Non sarà il caso di riflettere sul fatto che in Sicilia più che i brogli e la mafia ad inquinare la vita politica isolana è l’assenza di una giustizia amministrativa certa ed efficiente ?
Settembre a Favignana per il Popolo della Libertà
Se a settembre vi troverete a Favignana con molta probabilità vi capiterà di imbattervi in un deputato o senatore del partito del Cavaliere.
Nell’isola delle Egadi di fronte al mare di Trapani, infatti, dal 12 al 14 settembre, quasi cento deputati del Pdl si incontreranno per rendere concreta la protesta, “contro le continue decisioni dall’alto e la fusione a freddo Fi-An“.
Anima del “Pdl forum” è Nicola Cristaldi (An-Pdl), ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana il quale lamenta assenza di discussione, e di democrazia: “Riceviamo ordini via sms, siamo stanchi, con questa legge elettorale c’è stata una colonizzazione del territorio“.
All’appello del deputato mazarese hanno risposto tra gli altri, Landolfi, Menia, Viespoli, Granata, Malgieri, Leo, Souad Sbai, Saltamartini e Poli Bortone di An. E forzisti tra cui Versace, Scapagnini, D’Alì.
Il titolo del “Pdl forum” è “Dove andiamo, con chi e perché ?“.
Gli interrogativi sono contenuti in un questionario, compilato già da tanti deputati del Pdl i quali alla domanda: “Sei contento di come si sta formando il nuovo partito ?“, hanno detto di no in maniera quasi plebiscitaria.
In realtà uno degli obiettivi primari del costituendo gruppo è quello di riuscire ad aggregare una consistente forza in grado, in occasione della discussione della nuova legge elettorale, di riuscire ad opporsi alla riproposizione del meccanismo della nomina da parte dei vertici ,(ipotesi particolarmente cara a Berlusconi), e di permettere l’introduzione della preferenza o, in subordine, la reintroduzione del colleggio uninominale.
Non per niente nessun invito è partito per i vertici di Fi e An.
“Ma non è una cosa seria”
Provate voi a spiegare ad uno che è nato a Bressanone o a Pinerolo che ciò che accade intorno alla nascita della nuova giunta dell’amministrazione della Provincia regionale di Trapani del presidente Mimmo Turano sia da considerare normale esercizio delle regole democratiche.
In una prima fase, per come prevede la legge l’allora candidato presidente della Provincia Mimmo Turano designa parte della sua Giunta. In particolare: Antonio D’Alì, Giulia Adamo, Eleonora Lo Curto, Paolo Ruggirello, Tony Scilla, Livio Marrocco, Pio Lo Giudice e Francesco Regina. Tutti o quasi designati “in nome e per conto di persona da nominare“, secondo la formula in uso nei compromessi preliminari di compravendita.
All’alba del 26 luglio nasce la prima Giunta Turano, ma non tutta, quasi tutta. Alle 5,30 del mattino, il presidente della Provincia Mimmo Turano pone la sua firma su 11 nomine assessoriali e poi lascia il suo ufficio per andare in vacanza.
Già l’indomani, il presidente della Provincia Turano è nel mirino dell’Mpa che lo accusa di avere disatteso gli accordi politici per la formazione della nuova giunta.
In un delirio di onnipotenza l’onorevole Paolo Ruggirello dell’Mpa, cumula insieme la carica di deputato regionale , assessore provinciale e assessore al Comune di Valderice, come dire che non è solo utile, ma anche indispensabile.
L’onorevole D’Alì e l’onorevole Cristaldi del Pdl dichiarano “Attendiamo che il Presidente rientri dalla vacanze ed assuma le detrminazioni utili al mantenimento di un quadro stabile politico di maggioranza e di operatività amministrativa , che diversamente ci vedrà costretti a posizioni di dissenso“.
Marianna Como, Nicola Lisma e Girolamo Pipitone, tutti assessori designati per il Pdl, nel condividere la nota a firma del Senatore Antonio d’Alì e dell’Onorevole Nicola Cristaldi, decidono di congelare la loro accettazione in attesa di una complessiva ricomposizione del quadro politico.
Rientra la contestazione del Pdl e Marianna Cuomo, Girolamo Pipitone e Nicola Lisma accettano la nomina ad assessori, “per senso di responsabilità”.
Il coordinatore provinciale del Movimento per le Autonomie Vincenzino Culicchia annuncia che gli assessori dell’MPA si ritirano dalla giunta di Mimmo Turano e non accetteranno l’incarico.
La presidente provinciale dell’Udc, lo stesso partito del presidente Mimmo Turano, Maria Pia Castiglione dichiara: “Turano continua a muoversi da capo corrente piuttosto che da presidente e segretario di partito“.
Qui mi fermo.
Quanto a programmi, urgenze, ed azione amministrativa, c’è tempo, e diversamente che a Pinerolo e Bressanone qui fa caldo, tanto caldo.
Dichiarazione del Senatore Antonio D’Alì
“Il turno elettorale amministrativo in provincia di Trapani, chiusosi con i ballottaggi di domenica e lunedì, ha segnato un quadro di grande chiarezza e alcune importanti novità.
La vittoria del centrodestra è inequivocabile, valga per tutte l’elezione del presidente Turano.
Da cogliere con attenzione vi sono alcune rilevanti novità che indicano l’interesse degli elettori a proposte di cambiamento non solo politico (vedi lo storico ribaltamento di Valderice), ma anche personale. Da questo punto di vista l’elezione di Bresciani a Castellammare del Golfo e di Sgarbi a Salemi, rappresentano i segnali più significativi del libero orientamento dei cittadini verso scelte di forte innovazione.
Sono certo che con loro e con tutti i sindaci neo eletti si avvierà un’intensa stagione di collaborazione nell’ attuazione di un comune programma di sviluppo del territorio trapanese e di politiche per i suoi abitanti.”











