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Blog sui fatti amministrativi di Castellammare del Golfo, Salemi, Provincia di Trapani

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Quasi come Don Abbondio: “Pisistrato chi era costui ?”

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Mi ha incuriosito molto la segnalazione di un amico, ho fatto delle ricerche e, constatato che è tutto storicamente vero, vi ripropongo alcuni stralci della vita e delle gesta di Pisistrato, questo personaggio dell’antica Grecia (siamo intorno al 560 avanti Cristo). Il tutto, che lo crediate o meno, senza riferimenti alla attualità e solo perchè come si dice: Historia magistra vitae

Peccato non essere riuscito a trovare del materiale iconografico, perchè una curiosità mi è rimasta: ma quanto sarà stato alto Pisistrato ?

“In veste di polemarco, il giovane Pisistrato acquistò fama vincendo i megaresi contro i quali Atene era in guerra, sottraendogli così definitivamente l’isola di Salamina e il porto saronico di Nisea. Questi successi militari gli valsero un prestigio e un credito tali da consentirgli di diventare un attore di primo piano della politica dell’epoca. Inizialmente, ottenne anche il sostegno del popolo, che poi, però, si trasformerà in timore.”

Atene all’epoca era travagliata da una convulsa lotta politica, con partiti e fazioni capeggiate dalle famiglie aristocratiche. Tuttavia il quadro politico che si delineava era di una notevole complessità, superiore a quella delle altre città greche, non riducibile a semplificate contrapposizioni sociali.”

Per ottenere l’appoggio popolare, Pisistrato ricorse a uno stratagemma: si procurò delle ferite per mostrarle in pubblico quale prova di un’aggressione subita da parte dei propri rivali. Il popolo decretò per lui l’istituzione di una guardia del corpo di 300 mercenari con la quale Pisistrato occupò l’Acropoli, senza resistenza da parte degli opliti, nel 561/560 a.C., ottenendo il potere assoluto.”

“[Pisistrato]approfittando del clima propizio, riuscì a ritornare ad Atene, facendosi precedere da una nuova simulazione: fece vestire una fanciulla di altissima statura (del demo di Peania o, secondo altri, una donna della Tracia di nome Fia) con gli abiti tradizionali della dea Atena per sfilare in processione per la città su un carro, a diffondere la voce che la dea stessa consigliava agli Ateniesi di richiamarlo in città.”

Durante il suo dominio i cittadini furono certamente privati di molte libertà civili e morali, tra le quali che i contadini non potevano entrare in città (creando però i giudici nei vari demi), ma nonostante ciò il giudizio degli antichi su di lui non è molto severo, poiché lo ritennero un tiranno dotato di grande abilità e lungimiranza e vista anche la sua moderazione a differenza delle tirannidi contemporanee”

tutto Pisistrato su Wikipedia, di più qui

grazie a Alessio Giaccone

*** Avvertenza Diarioelettorale non è passato dalla parte dei “complottisti” :-)

e qui si dice che non è andata e non andrà così

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22 Dicembre, 2009 alle 11:59 am

Ve lo dico io come è andata

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grazie a Metilparaben

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17 Dicembre, 2009 alle 7:43 pm

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Cose che non avremmo voluto mai vedere

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13 Dicembre, 2009 alle 8:05 pm

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Il Premier dirà ‘game over’ ? Forse si, forse no

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Dice l’ANSA che dopo le mosse di Bersani di Rutelli e la presa di posizione di Casini con relativo preannuncio di sorprese da parte di Fini, ora toccherebbe a Berlusconi, a proposito di quanto vi avevo detto qui

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13 Dicembre, 2009 alle 12:03 pm

Insuperabile Spinoza

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Economist 2001: “Berlusconi inadatto a guidare l’Italia“.
Berlusconi vince le elezioni.

Economist 2006: “Berlusconi, basta“.
Berlusconi torna al governo dopo due anni.

Economist 2009: “Berlusconi, addio“.

Ragazzi, ma farvi un po’ i cazzi vostri?

da Spinoza

Written by diarioelettorale

4 Dicembre, 2009 alle 12:22 pm

Accadrà domani

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Questo post l’ho rinviato a lungo, quantomeno perchè non mi piace indossare i panni del mago Othelma rischiando di essere preso per uno dei tanti paranoici di incerta credibilità che profetizzano sul futuro.

Tuttavia gli avvenmenti del giorno per giorno, che ritengo confermino alcune intuizioni di qualche mese fa, mi hanno fatto propendere per il rischio della pubblicazione.

In ogni caso non prendete le cose che si diranno troppo sul serio.

La complessa strategia

Non so quando e da chi è stata avviata la “complessa strategia” che dovrebbe portare alla definitiva eliminazione dalla scena politica di Silvio Berlusconi, anhe se è ipotizzabile i primi contatti siano successivi alla lettera di Veronica Lario al giornale “La Repubblica” e al fallimento della banale strategia messa in atto dala stessa “La Repubblica”, tendente ad alienare settori cattolici dell’elettorato dalle simpatie berlusconiane.

Sta di fatto che i primi impegni politici assunti sono stati mantenuti da parte di coloro che assolvono attualmente il ruolo di forze di opposizione, e che i prossimi passi, da chi ha più da rischiare, essendo in maggioranza, ma anche più da guadagnare, in termini politico-personali, non potranno che essere compiuti nel giro di non molto tempo.

D’altra parte la finestra temporale, essendo già orientativamente fissata la data delle prossime consultazioni regionali (21 e 22 marzo 2010) e perchè la strategia abbia successo, è abbastanza stretta e la scadenza finale per la sua concretizzazione assai vicina e molte e difficilmente ripetibili le positive , chiamiamole così, congiunzioni astrali favorevoli, perchè si rinvii ancora la conclusione della partita.

Leggo ancora oggi, su Piovonorane per esempio, che la stagione politica in corso sarà solo una interlocuzione verso sviluppi futuri più normali ed ordinari, cosa da cui mi permetto di dissentire.

Ritorniamo dunque alla “complessa strategia”.

Il primo passo della strategia è stato l’affermarsi di una ledership certa nel Pd con la conquista della segreteria da parte della corrente Bersani-D’Alema. Il secondo passo era garantire l’indebolimento post-elezioni dello stesso Pd con perdita verso il centro, da ciò la nascita di un soggetto quale Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli, che gode dell’attenzione benevola sia da parte della dirigenza del Pd che della dirigenza dell’Udc e che dovrebbe costituire (già dal nome che ricorda precedenti esperienze di destra) la formazione di riferimento per dirigenti ed elettorato in uscita dal centro-destra.

Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti e/o sono in corso di realizzazione.

Sull’altro fronte (attuale)la strategia fa perno su Fini, sul suo ruolo istituzionale, senso dello Stato, ambizioni personali ed insofferenze alle grossolanità politiche di Berlusconi.

Ad accelerare le grandi decisioni è arrivata (per come previsto) la bocciatura del lodo Alfano, che scopre sul piano giudiziario Berlusconi e lo rende disponibile a tutti gli eccessi, forzature e colpi di testa cui l’uomo è portato se vede anche solo in lontananza il rischio di una condanna, figurarsi se la prospettiva si fa concreta come sembra far presagire lo sviluppo del processo Mills.

A questo punto della storia la partita tra Fini e Berlusconi assume le caratteristiche del classico gioco del gatto con il topo, con Fini nelle vesti del gatto teso a rendere per un qualche tempo evidente la debolezza del premier.

Nel frattempo in tale quadro, sempre nella maggioranza, si inseriranno i contrasti tra alleati per le candidature dei governatori alle regionali, altro elemento a sfavore di Berlusconi, il quale pressato dalla Lega Nord dovrà scegliere tra scoprirsi con la Lega o con quella parte dei suoi che andrebbe ad ingrossare le fila della fronda finiana.

Le pretese della Lega allo stato attuale comprendono due opzioni: o la presidenza di due regioni quali Veneto e Piemonte e la vicepresidenza della regione Lombardia, oppure la presidenza della regione Lombardia e le due vicepresidenze. Sono evidente a tutti i rischi possibili per la stessa unità nazionale ove la Lega realizzasse una di queste ipotesi, quale primo nucleo di una qualche forma di secessione delle tre regioni del nord, e da qui la chiamata alla resistenza da parte di settori di destra e di sinistra.

Tuttavia Berlusconi cederà alla Lega per non perdere un alleato sicuro per il dopo elezioni e deciderà di tentare di rovesciare il tavolo chiedendo sull’onda di una massiccia campagna populista a reti unificate che si vada ad elezioni anticipate.

A questo punto fatto il primo passo la parte che si rifà a Fini non potrà che venire allo scoperto, assumendo la rappresentanza degli interessi dell’unità nazionale.

Alle elezioni si andrebbe quindi con un Berlusconi che avrebbe come obiettivo di trasformare le elezioni, come al solito, in un referendum sulla sua persona, ma indebolito in tale pretesa dalla attenzione che è stata spostata su una sorta di referendum interessi del Nord contro interessi del Sud.

Dalle elezioni dovrebbe uscire una Lega Nord e un Pdl lontani dalla maggioranza ma comunque con un Pdl da cui non si potrà prescindere.

Si andrebbe allora ad un governo Fini di unità nazionale che isoli la Lega, garantisca in qualche maniera Berlusconi dai suoi guai giudiziari e da cui resterebbe fuori l’Idv di Di Pietro.

Fine della storia.

Written by diarioelettorale

13 Novembre, 2009 alle 8:35 am

Marco Travaglio su Papania

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Visto che in tanti arrivano su questo blog per sapere cosa ha scritto Travaglio su Papania, vi giro l’articolo.

Lo stalliere del Pd di Marco Travaglio

Domenica abbiamo domandato in prima pagina al “nuovo” Pd di Bersani se “discuterà della moralità dei candidati”. Il “nuovo” Pd di Bersani ha subito raccolto l’appello. Infatti, nella “nuova” Direzione, fa il suo trionfale ingresso il senatore Nino Papania da Alcamo (Trapani), ex Margherita. Lo stesso a cui hanno appena arrestato l’autista-giardiniere-factotum per mafia. Lo stesso che nel 2002 ha patteggiato a Palermo 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio: era indagato per aver sistemato in posti pubblici diversi disoccupati privi dei titoli di legge, in un giro di assunzioni facili per cui sindacalisti senza scrupoli prendevano tangenti. Nel 2008 Dario Franceschini annunciò: “Non presenteremo candidati con procedimenti in corso né con sentenze passate in giudicato”. Strano: Papania fu ricandidato dopo il patteggiamento e rieletto per la terza volta senatore (diversamente da Nando Dalla Chiesa, colpevolmente incensurato). Scelta lungimirante: il 4 novembre la Dda di Palermo ha arrestato il suo braccio destro Filippo Di Maria, considerato l’autista, il cassiere e l’uomo di fiducia del boss di Alcamo, Nicolò Melodia detto “il macellaio”, catturato nel 2007 assieme al capomafia Salvatore Lo Piccolo. Nei giorni pari Di Maria scarrozzava il boss Melodia, in quelli dispari il senatore Papania. Arrotondava. “Emerge – annota la Mobile di Trapani – da numerose conversazioni che Di Maria svolgeva attività di factotum presso la villa di Scopello del predetto Papania, muovendosi incessantemente per procurare posti di lavoro ad amici e conoscenti grazie anche al diretto interessamento di collaboratori e personale di segreteria del senatore”. Ed era attivissimo “in occasione di alcune competizioni elettorali”: come “le primarie 2005 per il candidato premier” e “per il candidato alla presidenza della Regione Sicilia” (contro Rita Borsellino e per Ferdinando Latteri). “Lo staff del sen. Papania – scrive il gip – e altri politici locali contattavano ripetutamente il Di Maria al fine di indurlo a sostenere le iniziative politiche sopra indicate e invitandolo a fare altrettanto con tutte le persone di sua conoscenza”. Il Giornale gongola: “Anche il Pd ha il suo ‘stalliere’ mafioso”. Ma naturalmente chi fosse Di Maria non lo sapeva nessuno. Infatti la nuova Direzione del Pd non ha trovato un posto per due simboli dell’antimafia come Rosario Crocetta e Beppe Lumia (la Borsellino non è iscritta). Ma a Papania sì, in quota Franceschini. E questa sarebbe l’opposizione. Poi c’è il centrodestra, con i suoi Berlusconi, Dell’Utri e Cosentino. E’ la famosa “alternanza”.

Written by diarioelettorale

10 Novembre, 2009 alle 10:17 am

O tempora o mores (4) … se continua così

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Accadrà ... prima o poi accadrà !

Accadrà ... prima o poi accadrà !

grazie a Diderot

Written by diarioelettorale

19 Ottobre, 2009 alle 7:11 pm

Magic … che ?

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Magic Italy

Magic Italy

L’ha rifatto ! Il Presidente del Consiglio, forte della conquista legittima ed irrevocabile del titolo di “impunito”, ha presentato nel corso di una conferenza stampa il nuovo logo “Magic Italy“, il quale si è rivelato essere davvero, con alcune modifiche, quello già tanto vituperato da grafici ed esperti della comunicazione.

L’immagine riproduce la parola “Italia” accompagnata graficamente da una sorta di onda tricolore, lo slogan sarà invece “Magic Italy”

Il Premier ha anche girato uno spot che si chiude con la frase “Scopri l’Italia, nascerà un grande amore“.

Qualcuno si chiede: “A pagamento ? A ore ?“.

Altri si interrogano se la “bella penzata” del marchio “Magic Italy” non sia stato ispirata al Premier dalla nota catena di sexy shop americana “Magic America”.

E vi è chi ha creato il gruppo “Magic Italy Go Home” su Facebook.

Mah, consoliamoci ascoltando Dulce Pontes in “Lagrima”

Written by diarioelettorale

25 Giugno, 2009 alle 12:35 pm

Elezioni europee 2009 oggi e domani urne aperte

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Urne aperte oggi a partire dalla 15,00 e fino alle 22,00 e dalle 7,00 alle 22,00 di domani.

Quasi 50 milioni gli italiani aventi diritto al voto per le europee, 29 milioni per le provinciali e 17 per le comunali.

Il ministero dell’Interno per il rinnovo del Parlamento Europeo ricorda che il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. e che si possono apporre fino a tre preferenze.

L’elettore, all’atto della votazione, ricevera’ un’unica scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale nelle cui liste e’ iscritto.

Lo scrutinio dei voti per il Parlamento europeo iniziera’ a partire dalle ore 22.00 di domenica 7 giugno, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti; lo scrutinio dei voti per le consultazioni amministrative avra’ inizio, invece, alle ore 14.00 di lunedi’ 8 giugno, dando la precedenza allo spoglio delle schede per le elezioni provinciali, comunali e, eventualmente, circoscrizionali.

Ma chi vince queste elezioni ?

Ecco qui la cosa si fa parecchio complicata, visto che si tratta di una equazione con troppe variabili.

I numeri forniti dai sondaggi dell’ultima ora (che non si possono diffondere, ma che tutti conoscono) sono troppo ballerini e spesso sanno troppo di propaganda per farvi affidamento.

C’è poi l’incognita delle condizioni meteorologiche e della percentuale di partecipazione al voto, fattore di non poco peso sopratutto per le formazioni che lottano per superare lo sbarramento.

Si ritiene che si recheranno alle urne tra i 30 e i 35 milioni di italiani, in questo caso il 4% si farà tra il milione e duecento e il milione e quattrocento di voti validi.  

Partiamo da chi sulla base dell’osservazione e della comparazione delle forze in campo, della loro visibilità, del grado di affidabilità trasmesso ecc. , ecc. ritengo che sia destinato a perdere.

A mio parere perderanno tutte le formazioni minori e/o improvvisate che puntavano a raggiungere soltanto il 2% per godere dei rimborsi elettorali, con la possibile eccezione della sola lista Bonino – Pannella, nelle condizioni di raggiungere il 2 %, ma comunque ben lontana dal raggiungere il 4% che le permetterebbe di avere i suoi 2 – 3 deputati.

Perderanno le due aggregazioni elettorali male assortite de “L’Autonomia” e di “Sinistra e Libertà“, cui si sono chiusi nelle ultime ore tutti gli spazi che avevano provato ad aprire.

Resta in bilico sempre a mio modesto parere la sorte della “Sinistra anticapitalista“, cui personalmente dò qualche limitata “chanches” di riuscire a raggiungere e superare la soglia di sbarramento.

Per il resto a meno di non voler fare il gioco delle tre carte di fronte ai probabili risultati a perdere comunque sarà il Pd, e l’intero schieramento di centro sinistra dato e percepito in arretramento sia sul piano politico che sul piano numerico e che si permetterà il lusso tra l’altro di sprecare non meno di due milioni di voti e forse anche tre ove anche la Lista anticapitalista” non dovesse superare il 4%.

Berlusconi è estremamente probabile che uscirà ulteriormente rafforzato da questa tornata elettorale, con un Pdl che andrà oltre le più rosee previsioni, il tutto grazie anche ai buoni uffici del partito non ufficiale, ma influente sul popolo di sinistra, che si raccoglie intorno al gruppo editoriale “La Repubblica – L’Espresso”, il quale ha pensato ancora una volta di costringere il dibattito politico in una direzione marginale e scandalistica con l’effetto di allontanarlo dalle reali preoccupazioni del popolo italiano per la crisi.

Written by diarioelettorale

6 Giugno, 2009 alle 7:17 pm