E’ crisi politica in Francia con uno scontro violento fra maggioranza di destra e opposizione socialista all’Assemblea nazionale. Al centro della polemica la legge di riforma dei lavori parlamentari portata avanti dal governo di Nicolas Sarkozy – che prevede di limitare la durata dei dibattiti e il diritto d’ emendamento – e contro la quale l’opposizione sta conducendo da giorni una dura battaglia.
A far salire ulteriormente la tensione e a provocare la protesta in aula è stato l’esame dell’ articolo 13 della legge, che prevede che “gli emendamenti presentati dai membri del parlamento possono essere messi in votazione senza discussione“.
L’ opposizione accusa il Presidente Sarkozy di voler ‘imbavagliare’ il parlamento e i parlamentari.
Così ieri sera i deputati socialisti si sono messi a cantare la Marsigliese, hanno scandito ‘Democrazia, democrazia’ e hanno lasciato l’ emiciclo chiedendo le dimissioni del presidente dell’Assemblea, Bernard Accoyer, dell’Ump, il partito di Sarkozy.
I socialisti hanno continuato la protesta oggi, boicottando la seduta – trasmessa in diretta tv da reti parlamentari e ‘all news’ – dedicata alle domande d’attualità al governo.
Inoltre i due vice presidenti socialisti dell’Assemblea – così ha deciso il partito – non presiederanno più le sedute.
I parlamentari socialisti si ritirano sull’Aventino? Sembra di no, anche perché hanno già annunciato battaglia sui prossimi testi che arriveranno in aula.
I deputati socialisti – molto più battaglieri da quando segretario del partito è diventata Martine Aubry – saranno sicuramente in aula il 27 gennaio quando presenteranno il ‘contro-piano di rilancio” contro la crisi, da 50.5 miliardi di euro.
E’ un ‘contro-piano’ rispetto a quello annunciato dal presidente Sarkozy, di 26 miliardi di euro, giudicati insufficienti perché immetterebbero di fatto nell’economia nazionale appena 4 o 5 miliardi di euro.
I socialisti vogliono invece immettere nell’economia al netto circa 40 miliardi di euro, cioé il 2% del pil, da impiegare soprattutto per incentivare insieme investimenti e consumi.
Fra le priorità del ‘contro-piano’, oltre ad aiuti per alcuni settori in crisi come quello automobilistico ed edilizio, una serie di interventi immediati come una quota di 500 euro destinata alle fasce sociali più deboli. Una misura che riguarderebbe 9 milioni di francesi.
Il ‘contro-piano’ prevede anche la diminuzione di un punto percentuale sull’Iva, l’aumento del 3 per cento del salario minimo garantito e la creazione di 100 mila posti di lavoro ‘assistiti’.