Castellammare: Quelli di FLI obbligati alla sfiducia

Qui non si è maghi e quindi non si è in grado di prevedere se davvero finirà giorno 27 febbraio la corsa di Marzio Bresciani o se la mozione di sfiducia presentata da un pezzo della sua ex maggioranza, (oggi riunito sotto le insegne del partito di Fini) e dai due consiglieri del Partito Democratico sarà solo un ordinario incidente di percorso, nella sindacatura di Marzio Bresciani

Ciò che sembra di notare è che la fomazione di Fini abbia politicamente accelerato per avere modo anche essa di marcare in qualche modo il territorio nelle prossime tornate amministrative del 2012.

Provate ad immaginare, dopo il rinnovo dei consigli e dei sindaci a cui sono interessati alcuni comuni, non piccoli, della nostra provincia, quale sarà il quadro della rappresentanza politico-istituzionale.

Allo stato delle cose, in nessuno di tali comuni è immaginabile la candidatura vincente di un uomo di FLI, non a Marsala, non a Trapani, non ad Alcamo, non ad Erice, per citare i comuni più grossi e di maggiore rilevanza politica.

Dopo le elezioni amministrative 2012 il partito (ed il leader di partito, nella fattispecie Livio Marrocco) che uscirebbe maggiormente indebolito nell’ambito della coalizione costituita da  Terzo Polo – Autonomisti e Pd, rischierebbe di essere proprio FLI, con ovvie ripercussioni anche all’interno della stessa formazione finiana.

Puntare ad elezioni anticipate per Castellammare del Golfo, spendendosi nella candidatura a sindaco diventa quindi mossa non solo logica, ma direi obbligata per non compromettere la propria sopravvivenza politica.

Anche perchè oggi tale candidatura potrà, nell’ambito di contrattazioni al tavolo provinciale essere imposta ai numerosi, aspiranti frustrati a sindaco, nel 2013, non è detto ciò sarebbe più possibile.

Resta salva in ogni caso ogni altra ed ulteriore considerazione sui risultati non brillanti dell’esperienza Bresciani.