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Operazione Dioscuri, dieci arresti ad Alcamo
Provvedimento anche per due donne
03 novembre, 07:36
TRAPANI – Agenti della Squadra Mobile di Trapani e del commissariato di Alcamo hanno arrestato dieci persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, incendio, danneggiamento, detenzione illegale di armi ed esplosivi e ricettazione. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato e dai pm della dda Paolo Guido e Carlo Marzella, ha ricostruito gli assetti del mandamento mafioso di Alcamo, controllato dalla storica famiglia mafiosa dei Melodia, strettamente legata al boss latitante Matteo Messina Denaro. Al capomafia ricercato i Melodia, da anni ai vertici del mandamento, avrebbero fatto riferimento in caso di dissidi con “famiglie” di altre zone. Tra gli arrestati anche due donne: Anna Maria Accurso, moglie del capo mandamento detenuto Antonino Melodia, e Anna Greco, figlia di uno degli arrestati. Accurso veniva impiegata per ricevere e conservare i soldi incassati dalle estorsioni. Greco, invece, era incaricata di recapitare le lettere con le richieste di pizzo e riscuotere il denaro dalle vittime del racket.
In carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Palermo Antonella Consiglio, sono finiti Anna Maria Accurso, 46 anni, Filippo Di Maria, 46 anni; Lorenzo Greco, 77 anni; Diego Melodia, 74 anni; Nicolò Melodia, 85 anni; Stefano Regina, 45 anni; Gaetano Scarpulla, 40 anni; Felice Vallone, 41 anni; Tommaso Vilardi, 66 anni e Anna Greco, 49 anni. A Lorenzo Greco, Stefano Regina e Felice Vallone, già detenuti, la misura cautelare è stata notificata in carcere.
Per anni hanno combattuto una lotta fratricida per il controllo del mandamento: Diego e Nicolò Melodia, esponenti storici della mafia di Alcamo, si sono contesi i guadagni del racket delle estorsioni e la gestione degli affari illeciti della zona. E’ uno dei particolari emersi dall’operazione antimafia denominata Dioscuri proprio in riferimento al rapporto di parentela tra i due arrestati. I moderni Castore e Polluce avrebbero dato vita a due opposte fazioni reclutando, ciascuno, i propri fedelissimi. E imprenditori e commercianti sarebbero stati costretti a far fronte alle richieste di pizzo dell’una e dell’altra cosca. Secondo gli inquirenti, Nicola Melodia, dopo l’arresto dei due figli Antonino e Ignazio, ha assunto il ruolo di capo della famiglia di Alcamo. Il fratello Diego ha tentato di scalzarlo accaparrandosi il controllo del racket grazie a Lorenzo Greco, già condannato per favoreggiamento mafioso e detenzione di armi, e Felice Vallone, da poco scarcerato dopo una condanna per mafia. Dell’esercito di Nicolò Melodia, invece, avrebbe fatto parte, tra gli altri, Filippo Di Maria che, secondo gli inquirenti, avrebbe riscosso il pizzo e intrattenuto rapporti con politici locali per conto della cosca. Numerosi i danneggiamenti e le estorsioni scoperte dalla polizia: ai taglieggiamenti, spesso doppi, venivano sottoposti concessionarie di auto e imprese. Le somme chieste andavano dai 10mila euro fino ai 200mila imposti ad un imprenditore alcamese.
Se “Antimafia” diventa solo una parola
La vicenda la ricorderete tutti ed è quella di Vincenzo Parisi titolare, assieme a Pietro Pipitone, dell’impresa di calcestruzzi Celso di Balata di Baida, frazione di Castellammare del Golfo, che a ferragosto 2007 venne praticamente distrutta da un attentato incendiario di matrice mafiosa.
I titolari sono tra i pochi imprenditori, tra quelli che lavorano in provincia di Trapani, ad avere deciso di denunciare le pressioni mafiose ricevute ed oggi sono iscritti tra le parti offese di un processo che va a incominciare.
Ebbene a distanza di due anni da quell’attentato, dopo la denuncia all’attività giudiziaria, attesi i tempi delle indagini, e richiesti alla prefettura gli aiuti, le provvisionali che per legge sono previste a favore di coloro i quali hanno subito la protervia mafiosa, l’estorsione, il fuoco distruttore e l’hanno denunciato, i titolari della impresa di calcestruzzi Celso di Balata di Baida continuano incredibilmente a rimanere in attesa di risposta, vittime della mafia prima e dello scaricabarile delle istituzioni poi.
Tutta la vicenda la trovate raccontata qui da Rino Giacalone
Da Salemi all’Aquila passando per Firenze
Un duro atto di accusa è stato lanciato da Vittorio Sgarbi, Sindaco della Città di Salemi, sulle anomalie dei finanziamenti erogati per i danni del terremoto nel Belice del 1968.
“Un centro storico importante, sottratto alla tutela dello Stato e della Regione, è stato gravemente compromesso dalla ricostruzione interamente finanziata dallo Stato attraverso le cosiddette commissioni comunali ‘ex articolo 5′ che valutano i progetti e deliberano i contributi. Sto procedendo all’accertamento delle demolizioni, anche recenti, di edifici intatti nel centro storico, in alcun modo colpiti dal terremoto e distrutti per ottenere finanziamenti per ricostruzioni con materiali impropri e con l’alibi della messa in sicurezza per il terremoto. E’ risultato che il terremoto ha prodotto infinitamente meno danni di quanti ne abbia procurato la ricostruzione. Vero e proprio terremoto con effetti a strascico, sciame sismico, dopo 40 anni. Ho accertato che nel pieno centro storico sono stati abbattuti edifici integri, l’ultimo in via Amendola, in nessun modo interessati da lesioni del terremoto del 1968. Ho perciò deciso di sospendere tutti i finanziamenti attribuiti dalla commissione ‘ex articolo 5′, erogati in modo fraudolento con la complicità di tecnici che hanno fornito perizie giurate totalmente estranee allo stato di fatto, attribuendo agli edifici condizioni di pericolo inesistenti. Ravviso nella complicità tra tecnici, politici e imprenditori a danno dello Stato una vera e propria associazione a delinquere che ha sostanzialmente attivato percorsi mafiosi allo stesso modo di quanto è avvenuto per i parchi eolici di cui sembra che solo la Sicilia abbia straordinaria necessità. Le consuetudini mafiose sono proprio nella consapevole attività di inganno alle istituzioni sfruttandone le normative a fini di lucro personale. La documentazione che ho raccolto nel centro storico è assolutamente inequivocabile, a partire dall’abbattimento, sospeso in extremis, di uno degli edifici monumentali di maggiore interesse della città, emblematicamente alle spalle del Comando dei vigili urbani e di fronte l’ufficio tecnico del Comune. Naturalmente i finanziamenti verranno liberati per chiunque vorrà partecipare alla opportuna impresa di ripristinare, restaurare, riparare gli edifici storici. Per questo ho già incontrato l’imprenditore Andrea Vecchio concordando, come atto generoso di liberalità civica, il recupero di un edificio di proprietà del Comune da destinare ad iniziative di educazione civica. Ho sperato nell’estinzione della mafia, almeno rispetto ai suoi referenti istituzionali, ma sono costretto a riconoscerne l’evidenza nell’azione criminale e distruttiva contro le città e il paesaggio, beni primari della Sicilia e della sua civiltà, culturale e agricola“.
Vittorio Sgarbi fornirà la documentazione in una conferenza stampa in occasione della presentazione dei risultati della ricostruzione a Salemi in un convegno che si terà a L’Aquila il 23 giugno prossimo con l’obiettivo di scongiurare analoghi rischi nella ricostruzione dell’Abruzzo.
E a proposito d’Abbruzzo, si apprende che il Comune di Salemi parteciperà ad una raccolta di fondi da destinare al restauro della Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila.
La torre, distrutta dal terremoto dello scorso aprile, fu fatta costruire dalla famiglia dei Medici che ne ebbe il dominio fra il 1579 e il 1743, periodo nel quale raggiunse il massimo splendore con il fiorente commercio della lana che lì veniva prodotta per poi essere lavorata in Toscana ed esportata in tutta Europa.
L’appuntamento è per mercoledì 24 giugno alle 18.30 a Villa Bardini, dalla cui nota terrazza si domina la città di Firenze.
L’iniziativa è nata da un’idea di Umberto Montano, noto ristoratore fiorentino, presidente dell’Associazione «Salemi e Pepemi» e patron del “Ristorante Terrazza Bardini”, il patrocinio della Provincia regionale di Firenze, del Comune di Salemi e il supporto della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, Maggio Musicale Fiorentino, Pitti Immagine, Starhotels e Lungarno Alberghi.
Nel corso della serata, oltre ai tradizionali “Fochi” di San Giovanni, il programma prevede degustazioni, musica, installazioni video e fotografiche con ospiti d’eccellenza.
Alle 22,45 i cameristi del Maggio Musicale Fiorentino diretti dal primo violino Domenico Pierini offriranno in esclusiva l’anteprima del programma che, in luglio, li vedrà protagonisti di un concerto nel nuovo teatro nazionale di Pechino.
La Città di Salemi sarà presente con l’associazione “Salemi e Pepemi”, il sodalizio di produttori locali, voluto da Umberto Montano, Oliviero Toscani e Vittorio Sgarbi, per promuovere le eccellenze dell’enogastronomia locale.
A Firenze saranno così presenti i produttori salemitani Gaetano Palermo, Pietro Caradonna, Alessandro Scavone, Vito Merendino, Caseificio Cucchiara e Mario Favuzza.
Alla serata saranno presenti Oliviero Toscani e Vittorio Sgarbi.
Vittorio Sgarbi invita a pedalare
Un simbolo di chiara derivazione grafica “futurista”, quello presentato da Vittorio Sgarbi, e con il quale intende concorrere con proprie liste alle prossime elezioni amministrative previste in numerosi comuni, a sostegno di sindaci della “area Sgarbi”.
Il simbolo contiene l’ invito: “Pedalate !“

Vittorio Sgarbi, candidato alle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009, nella circoscrizione Sicilia e Sardegna nella lista «La Destra – Movimento per le Autonomie – Partito Pensionati – Alleanza di Centro per la Liberta», e sindaco di Salemi spiega così l’idea: “E’ una esortazione a correre, all’azione contro l’immobilismo di una classe politica che pensa solo a perpetuare se stessa, non è in grado di svecchiare le istituzioni e di promuovere idee innovative.
A quanti hanno condiviso e condividono ogni giorno sempre più numerosi questo nuovo rinascimento della politica nato a Salemi, dico: “Avete voluto Sgarbi ? Pedalate !“
E Vittorio Sgarbi già pedala.
Domani martedì 12 maggio sarà a Trapani.
Alle 12,00 incontrerà gli studenti della Facoltà di Archeologia Navale e il preside Francesco Torre.
Alle 14,00, accompagnato da alcuni esponenti delle associazioni di tutela del patrimonio architettonico ed artistico della città, farà un sopralluogo alla Colombaia.
Alle 16,30 all’Hotel Cristal parteciperà ad una conferenza-dibattito sul tema «Diritti e doveri della legalità». In cui relatore con Vittorio Sgarbi sarà il Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani Andrea Tarondo. Previsti gli interventi di imprenditori, professionisti, sindacalisti, politici e giornalisti.
Alle 19,00 Sgarbi farà una passeggiate tra le vie della città per incontrare cittadini e commercianti.
Alle 20,00 negli studi dell’emittente Tele Sud per una trasmissione di approfondimento giornalistico.
Come è Baldo Gucciardi ? Esangue !
da wiktionary : “esangue = privo di sangue, che ha perso molto sangue (per estensione) pallido, smorto, smunto (senso figurato) privo di forza espressiva, di incisività, di vigore.”
Chi l’ha detto ?
Vittorio Sgarbi in una nota in risposta alle affermazioni di sconfessione dell’incontro tra alcuni esponenti del Pd trapanese e lo stesso sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.
“Provo sconforto per il metodo disumano della contrapposizione obbligatoria tra bene e male, che in Sicilia si chiama mafia ed antimafia – anche se la seconda spesso fà più danni della prima e ignora la mafia vera – ma non vorrei contribuire a moltiplicare i contrasti in casa Pd dando vita all’esangue Baldo Gucciardi, il quale si sveglia dal suo letargo soltanto per diramare un intollerabile comunicato di ispirazione autoritaria e moralistica contro un esponente sensibile e dialettico del suo partito come Giuseppe Canzoneri e i colleghi di Alcamo che lo hanno seguito in una visita di cortesia, di simpatia e di progetto di intese comuni. Io li ho ricevuti, oltretutto, proprio per scusarmi delle dichiarazioni troppo dure dopo la vicenda Serra contro il Pd, di cui Canzoneri aveva rivendicato l’opportunità e l’orgoglio politico dell’appartenenza.
Leggendo le dichiarazioni dell’onorevole Gucciardi mi rendo tristemente conto che non ci sono speranze di rigenerazione per la cattiva politica siciliana. In particolare trovo intollerabile il continuo riferimento denigratorio al ruolo di Pino Giammarinaro, anche da parte di un democristiano come Gucciardi di cui non sarebbe opportuno dimenticare che Ignazio Salvo fu padrino di battesimo, per essere coerenti con la logica che ispira le sue, come di altri, affermazioni genericamente diffamatorie.
La mia attività politica a Salemi non è in alcun modo subordinata alle decisioni degli esponenti locali, i quali sono talvolta sconcertati delle mie stesse scelte. In ogni caso Gucciardi non ha dato a Salemi, non solo quanto, nella sua attività politica tradizionale, ha dato Giammarinaro, ma quanto abbiamo dato politicamente, umanamente e moralmente io, Oliviero Toscani, Peter Glidewell, Bernardo Tortorici, e anche gli assessori locali, stimati e stimabili come Nino Scalisi, Vincenzo Lo Castro, Pino Ilardi, e oggi l’indipendente e del tutto svincolata dalla politica locale Antonella Favuzza vicesindaco.
Non so quindi quali contrapposizioni pretenda Gucciardi, atteso che, nella politica nazionale, già la presenza di Oliviero Toscani, fa riferimento alla componente più laica e libera del Partito Democratico. Forse Gucciardi non se n’è accorto. E forse ha dimenticato che anche i radicali fanno parte del PD.
Ora non vorrei che, denudato nella sua sterile ostinazione alla contrapposizione, Gucciardi ritirasse la sua firma al disegno di legge che ha presentato per Salemi, che ha condiviso con noi.
Con questo precedente, in cui egli ha manifestato lo stesso spirito che oggi autoritariamente interdice ed inibisce a Canzoneri, come giustifica la sua pretesa “opposizione chiara e netta” ?
E come può dirsi incompatibile e alternativo, oltre che a Giammarinaro, ad una parte politica con la quale ha collaborato ?
O si troverà forse nella condizione di quei «quattro improbabili attori della politica fragile dei nostri tempi”, di cui lui, evidentemente, è il quinto ?”
E dagli torto.
Camillo Iovino e Giacomo Scala, sindaci nella tempesta
A Valderice
il Sindaco Camillo Iovino (centrodestra) ha avuto notificato un avviso di garanzia per favoreggiamento a seguito delle indagini sulla inchiesta antimafia “Cosa Nostra Resort”.
Il Sindaco Camillo Iovino è indagato per favoreggiamento, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa.
Iovino, che era stato ascoltato dopo l’operazione antimafia, nella quale venne arrestato e succesivamente scarcerato, il suo vicesindaco Francesco Maggio, si era dichiarato estraneo a qualsiasi coinvolgimento, ma ora viene tirato dentro l’operazione che ha in Masino Coppola, imprenditore edile e del turismo, il principale indagato.
Ad Alcamo
il Sindaco Giacomo Scala (centrosinistra )ha avuto notificato un divieto di dimora per 15 giorni dal giudice per le indagini preliminari di Trapani, Massimo Corleo.
Il divieto di dimora avrebbe portato il Sindaco Scala a pernottare a Castellammare del Golfo.
Il grave provvedimento giudiziario è stato emesso a conclusione della indagine avviata dalla magistratura e relativa alla nomina di tre consulenti esterni al Comune.
Il provvedimento sarebbe limitato all’incidente probatorio che dovrà accertare le eventuali responsabilità nel contenzioso aperto tra il primo cittadino ed i consulenti che hanno poi lasciato il loro incarico. Scala sarebbe riunito con i suoi legali per verificare le carte e per comprendere il provvedimento del giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo.
Giacomo Scala, 45 anni, dipendente dell’agenzia regionale del Lavoro, è al suo secondo mandato come primo cittadino alla guida di una giunta di centrosinistra eletta nel maggio del 2007.
Lo stesso sindaco, nei mesi scorsi, aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di abuso d’ufficio.
Le nomine in discussione sono quelle di Antonio Fundarò, Liborio Ciacio e Giuseppe Pipitone.
Con lui è indagato anche il segretario comunale Cristoforo Recupati.
Salemi tra le riflessioni su Sciascia e il “Taste” di Firenze
Salemi
“Mafia ed antimafia: riflessioni nel ventesimo anniversario della morte di Leonardo Sciascia” è il titolo della Conferenza in programma lunedì 2 marzo a Salemi alle ore 11,00 nei saloni del castello arabo-normanno.
Tra i relatori il sindaco Vittorio Sgarbi, il prefetto Carlo Ferrigno, già Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, il Presidente nazionale dell’Associazione Antiracket e Antiusura Paolo Bocedi, la signora Tina Montinaro, vedova dell’agente di scorta Antonio Montinaro che perse la vita nella strage di Capaci il 23 maggio del 1992, i sindaci della provincia di Trapani, rappresentanti delle forze dell’ordine e diverse autorità politiche e istituzionali.
Momento importante della Conferenza sarà la stipula di un protocollo d’intesa tra diversi comuni siciliani per l’attuazione di iniziative volte ad arginare il fenomeno mafioso.
Firenze
Quarta edizione a Firenze di “Taste“, la rassegna di Pitti Immagine tutta dedicata al mondo dell’enogastronomia, un vero interessante viaggio nella cultura gastronomica italiana.
Quest’anno, “Taste”, uscirà dalla stazione Leopolda e con “fuori di Taste“, animerà enoteche, musei, ristoranti, negozi, gelaterie, mercati e chioschi di street food, oltre ad hotel, bar e caffè.
Nell’ambito di “Taste” sabato 14 marzo in serata, alla Terrazza Bardini, si potrà partecipare ad una cena tutta dedicata a Salemi che, unica e prima al mondo ha istituito l’ assessorato al “gusto e al disgusto”, a tutela del buono e del bello del suo territorio.
Per Vittorio Sgarbi i professionisti dell’antimafia sono …
In merito all’operazione di Polizia e Carabinieri denominata “Eolo” che in provincia di Trapani e non solo, nei giorni scorsi ha portato all’arresto di politici, imprenditori e burocrati, accusati di diversi reati nella realizzazione di impianti eolici, con il sostegno della mafia, il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi ha rivolto un plauso agli investigatori, ed ha chiarito a chi vada indirizzata la sua espressione di “professionisti dell’antimafia”:
“Apprezzo l’azione del Capo della Squadra Mobile di Trapani Giuseppe Linares, ne condivido le osservazioni e lo considero la migliore espressione dell’attività contro la mafia, espressa con impegno civile dalle forze dell’ordine che sono oggettivamente professionisti, sempre di qualità. Un plauso particolare anche ai Carabinieri del colonnello Giovanni Pietro Barbano.
Quando ho fatto e quando faccio riferimento, ricordando Leonardo Sciascia, ai professionisti dell’antimafia mi riferivo e mi riferisco alle associazioni e ad alcuni parenti delle vittime che ritengono di avere l’esclusiva nella interpretazione e nell’attività di contrasto etico – e non di impegno dello Stato, comè proprio delle forze dell’ordine – alla mafia.“.
Mafia, antimafia, Sgarbi, l’eolico a Salemi e Mazara e la Borsellino
... nel senso che tutti gli elementi del titolo, dalla polemica tra mafia ed antimafia, alla mafia dell’eolico denunciata da Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, alla polemica (priva di senso) della Borsellino con Sgarbi sui professionisti dell’antimafia, trovano credo risolutiva risposta in questa operazione di cui riferiscono oggi l’AGI e l’ANSA:
(AGI) – Trapani, 17 feb. -
Le mani della mafia sull’eolico.
Un patto tra fedelissimi del superlatitante Matteo Messina Denaro, politici, burocrati e imprenditori siciliani, campani e trentini per speculare sull’affare dell’energia pulita in Sicilia.
Otto le ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba da agenti della Squadra mobile e carabinieri del Reparto operativo provinciale di Trapani, al termine di complesse indagini sulle dinamiche politiche e imprenditoriali riguardanti la realizzazione di parchi eolici in Sicilia.
I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei Pm della Procura antimafia Ambrogio Cartosio e Piero Padova, nei confronti di politici, imprenditori e funzionari del Comune di Mazara del Vallo, oltre ad alcuni pregiudicati mafiosi, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, corruzione e violazione della legge elettorale.
Nell’operazione, denominata “Eolo”, sono stati impegnati oltre cento tra poliziotti e carabinieri, per arresti eseguiti in provincia di Trapani (Mazara del Vallo, Marsala, Trapani e Castelvetrano), nonche’ a Sala Consilina (Salerno) e a Trento.
Gli ordini di carcerazione riguardano: Giovan Battista Agate, di 66 anni, pluripregiudicato mafioso di Mazara del Vallo, fratello del piu’ noto Mariano Agate; Luigi Franzinelli, 64 anni, imprenditore di Trento; Vito Martino, imprenditore mazarese di 41 anni, gia’ assessore e consigliere comunale di Forza Italia; Melchiorre Saladino, 60 anni, imprenditore di Salemi (Trapani), ritenuto contiguo a Matteo Messina Denaro; Giuseppe Sucameli, mazarese di 60 anni, gia’ architetto del Comune di Mazara del Vallo, attualmente detenuto per associazione mafiosa. Altri tre sono stati posti agli arresti domiciliari: Baldassare Campana, mazarese di 60 anni, responsabile dello Sportello unico attivita’ produttive del Comune di Mazara del Vallo; Antonino Cottone, mazarese di 73 anni, imprenditore e gestore della “Calcestruzzi Mazara”; Antonio Aquara, 50 anni, imprenditore di Ottati (Salerno).
Gli arrestati, a vario titolo, avrebbero consentito alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, il controllo di attivita’ economiche, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici nel settore della produzione di energia elettrica mediante impianti eolici, anche attraverso lo scambio politico-mafioso di voti.
Inoltre, con la complicita’ di ignoti pubblici ufficiali in servizio al Comune di Mazara del Vallo, avrebbero rivelato notizie sottoposte a segreto d’ufficio, riguardanti uno schema di convenzione per la realizzazione di un parco eolico a cura della societa’ “Enerpro”; in particolare, il documento, temporaneamente asportato dalla cassaforte che lo custodiva, sarebbe stato reso noto agli amministratori della societa’ concorrente “Sud Wind S.r.l.”, affinche’ quest’ultima potesse presentare una convenzione analoga, ma a condizioni piu’ vantaggiose.
Non solo.
Tramite l’imprenditore di Salemi, Melchiorre Saladino, e con il concorso di altri pubblici ufficiali non ancora identificati, Vito Martino (prima da assessore, poi da consigliere comunale di Mazara del Vallo) e Baldassare Campana (nell’esercizio delle funzioni di responsabile dello Sportello unico attivita’ produttive del Comune di Mazara del Vallo), avrebbero “costantemente e ripetutamente favorito la societa’ Sud Wind S.r.l. nella stipula di una convenzione con il Comune di Mazara del Vallo – affermano gli investigatori – per la realizzazione di una centrale eolica per la produzione di energia elettrica, stabilendo una transazione corruttiva con Antonino Aquara e Luigi Franzinelli, rispettivamente amministratore unico e socio della Sud Wind S.r.l, ricevendo cospicue somme di denaro e autovetture di lusso”.
ANSA
MANI DEI BOSS SULL’EOLICO, ARRESTATI IMPRENDITORI E POLITICI
TRAPANI – I boss mafiosi avrebbero messo le mani sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. E’ quanto emerge dall’inchiesta che stamani ha portato all’arresto di imprenditori e politici trapanesi. Si tratta di otto provvedimenti cautelari emessi dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Piero Padova e Gino Cartosio. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Reparto operativo di Trapani e dagli agenti della polizia di Stato in servizio alla Squadra mobile di Trapani.
L’indagine mette in luce le dinamiche politiche e imprenditoriali che si sarebbero formate in questi anni per la realizzazione di “parchi eolici” in Sicilia, in particolare nel trapanese.
L’operazione antimafia che stamani ha portato all’arresto di otto persone, fra cui un imprenditore di Trento, si basa sui risultati delle indagini condotte da polizia e carabinieri di Trapani su una serie di progetti per la realizzazione di vari impianti eolici nel Trapanese. L’indagine é stata denominata “Eolo”, ed analizza le dinamiche politiche e imprenditoriali che, in particolare, hanno spinto l’amministrazione comunale di Mazara del Vallo (ma anche altre amministrazioni locali) ad optare per un programma di progressiva espansione dell’energia eolica.
Alla base dell’inchiesta vi è un’imponente attività d’intercettazione. Il risultato più rilevante consiste nell’aver appurato che l’attività illegale di imprenditori e politici avrebbe avuto un imprimatur mafioso. I boss avrebbero controllato gli affari sull’energia alternativa, anche mediante l’affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti eolici (scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti) per un affare di centinaia di milioni di euro ai quali si aggiungono, per la stessa entità, gli ingenti finanziamenti regionali di cui le imprese hanno beneficiato.
Salemi, tra contraddizioni artistiche e polemiche stantie
Credo che i due video che vi propongo meritino la vostra attenzione più della ennesima e vuota polemica in corso su mafia ed antimafia, che tuttavia, per completezza d’informazione, vi propongo subito dopo.
Nel primo lo scorso 31 dicembre Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della mostra a Salemi de, ”L’adorazione dei pastori”, di Rubens, dopo avere illustrato l’opera esposta e le sua valenze in relazione alla “Natività” del Caravaggio esposta a Messina, annuncia la prossima esposizione a Salemi in occasione delle “Cene di San Giuseppe” della “Natività”.
Nel secondo video le rimostranze di Graziano Cecchini, per lo sfratto dato alle opere di Street Art dall’assessore alla cultura Peter Glidewell in occasione della mostra del Rubens.
Infine diamo conto della ennesima polemica sul tema della mafia e dell’antimafia, questa volta con Sonia Alfano.
Con una dichiarazione all’agenzia ASCA Sonia Alfano, ricorda a Sgarbi che “per rispetto della sua stessa intelligenza dovrebbe avere il buon senso di tacere e di non osare pronunciare i nomi dei nostri cari e, per una volta nella vita, manifestare coerenza mantenendo fede al proposito palesato pochi giorni fa di dimettersi. La Sicilia gliene sarebbe grata“, il tutto dopo avere affermato che: “Le volgari reazioni ed accuse di Vittorio Sgarbi alle nostre parole sull’iniziativa del suo assessore, Oliviero Toscani, di registrare il marchio ‘M.A.F.I.A.’, suscitano in noi l’indifferenza e la compassione che un simile personaggio merita“
Nella nota diffusa dall’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Sonia Alfano, in qualità di presidente, replica alle ultime dichiarazioni del critico d’arte e sindaco di Salemi, ricordando che “Sgarbi, come di consueto, sproloquia con la sua solita volgarita’ di argomenti che non e’ in grado di comprendere. Non sa o finge di non sapere che le parole di Sciascia, cosi’ care al sindaco di Salemi, sui professionisti dell’antimafia erano un chiaro riferimento a Paolo Borsellino, alla cui vedova Sgarbi ha proposto di concedere la cittadinanza onoraria di Salemi“.
Sonia Alfano, quindi, fa notare che “ad ulteriore riprova dell’incoerenza e dell’assoluta malafede di Sgarbi, che mente sapendo di mentire, ci teniamo a precisare che la suddetta associazione non percepisce alcun contributo pubblico ma e’ interamente autofinanziata da noi familiari togliendo tempo e danaro alle nostre famiglie. E’ comprensibile che Sgarbi abbia dato per scontato che le nostre molte attivita’ siano finanziate con contributi pubblici poiche’ lui vive ed ha sempre vissuto sulle spalle dei contribuenti. A volte in modo lecito, a volte rubando ai cittadini italiani, come la sua condanna per truffa nei confronti dello Stato dimostra“.
“Fa sorridere – continua la nota – che un condannato per truffa si preoccupi di capire come siano amministrati dei fondi pubblici. Ad ogni modo, voglia Sgarbi sapere, che svariate volte abbiamo chiesto che sull’argomento venga fatta chiarezza e sono numerose le denunce che abbiamo avanzato contro l’elargizione poco trasparente dei fondi per l’antimafia pur non avendone mai beneficiato. Ci duole far notare ad un pregiudicato del suo calibro, qualora confuso dai fumi dei suoi deliri non se ne fosse accorto, che noi, nel chiedere trasparenza siamo assai piu’ credibili di un condannato per truffa nei confronti dello Stato, sponsorizzato, durante questa sua ultima pittoresca avventura politica, da un ex latitante quale Giuseppe Giammarinaro e’ stato. Va da se’ – sottolinea Sonia alfano – che ad un personaggio con un simile curriculum non resta altro da fare che attaccare, con notizie peraltro false e dunque ancor piu’ volgari, i familiari degli uomini morti per difendere questa nazione anche da persone come Vittorio Sgarbi e che nessuno conosce meglio di noi“.
Il tutto in risposta alle affermazioni fatte da Vittorio Sbarbi e che possono essere riassunte da una nota dell’agenzia IMGPress.it in cui Vittorio Sgarbi affermava: “La mancanza di intelligenza, sostanziale e formale, di Sonia Alfano e delle presunte associazioni antimafia – dalle quali, sono certo, non si sentono rappresentati molti parenti delle vittime – arriva a colpire anche l’assessore Oliviero Toscani, il quale registrando il marchio M.A.F.I.A ha fatto una scelta antimafiosa, paradossale e provocatoria comè nel suo stile. Difficile immaginare che capiscano lo stile persone che ne sono prive al punto da continuare a parlare in nome di morti che non possono rispondere. Respingo ogni polemica annunciando la commemorazione di Leonardo Sciascia nel ventennale della morte con un grande convegno sul tema ‘I professionisti dell’antimafia e i finanziamenti pubblici alle loro attività’, già sotto inchiesta dopo la questione di don Bucaro del ‘Centro Borsellino’. E chiederò alla Commissione antimafia come vengono spesi i finanziamenti da queste associazioni e con quale beneficio nell’azione sostanziale contro la mafia che va fatta con proposte e garanzie ai cittadini onesti. Per questo sono certo che valga di più la mostra della natività di Rubens delle inutili polemiche non contro di me ma contro Agnese Borsellino per sue dichiarazioni spontanee e limpidissime nella visione di una nuova Sicilia anche attraverso la presenza di persone come Oliviero Toscani, Peter Glidewell, Philippe D’Averio, Carlin Petrini e me. Annuncio ancora che nel ventennale della morte di Sciascia il progetto del museo della mafia, affidato alla Fondazione Rosselli – e per la Comunicazione ad Oliviero Toscani – sarà dedicato alla memoria di Leonardo Sciascia, di cui sono assolutamente certo di interpretare il pensiero, a differenza di quanti, da sinistra e in modo arbitrario, interpretano quello di Paolo Borsellino, di cui non io, ma Francesco La Licata, ricorda la militanza nel Fuan. Sono proprio le associazioni come quella presieduta da Sonia Alfano che vogliono politicizzare una materia che resta nell’ambito criminale e contro la quale Oliviero Toscani e io non abbiamo meno titoli e meno volontà di contrapposizione avendo sempre lavorato per la difesa di valori di civiltà e di libertà. Se a loro piacciono i fascisti di sinistra come Antonio Di Pietro, vadano a vedere, mentre accusano me di truffe inesistenti – materialmente ed economicamente inesistenti – dove siano finiti i finanziamenti al partito ottenuti da Di Pietro, e di fronte a questo esempio di doppia morale, si vergognino“.











