Castellammare del Golfo tutti i risultati delle amministrative 2013, gli eletti in Consiglio Comunale

Ha vinto Nicola Coppola che ha saputo costruire il successo suo personale e delle sue liste con rassicurante tranquilla determinazione. Tuttavia è da rilevare che Nicola Coppola ottiene la maggioranza in consiglio non solo per i suoi meriti, ma anche grazie alla dabbenaggine di quanti tra gli avversari hanno messo in piedi liste improvvisate e deboli. Le ben sette liste su quindici che sono rimaste sotto la soglia del cinque per cento hanno consentito alla coalizione di Nicola Coppola di potere conseguire il premio di maggioranza grazie al 50,71% così realizzato pur partendo da un valore assoluto della sua coalizione del 36,69%, inferiore quindi al quaranta per cento.
Ben 2.631 tra gli elettori che si sono recati alle urne (più del doppio di quanti hanno votato la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti) sono rimasti vittime dei giochi di prestigio dei maghi improvvisati della politica castellammarese.
E se la partita per il sindaco è definitivamente conclusa, quella per il consiglio comunale rimane comunque aperta ed avrà degli strascichi visto che una lista (CastellammareSI) risulta sotto soglia con il 4,99% e che in più di una lista un solo voto o due separa l’ultimo degli eletti dal primo dei non eletti, o addirittura come nel caso del PD da una manciata di candidati.

Elettori 14.885
Votanti 10.014 67,28%
Voti validi per l’elezione del Sindaco 8.391
Voti validi per l’elezione del consiglio 9.521

Candidati a Sindaco Voti %

Nicola Coppola 3.019 35,98%
Maria Tesè 2.336 27,83%
Piero Russo 2.130 25,39%
Salvatore Fundarò 777 9,26%
Valentina Mattarella 129 1,54%

Liste Voti % Seggi

PDL 1.220 12,81 3
Cambiamenti 1.050 11,03 2
Lavoro e Sviluppo 983 10,32 3
Castellammare Democratica Unita 843 8,85 3
Lista SIamo Castellammare 841 8,83 3
Partito Democratico 827 8,69 3
Partito dei Siciliani MPA 614 6,45 2
UDC 512 5,38 1
Lista CastellammareSi 475 4,99
Volare per crescere insieme 465 4,88
Nello Musumeci Presidente 441 4,63
Il Megafono-Lista Crocetta 356 3,74
Con Noi per Castellammare 331 3,48
Avanti Veloce 322 3,38
M5S 241 2,53

Gli eletti al Consiglio Comunale (dati non ufficiali)

PDL

Palmeri Angelo 235
Fausto Giuseppe 157
Cassarà Rosalba 139

Primo dei non eletti: Pilara Giovanni 137

Cambiamenti

Cruciata Stefano 155
Labita Vitalba 151

Primo dei non eletti: Naso Federica 143

Lavoro e Sviluppo

Di Gregorio Lorena 251
Di Bartolo Giacomo 149
Foderà Franco 124

Primo dei non eletti: Di Filippi Mario 103

Castellammare Democratica Unita

Canzoneri Gaspare 210
Ancona Laura 182
Paradiso Maurizio 149

Primo dei non eletti: Barbara Marilena 148

SIamo Castellammare

Blunda Daniela 167
Bucca Domenico 141
Cruciata Giuseppe Maria 130

Primo dei non eletti: Di Benedetto Giuseppa 117

PD

Maltese Mariano 119
Motisi Ivano 108
Crescendo Nicoletta 92

Primo dei non eletti: Coppola Camillo 91

*** Update delle 21,10 del 11/06/2013
I dati ufficiali sembra che diano Coppola Camillo come terzo eletto del PD, in questo caso sarebbe fuori dal Consiglio Crescendo Nicoletta

Partito dei Siciliani MPA

Norfo Giuseppe 204
Mione Giuseppe 123

Primo dei non eletti: Fiordilino Stella 117

*** Update delle 21,10 del 11/06/2013
I dati ufficiali sembra che diano Fiordilino Stella come seconda eletta dell’MPA, in questo caso sarebbe fuori dal Consiglio Mione Giuseppe

UDC

Lo Nano Anna 201

Primo dei non eletti: De Stefano Vincenzo 107

Castellammare del Golfo, il nuovo sindaco è Nicola Coppola

Ha vinto lui
coppola-sindacoMa ha vinto anche lei

Tese-sindaco

 

Lui non ha perso

fundaro-sindaco

 

Lui ha “certamente” perso

Piero Russo

 

Lei invece “non classificata”

Valentina Mattarella

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (16): Ma è tutta una partita tra UDC “veri” ed UDC “falsi” ?

Dopo le dichiarazioni di Giulia Adamo e di Gianni Pompeo non poteva mancare la replica di Mimmo Turano. Il parlamentare regionale e già Presidente della Provincia Regionale di Trapani risponde con durezza ai suoi compagni di partito che contestano la scelta dell’UDC per le amministrative di Castellammare del Golfo di schierarsi con il PDL di D’Alì e La Destra di Musumeci a sostegno della candidatura Russo.

Stanno commettendo sempre lo stesso errore. Alle Regionali quando hanno visto che ero irrangiungibile hanno cercato di far saltare il seggio e di negare un parlamentare all’Udc trapanese. Prima ancora avevano tentato di fare fallire il Pd ad Alcamo e mi hanno costretto a candidarmi a sindaco“, e Turano non esita a definire il “feeling” tra i due (Adamo e Pompeo) “un ritorno di fiamma di un’alleanza fallita“.
Infine Turano si rivolge a Pompeo: “Concordo con lui, le scelte devono essere fatte dalla base ed infatti a Castellammare ha scelto la base. Io in quella città ho preso 800 voti, Pompeo e l’Adamo, assieme sono arrivati a 300 voti. Ecco la base“. Ed infine la stoccata finale: “Io ho sempre lavorato nell’interesse dell’Udc“.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (15): Anche Gianni Pompeo dell’UDC sta con Nicola Coppola

Gianni Pompeo, presidente provinciale dell’UDC, si è dimesso dal suo incarico. La scelta sarebbe conseguenza di quanto verificatosi a Castellammare del Golfo relativamente all’utilizzo del simbolo dell’UDC per le candidature alle amministrative.
Il direttivo locale del partito aveva stabilito l’alleanza col Pd e, invece, il simbolo è comparso nella coalizione col Pdl e l’Mpa per volontà dell’onorevole Mimmo Turano che ha trovato nei quadri dirigenti del partito il bene stare“.

Pompeo si dice “rammaricato” di quanto accaduto e chiede ai vertici del partito “urgente chiarezza su quanto avvenuto“.
Vogliamo sapere se nel partito contano le regole democratiche che tengano conto delle scelte degli organi anche locali oppure le cortesie personali a questo o quell’onorevole. Quello che si è verificato a Castellammare del Golfo è un atto che sfiducia chi crede nei valori e nelle regole democratiche. In quel centro era naturale che il partito avrebbe dovuto sostenere il candidato sindaco Nicolò Coppola, seguendo le direttive degli organi locali. E, invece, nel totale silenzio, gli organi nazionali e regionali del partito hanno consentito che il simbolo, su richiesta dell’onorevole Turano, finisse nella coalizione di centro destra a sostegno del candidato Piero Russo“.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (14): Giulia Adamo sta con Nicola Coppola

In merito alle prossime Elezioni Amministrative di Castellammare del Golfo, l’on. Giulia Adamo – sindaco di Marsala – ha rilasciato la seguente dichiarazione:

È con profondo stupore che ho appreso l’assegnazione del simbolo dell’UDC ad un candidato sindaco di Castellammare del Golfo proposto dal PDL e dall’MPA, a differenza di quanto stabilito dal direttivo comunale che riproponeva l’alleanza con il PD. In contrasto quindi con un progetto politico che – a diversi livelli di amministrazione – ha visto crescere i consensi all’UDC, di pari passo agli impegni assunti nei confronti dei cittadini. Ancor più grave è il fatto che tutto questo sia avvenuto in un territorio che ha necessità di scelte di legalità, di lotta contro il malaffare e il sistema clientelare. Rinnovo, pertanto, la mia fiducia a Peppe Ancona e Gaspare Canzoneri, confermando il mio sostegno al candidato sindaco Nicola Coppola. Mi auguro che i castellammaresi sappiano cogliere l’importanza di tale scelta che è a favore dello sviluppo della città e a beneficio
del territorio, contro una politica arrogante e lontana dall’interesse generale“.

Giulia Adamo

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (13): Personalissime valutazioni a venti giorni dal voto.

Partiamo dal fatto che:

- sono circa 12.000 gli iscritti nelle liste elettorali e circa 9.000 i voti validi che alla luce delle precedenti esperienze saranno espressi.
- sono poco meno di 300 i candidati con un rapporto medio quindi di un candidato al consiglio comunale ogni 30 voti validi.
- che sono cinque i candidati a sindaco con una media quindi (per quel che vale) di un candidato Sindaco ogni 1.800 votanti.

Queste le mie personalissime valutazioni.

Lista Movimento 5 Stelle, la mia stima dice che dovrebbe attestarsi tra i 250 e i 450 voti in considerazione della incompletezza della lista (solo 15 candidati), della esclusione dalla lista (con qualche trasmigrazione anche nelle liste avversarie e dichiarazione di sostegno) di una parte degli animatori locali del movimento e del tipo di competizione nella quale scarsa dovrebbe risultare l’influenza del “brand” Grillo.
La candidata sindaco ritengo potrebbe raccogliere maggiori consensi della lista per il consiglio comunale.

Le due liste a sostegno di Salvatore Fundarò sembrano pressochè equivalenti sul piano della forza esprimibile ed orientativamente attestantesi entrambe mediamente poco sotto la media. Personalmente stimerei per ciascuna una media tra i 400 e i 500 voti. Non dovrebbe superare la somma dei voti delle due liste, il candidato sindaco Salvatore Fundarò.

Le tre liste a sostegno di Maria Tesè, che “a freddo”, cio’è prima che scendessero in campo le altre squadre e che queste cominciassero a giocare potevano valere anche più di 1.600 voti, per quelle che sono le mie conoscenze del pregresso e degli ambienti politico-sociali castellammaresi nell’insieme, ad urne aperte, non dovrebbero superare nel complesso i 1.300 voti, con la candidata a Sindaco che ritengo si attesterà al di sotto di questo totale.

Credo che saranno tra i 6.300 e i 6.800 i voti che rimarranno a disposizione delle liste dei due sfidanti principali.

Nicola Coppola ha quattro liste dalla sua, tutte e quattro forti e costruite con l’obiettivo di realizzare quel 40% dei voti validi che gli assicurerebbero la maggioranza dei seggi in consiglio evitando la costruzione di liste a rischio del non raggiungimento della soglia di esclusione. Piero Russo ha dalla sua cinque liste, ma tra queste, due appaiono molto forti e le altre tre meno seppure non appaiano a priori a rischio di non raggiungimento della soglia per essere ammesse al riparto dei seggi.
In complesso dunque le forze messe in campo dai due sfidanti sembrano (e sottolineo sembrano) equivalersi e pertanto il rischio che nessuna delle due coalizioni raggiunga il 40% dei voti validi (circa 3.600 voti) mi sembra concreto, a meno di non escludibili sfondamenti, da parte di uno dei due sfidanti, che finiscano per annichilire il campo dei “competitor” marginali.

Per ciò che mi sembra di percepire Nicola Coppola, sul piano della stima e della cerchia di relazioni sociali prima ancora che politiche, parte in vantaggio su Piero Russo.

Escludo che considerazioni di tipo politico-programmatico, per cui il candidato tizio promette di realizzare questo piuttosto che quest’altro per come promesso dal candidato sempronio, per l’elettorato castellammarese costituiscano motivo di scelta di un candidato piuttosto che un’altro. Per non dire poi delle scelte intorno alla legalità, alla trasparenza e/o intorno all’impegno anti-mafia, per le quali si ritengono più che sufficienti da parte dei candidati maggiori, ma anche dalla stragrande maggioranza dell’elettorato, generiche e fiduciose promesse e prese di distanza formali.

Ecco io, giuste o sbagliate che siano, le mie considerazioni le ho fatte e messe nero su bianco.
Naturalmente per la gioia di tutti i “pierini” sono sempre pronto ad ammettere di avere sbagliato una volta aperte le urne, qualora i risultati si discostassero in modo significativo da quelli esposti a venti giorni dal voto.

*** Update
Sono disposto ad un ulteriore rischio fornendo nella serata di sabato 8 giugno alla vigilia del voto una personalissima stima, espressa in percentuale, del risultato finale, non delle liste, ma dei candidati sindaci:

Nicola Coppola 41%
Piero Russo     35%
Maria Tesè       13%
Salvatore Fundarò 7%
Valentina Mattarella 4%

Naturalmente mi concederete un margine del +/- 1,5%

*** Update 2°

Ho tentato in questa mattinata di lunedì 10 giugno a provare a rispondere al quesito se il sindaco eletto avrà anche la maggioranza in consiglio, ma rispondere in nodo anche solo lontanamente credibile a questo quesito allo stato attuale è impossibile, perchè bisognerebbe riuscire a stabilire con ragionevole certezza da un lato quante saranno le liste che non raggiungeranno la soglia del 5% e dall’altro il totale dei voti validi da cui scomputare i voti attribuiti a tali liste. Per ora sono arrivato alla convinzione che potrebbero essere tra 4 e 5 le liste che rimarranno sotto soglia e che pertanto è possibile che il sindaco eletto possa usufruire del premio di maggioranza.

Qui la parte della legge elettorale che stabilisce le modalità di attribuzione dei seggi:

“3. L’attribuzione dei seggi alle liste è effettuata successivamente alla proclamazione dell’elezione del sindaco.
4. Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi, le liste
che non hanno conseguito almeno il 5 per cento del totale
dei voti validi espressi. Al fine della determinazione del quoziente elettorale circoscrizionale non si tiene conto dei voti
riportati dalle liste non ammesse all’assegnazione dei seggi.
Per le finalità di cui al comma 7, non sono pertanto computabili i voti espressi per le liste che, ai sensi del presente
comma, non sono ammesse all’assegnazione dei seggi.
5. Salvo quanto disposto dal comma 7, per l’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista o a ciascun gruppo di liste collegate con i rispettivi candidati alla
carica di sindaco si divide la cifra elettorale di ciascuna
lista o gruppo di liste collegate successivamente per 1, 2,
3, 4 . . ., sino a concorrenza del numero dei consiglieri da
eleggere e quindi si scelgono, fra i quozienti così ottenuti,
i più alti in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente.
Ciascuna lista o gruppo di liste avrà tanti rappresentanti
quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi
nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere
e decimali, il seggio è attribuito alla lista o gruppo di liste
che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità di
quest’ultima, per sorteggio. Se ad una lista spettano più
seggi di quanti sono i suoi candidati, i seggi eccedenti
sono distribuiti, fra le altre liste, secondo l’ordine dei quozienti.
6. Nell’ambito di ciascun gruppo di liste collegate, la
cifra elettorale di ciascuna di esse, corrispondente ai voti
riportati, è divisa per 1, 2, 3, 4 …, sino a concorrenza del
numero dei seggi spettanti al gruppo di liste. Si determinano in tal modo i quozienti più alti e, quindi, il numero
dei seggi spettanti ad ogni lista.
7. Alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato
proclamato eletto che non abbia già conseguito almeno il
60 per cento dei seggi del consiglio viene assegnato,
comunque, il 60 per cento dei seggi, sempreché nessun
altra lista o gruppo di liste collegate abbia già superato il
50 per cento dei voti validi. I restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di liste collegate, ai sensi del
comma 5. Il premio di maggioranza previsto per la lista o
le liste collegate al sindaco eletto viene attribuito solo nel
caso in cui la lista o le liste abbiano conseguito almeno il
40 per cento dei voti validi.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (10): Fare i conti con la sindrome di Stoccolma

Qui si tenta di dare un contributo alla comprensione del perchè e del chi vincerà le prossime amministrative di Castellammare del Golfo.

Vi siete chiesti se si può essere stuprati, violentati e da questo far discendere amore per i propri violentatori ? Oppure per essere più espliciti, come è possibile che un territorio, una comunità, un tessuto economico sociale possano, dopo essere stati sequestrati e privati dei propri diritti di cittadinanza per decenni e decenni, desiderare di tornare nelle mani (dirette od indirette poco importa) dei violentatori, piuttosto che sottrarsi ad esse?

Se ve lo siete chiesti sapete benissimo che la risposta a tali domande almeno nel primo caso è affermativa ed ha nome preciso: “Sindrome di Stoccolma“.

Tale espressione si riferisce ad uno stato psicologico particolare che può manifestarsi in seguito ad episodi di estrema violenza o traumatici, quali ad esempio, sequestri di persona o abuso ripetuti.
I soggetti affetti da Sindrome di Stoccolma durante l’abuso o la segregazione, provano sentimenti positivi, fino all’amore, nei confronti dei propri aguzzini.
In pratica si crea una sorta di alleanza e solidarietà da parte delle vittime per i carnefici, una identificazione con gli aggressori.

Ecco, e qui è la mia risposta alla seconda domanda, in una realtà come la nostra, per ragioni che sarebbero tutte da indagare, tale sindrome si manifesta a livello di massa, determinando in modo netto ed inequivocabile anche le scelte politico elettorali.

Ciò detto resta da ricordare che il primo chiaro riferimento musicale italiano alla Sindrome di Stoccolma è stata la canzone “Stoccolma” di Rino Gaetano, pubblicata nell’album “Nuntereggae più” del 1978.
Anche Rino Gaetano allude a comportamenti plurali, quelli di una società malsana di cui è prigioniero l’italiano medio, il quale riesce comunque ad amarla.

Sto ccolma sto ccolma stoc colma
si potrebbe andare a Stoccolma
tutti insieme ma andiamo a Stoccolma
tutti insieme ma con calma
sulla nave che porta a Stoccolma
donne bionde con fiori e ghirlande
tanti dischi tante bande
dai andiamo a Stoccolma dove se mangi stai colma
dove potrai dire con calma io sto colma a Stoccolma
sulle strade che vanno a Stoccolma
non c’è buche ne fango ne melma
sulle strade di Stoccolma
noi viviamo in un mondo di melma
dove ogni mattina è una salma
quindi andiamo a Stoccolma
dai andiamo a Stoccolma dove se mangi stai colma
dove potrai dire con calma io sto colma a Stoccolma
dai andiamo a Stoccolma dove se mangi stai colma
dove potrai dire con calma io sto colma a Stoccolma

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (9): Facciamo il punto

Le ufficializzazioni delle due ultime candidature, Piero Russo e Nicola Coppola, che si vanno ad aggiungere a quelle di Salvatore Fundarò e di Maria Tesè, ed in attesa della candidatura espressione di un M5s, che appare al momento diviso ed incerto intorno alla candidatura di Domenico Barone, rendono sempre più chiaro il quadro dei candidati a Sindaco e degli schieramenti in campo alle amministrative 2013 del 9 e 10 giugno di Castellammare del Golfo.

Annunciata ieri, con un comunicato ufficiale, la candidatura di Piero Russo, già consigliere comunale ed assessore democristiano, poi berlusconiano, ed in ultimo capogruppo del Popolo della Libertà al Consiglio Provinciale, è ormai ufficiale.
A designarlo è stato un tavolo del centrodestra e di forze civiche attorno al quale si sono ritrovati oltre al PDL, la destra di Musumeci, L’UDC che fa riferimento all’On. Turano, il PDS dell’On. Giovanni Lo Sciuto ed esponenti della lista civica Castellammare Si.

Il senatore Antonio D’Alì, che lo sostiene, e in precedenza sostenitore del sindaco uscente Marzio Bresciani, come Piero Russo del resto, dice: “Sono molto lieto che attorno alla figura nota e stimata di Piero Russo, da sempre alfiere del Popolo della Libertà a Castellammare del Golfo, si sia coagulata una tensione politica e programmatica giovane, entusiasta e positiva, come si conviene in una fase di forte rinascita del rapporto tra cittadini e loro rappresentanti. Sono certo che Piero Russo e la sua squadra di assessori e consiglieri sapranno dare ai cittadini di Castellammare del Golfo le risposte importanti per il loro progredire economico e sociale”.

Prevista per domenica l’apertura della campagna elettorale. Bisognerà attendere i prossimi giorni per rendersi conto della forza di quest’area, in relazione alle liste ed al quadro delle candidature che riuscirà a mettere in campo.

In precedenza Nicola Coppola più volte assessore e sindaco democristiano di Castellammare del Golfo negli anni 80′ e 90′ e tra gli artefici del successo del sindaco Marzio Bresciani alle precedente elezioni amministrative aveva annunciato la propria candidatura sancita ufficialmente da un un documento firmato dai rappresentanti delle liste civiche a suo sostegno: Mimmo Bucca, Gaspare Canzoneri, Franco Galante e Salvo Bologna già candidato a sindaco per il Pd alle scorse amministrative.

Nicola Coppola sarà infatti sostenuto da cinque liste civiche: “Lavoro e Sviluppo”, “SiAmo Castellammare” “Udc-Castellammare democratica Unita”, “Turismo Castellammare” e Partito Democratico, una ampia coalizione che dovrebbe raccogliere, fra gli altri, i nove consiglieri comunali uscenti di Fli e Pdl.

Si fa sempre più stretto lo spazio per Maria Tesè e per la sua coalizione costituita dal vivace movimento locale “Cambiamenti” e da “Il Megafono” che fa riferimento al presidente della Regione Rosario Crocetta.

In frantumi un po’ tutti i partiti.

Il Pd, dalla pur limitata consistenza si divide in mille rivoli, in considerazione che anche il quarto candidato il medico Salvatore Fundarò, sostenuto da “Con Noi per Castellammare” e “Volare” vanta una certa vicinanza al Partito Democratico, e che anche “Il Megafono”, che sostiene Maria Tesè, è emanazione del Pd.

Il Pdl vede gran parte del suo ex gruppo consiliare schierato a sostegno di Nicola Coppola invece che a sostegno di Piero Russo.

L’area che un tempo faceva riferimento all’UDC è oggi divisa in tre tronconi a sostegno rispettivamente di Nicola Coppola, Piero Russo e Salvatore Fundarò.

Infine l’ultimo arrivato il Movimento Cinque Stelle, forte di una clamorosa affermazione alle ultime politiche in cui è risultato il primo partito con ben 2.783 voti, si dice abbia smarrito (o gli è stata rubata ?) la schedina e non sembra proprio possa passare all’incasso il 10 giugno.

*** Update

Si dice sia ufficiale che la candidata a Sindaco del M5S sarà Valentina Mattarella.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (8): Dell’amore e della morte !

Ovvero: Castellammare del Golfo come Euridice ?

Fioriscono nelle realtà locali che andranno al voto in Sicilia per rinnovare sindaci e consigli comunali, e tra queste Castellammare del Golfo, formazioni politiche che nel nome manifestano l’amore per le realtà locali in cui nascono e negli enunciati tentano, all’insegna del civismo, di cavalcare anchessi l’onda dell’antipolitica .
Così se a Custonaci nasce SìAMO Custonaci a sostegno della candidatura a Sindaco della città dei marmi dell’ingegnere Giuseppe Bica (persona non nuova alla politica), a Castellammare del Golfo si propone SìAmo Castellammare, lista civica che nasce dall’iniziativa di nove consiglieri comunali uscenti i quali vinte le elezioni del 2008 appoggiando entusiasticamente il sindaco Marzio Bresciani, in seguito lo hanno appoggiato in modo sempre meno convinto, fino a passare decisamente all’opposizione (a dimostrazione della bontà iniziale delle loro scelte) e che ora ritenendo di avere acquisito l’esperienza giusta nei passati cinque anni di mandato consiliare, si ripropongono per la rielezione nella certezza di sapere “ora” cosa fare per il futuro ed animati da tanto ma tanto amore per la nostra città.

Amore e morte: il mito di Orfeo ed Euridice

In greco i termini per dire Amore e Morte sono Eros e Thanatos tuttavia l’amore in Grecia era di volta in volta follia, mania, estasi, sofferenza, quasi sempre esperienza voluttuosa, da vivere o da rimpiangere e l’associazione fra amore e morte non è appartenuta, se non marginalmente, alla cultura greca.
La morte ed il conseguente desiderio di dissoluzione che traspare già nelle assai diffuse formule del tipo “mi fai morire!”, “ti amo da morire”, si legherà all’amore solo a partire dal Cinquecento, quando la danza macabra, malinconica e casta, propria fin li della morte, verrà trasformata in una lasciva danza erotica.
Vi è chi ha visto tuttavia nel mito di Orfeo, che scende negli inferi a pretendere la sua Euridice, una sorta di anticipazione del legame tra amore e morte, in quanto Orfeo, con la sua musica, con la sua vitalità e i suoi entusiasmi, porrebbe l’amore in contrapposizione alla morte e con tale consapevolezza scende nell’Ade a negoziare altri giorni di gioia tra se e l’amata già morta.
L’epilogo della storia è noto a tutti: Orfeo ottiene dagli dei degli inferi il permesso di resuscitare Euridice, a patto che non si giri a guardarla finché non saranno usciti dall’Ade, ma proprio sul limite Orfeo si gira e perde per sempre l’amata.

Perché Orfeo si gira ?

In una bella canzone dal titolo di “Euridice“, Roberto Vecchioni sulla scia del Cesare Pavese dei Dialoghi con Leucò spiega il voltarsi di Orfeo in modo non convenzionale, immaginando che ottenuto ciò che agognava Orfeo ora abbia paura che Euridice, dopo aver assaporato il freddo della morte non riesca più a scaldarsi al fuoco dell’amore, che sia insomma morta dentro, anche se apparentemente viva.

Ecco “morta dentro”, ma apparentemente viva, proprio come questa città, proprio come Castellammare del Golfo.

Euridice – Roberto Vecchioni

Morirò di paura
e venire là in fondo,
maledetto padrone
del tempo che fugge,
del buio e del freddo:
ma lei aveva vent’anni
e faceva l’amore,
e nei campi di maggio,
da quando è partita,
non cresce più un fiore …
E canterò,
stasera canterò,
tutte le mie canzoni canterò,
con il cuore in gola canterò:
e canterò la storia delle sue mani
che erano passeri di mare,
e gli occhi come incanti d’onde
scivolanti ai bordi delle sere;
e canterò le madri che
accompagnano i figli
verso i loro sogni,
per non vederli più, la sera,
sulle vele nere dei ritorni;
e canterò finché avrò fiato,
finché avrò voce di dolcezza e rabbia
gli uomini, segni dimenticati,
gli uomini, lacrime nella pioggia,
aggrappati alla vita che se ne va
con tutto il furore dell’ultimo bacio
nell’ultimo giorno dell’ultimo amore;
e canterò finché tu piangerai,
e canterò finché tu perderai,
e canterò finché tu scoppierai
e me la ridarai indietro.

Ma non avrò più la forza
di portarla là fuori,
perché lei adesso è morta
e là fuori ci sono la luce e i colori:
dopo aver vinto il cielo
e battuto l’inferno,
basterà che mi volti
e la lascio nella notte,
la lascio all’inverno…

e mi volterò
le carezze di ieri
mi volterò
non saranno mai più quelle
mi volterò
e nel mondo, su, là fuori
mi volterò
s’intravedono le stelle

mi volterò perché l’ho visto il gelo
che le ha preso la vita,
e io, io adesso, nessun altro,
dico che è finita;
e ragazze sognanti m’aspettano
a danzarmi il cuore,
perché tutto quello che si piange
non é amore.
e mi volterò perché tu sfiorirai,
mi volterò perché tu sparirai,
mi volterò perché già non ci sei
e ti addormenterai per sempre.

L’Inconsolabile
da Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese

Il sesso, l’ebbrezza e il sangue richiamarono sempre il mondo sotterraneo e promisero a più d’uno beatitudini ctonie. Ma il tracio Orfeo, cantore, viandante nell’Ade e vittima lacerata come lo stesso Dionisio, valse di più.(Parlano Orfeo e Bacca).

Orfeo: E’ andata così. Salivamo il sentiero tra il bosco delle ombre. Erano già lontani Cocito, lo Stige, la barca, i lamenti. S’intravvedeva sulle foglie il barlume del cielo. Mi sentivo alle spalle il fruscìo del suo passo. Ma io ero ancora laggiù e avevo addosso quel freddo. Pensavo che un giorno avrei dovuto tornarci, che ciò ch’è stato sarà ancora. Pensavo alla vita con lei, com’era prima; che un’altra volta sarebbe finita. Ciò ch’è stato sarà. Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravvidi il barlume del giorno. Allora dissi “Sia finita” e mi voltai. Euridice scomparve come si spegne una candela. Sentii soltanto un cigolìo, come d’un topo che si salva.

Bacca: Strane parole, Orfeo. Quasi non posso crederci. Qui si
diceva ch’eri caro agli dèi e alle muse. Molte di noi ti seguono
perché ti sanno innamorato e infelice. Eri tanto innamorato che – solo tra gli uomini – hai varcato le porte del nulla. No, non ci credo, Orfeo. Non è stata tua colpa se il destino ti ha tradito.

Orfeo: Che c’entra il destino. Il mio destino non tradisce. Ridicolo che dopo quel viaggio, dopo aver visto in faccia il nulla, io mi voltassi per errore o per capriccio.

Bacca: Qui si dice che fu per amore.

Orfeo: Non si ama chi è morto.

Bacca: Eppure hai pianto per monti e colline – l’hai cercata e chiamata – sei disceso nell’Ade. Questo cos’era?

Orfeo: Tu dici che sei come un uomo. Sappi dunque che un uomo non sa che farsi della morte. L’Euridice che ho pianto era una stagione della vita. Io cercavo ben altro laggiù che il suo amore. Cercavo un passato che Euridice non sa. L’ho capito tra i morti mentre cantavo il mio canto. Ho visto le ombre irrigidirsi e guardar vuoto, i lamenti cessare, Persefòne nascondersi il volto, lo stesso tenebroso-impassibile, Ade, protendersi come un mortale e ascoltare. Ho capito che i morti non sono più nulla.

Bacca: Il dolore ti ha stravolto, Orfeo. Chi non rivorrebbe il passato? Euridice era quasi rinata.

Orfeo: Per poi morire un’altra volta, Bacca. Per portarsi nel sangue l’orrore dell’Ade e tremare con me giorno e notte. Tu non sai cos’è il nulla.

Bacca: E così tu che cantando avevi riavuto il passato, l’hai respinto e distrutto. No, non ci posso credere.

Orfeo: Capiscimi, Bacca. Fu un vero passato soltanto nel canto. L’Ade vide se stesso soltanto ascoltandomi. Già salendo il sentiero quel passato svaniva, si faceva ricordo, sapeva di morte. Quando mi giunse il primo barlume di cielo, trasalii come un ragazzo, felice e incredulo, trasalii per me solo, per il mondo dei vivi. La stagione che avevo cercato era là in quel barlume. Non m’importò nulla di lei che mi seguiva. Il mio passato fu il chiarore, fu il canto e il mattino. E mi voltai.

Bacca: Come hai potuto rassegnarti, Orfeo? Chi ti ha visto al ritorno facevi paura. Euridice era stata per te un’esistenza.

Orfeo: Sciocchezze. Euridice morendo divenne altra cosa. Quell’Orfeo che discese nell’Ade, non era più sposo né vedovo. Il mio pianto d’allora fu come i pianti che si fanno da ragazzo e si sorride a ricordarli. La stagione è passata. Io cercavo, piangendo, non più lei ma me stesso. Un destino, se vuoi. Mi ascoltavo.

Bacca: Molte di noi ti vengon dietro perché credevano a questo tuo pianto. Tu ci hai dunque ingannate?

Orfeo: O Bacca, Bacca, non vuoi proprio capire? Il mio destino non
tradisce. Ho cercato me stesso. Non si cerca che questo.

Bacca: Qui noi siamo più semplici, Orfeo. Qui crediamo all’amore e alla morte, e piangiamo e ridiamo con tutti. Le nostre feste più gioiose sono quelle dove scorre del sangue. Noi, le donne di Tracia, non le temiamo queste cose.

Orfeo: Visto dal lato della vita tutto è bello. Ma credi a chi è stato tra i morti… Non vale la pena.

Bacca: Un tempo non eri così. Non parlavi del nulla. Accostare la morte ci fa simili agli dèi. Tu stesso insegnavi che un’ebbrezza travolge la vita e la morte e ci fa più che umani… Tu hai veduto la festa.

Orfeo: Non è il sangue ciò che conta, ragazza. Né l’ebbrezza né il sangue mi fanno impressione. Ma che cosa sia un uomo è ben difficile dirlo. Neanche tu, Bacca, lo sai.

Bacca: Senza di noi saresti nulla, Orfeo.

Orfeo: Lo dicevo e lo so. Ma poi che importa? Senza di voi sono disceso all’Ade…

Bacca: Sei disceso a cercarci.

Orfeo: Ma non vi ho trovate. Volevo tutt’altro. Che tornando alla luce ho trovato.

Bacca: Un tempo cantavi Euridice sui monti…

Orfeo: Il tempo passa, Bacca. Ci sono i monti, non c’è più Euridice. Queste cose hanno un nome, e si chiamano uomo. Invocare gli dèi della festa qui non serve.

Bacca: Anche tu li invocavi.

Orfeo: Tutto fa un uomo, nella vita. Tutto crede, nei giorni. Crede perfino che il suo sangue scorra alle volte in vene altrui. O che quello che è stato si possa disfare. Crede di rompere il destino con l’ebbrezza. Tutto questo lo so e non è nulla.

Bacca: Non sai che farti della morte, Orfeo, e il tuo pensiero è solo morte. Ci fu un tempo che la festa ci rendeva immortali.

Orfeo: E voi godetela la festa. Tutto è lecito a chi non sa ancora. E’ necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno. L’orgia del mio destino è finita nell’Ade, finita cantando secondo i miei modi la vita e la morte.

Bacca: E che vuol dire che un destino non tradisce?

Orfeo: Vuol dire che è dentro di te, cosa tua; più profondo del sangue, di là da ogni ebbrezza. Nessun dio può toccarlo.

Bacca: Può darsi, Orfeo. Ma noi non cerchiamo nessuna Euridice. Com’è dunque che scendiamo all’inferno anche noi?

Orfeo: Tutte le volte che s’invoca un dio si conosce la morte. E si scende nell’Ade a strappare qualcosa, a violare un destino. Non si vince la notte, e si perde la luce. Ci si dibatte come ossessi.

Bacca: Dici cose cattive… Dunque hai perso la luce anche tu?

Orfeo: Ero quasi perduto, e cantavo. Comprendendo ho trovato me stesso.

Bacca: Vale la pena di trovarsi in questo modo? C’è una strada più semplice d’ignoranza e di gioia. Il dio è come un signore tra la vita e la morte. Ci si abbandona alla sua ebbrezza, si dilania o si vien dilaniate. Si rinasce ogni volta, e ci si sveglia come te nel giorno.

Orfeo: Non parlare di giorno, di risveglio. Pochi uomini sanno. Nessuna donna come te, sa cosa sia.

Bacca: Forse è per questo che ti seguono, le donne della Tracia. Tu sei per loro come il dio. Sei disceso dai monti. Canti versi di amore e di morte.

Orfeo: Sciocca. Con te si può parlare almeno. Forse un giorno sarai come un uomo.

Bacca: Purché prima le donne di Tracia…

Orfeo: Di’.

Bacca: Purché non sbranino il dio.

su Cesare Pavese ed i Dialoghi con Leucò vi consiglio questo saggio.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (6): Siamo a questo punto

Un castellammarese sorpreso nel gesto del “facepalm” nel momento in cui apprende il nome di un possibile candidato a Sindaco.

Castellammare del Golfo

Elezioni amministrative 2013

Dicesi “facepalm”:

Un facepalm (a volte anche face-palm o face palm) è il gesto fisico di posizionare una mano aperta sopra il viso o di abbassare il viso all’interno di una o due mani. Il gesto è usato in molte culture come segnale di frustrazione, imbarazzo, shock o sorpresa.
Il gesto non è di recente origine, e sebbene comune, non è culturalmente universale. Jim Horne lo usò nel 1953. Da allora è diventato popolare come un meme di internet basato sull’immagine del personaggio del Capitan Jean-Luc Picard che eseguiva il gesto in Star Trek: The Next Generation nell’episodio Dèjà Q. Immagini di agenti di borsa “facepalmanti” sono state ampiamente utilizzate dai media per comunicare l’abbattimento associato ad andamenti negativi della borsa valori, e a un’ampia varietà di film considerati brutti, affari, e decisioni politiche sono state descritte come facepalms o “momenti da facepalm”. Secondo la lessicografa Susie Dent della Oxford University Press, questa versatilità è una delle ragioni per cui la parola è stata linguisticamente un “successo”.
Il gesto non è proprio solo dell’uomo. Un gruppo di mandrilli dello zoo di Colchester ha adottato un gesto simile per indicare il desiderio di evitare relazioni sociali o di essere lasciati soli“.