Diarioelettorale Weblog

Blog sui fatti amministrativi di Castellammare del Golfo, Salemi, Provincia di Trapani

Posts Tagged ‘antimafia

In Sicilia, provincia di Trapani, c’è gente così … e poi c’è Papania

con 6 commenti

Catturato il capomafia Raccuglia

Gente in strada applaude e grida ’scemo’

PALERMO – Era già successo altre volte in occasione dell’arresto di boss di rango come Giovanni Brusca o Bernardo Provenzano, di fronte alla Questura di Palermo, ma questa volta la gente è scesa subito in strada a Calatafimi, il paese del trapanese dove è stato catturato Mimmo Raccuglia. Non appena si è sparsa la vice dell’arresto del capomafia una piccola folla si è infatti radunata davanti al covo dove è stato bloccato il latitante. La gente ha applaudito i poliziotti con il volto coperto da passamontagna che avevano partecipato all’operazione e ha cominciato a scandire un insulto bruciante per un mafioso del calibro di Raccuglia: “Scemo, scemo…“. Una scena analoga si è ripetuta poco dopo davanti agli uffici della Questura di Palermo, al momento dell’arrivo del corteo di auto blindate che scortavano il boss. I ragazzi di Addiopizzo, oltre ad applaudire, hanno cominciato a scandire in coro: “chi non salta è mafioso”, e gli agenti della sezione catturandi affacciati dalle finestre hanno accolto l’invito, saltando ritmicamente e salutando con le mani la folla che si era radunata nella piazza.

ANSA.IT

Written by diarioelettorale

16 Novembre, 2009 alle 7:18 am

Due ortolani per un senatore

con un commento

Continuano sul giornale “La Sicilia” gli approfondimenti sull’operazione “Dioscuri” da parte dell’ottimo Rino Giacalone.

Un secondo “ortolano” per casa Papania

Operazione Dioscuri – Di Maria si faceva aiutare dal castellammarese Mulè in odor di mafia

Alcamo. Gli «ortolani» in odor di mafia di casa Papania, senatore del Pd, sarebbero stati due. Uno, Filippo Di Maria, l’altro un castellammarese, Maurizio Gaspare Mulè, 41 anni, autista di scuolabus del Comune di Castellammare. Il figlio Claudio risulta essere stato indagato in una indagine antimafia. Lui stesso sarebbe stato visto incontrarsi con il boss mafioso castellammarese, Mariano Asaro. Nessun rapporto diretto tra Mulè e l’esponente del Pd, annotano gli investigatori, rapporti sempre «mediati» da Filippo Di Maria, uno dei 10 arrestati dell’operazione antimafia «Dioscuri».

Anche Mulè si occupava del giardino della villetta del senatore Papania che su sollecitazione del Di Maria si sarebbe interessato a fare avere un trasferimento alla moglie di Mulè, impiegata alle Poste, in una intercettazione Di Maria e Mulè commentano la circostanza, non solo il trasferimento ma la donna ottenne anche una «promozione». E Di Maria in più occasioni parlando con Mulè gli dice che «a quello là bisogna andare ad incontrarlo per ringraziarlo».

Le intercettazioni depositate nel procedimenti tradiscono una miriade di contatti tra Di Maria, Castrenze Papania, fratello del senatore, con l’assessore comunale Giuseppe Scibilia. Quest’ultimo in una occasione contatta “Fifì” Di Maria quando c’era da portare elettori ai gazebo del Pd per le primarie nazionali del 2005: «Filippo mi dispiace disturbarti ad ora di pranzo… però qua di pomeriggio ci dobbiamo dare aiuto … dobbiamo cerca di fare venire persone ti devi andare a fare un giro tu …non può essere cosi… minchia siamo… gli amici… amici…» E Di Maria: «Io già me lo sono andato a fare un giro e vengono di pomeriggio…vengono…». Ma gli elettori pare non continuassero ad arrivare come era desiderato proprio dal senatore Papania. E A Di Maria arrivò un’altra telefonata: «Ti ho chiamato cento volte vedi che mi ha chiamato Nino e mi ha detto che è incazzato perché… abbiamo portato poche persone a votare…lui mi ha detto muovetevi perchè siamo in mezzo ad una strada».

Poi c’è il capitolo assunzioni. Sopratutto donne, Grazia, Agata, Anna, Cecilia, la stessa figlia del Di Maria. “Fifì” si occupava di veicolare le richieste verso la segreteria del sen. Papania, nelle intercettazioni si parla di assunzioni in scuole attraverso le cooperative. «Ci vediamo in segreteria dall’onorevole, lui stesso ti dirà dove vai a lavorare» si sentì dire un giorno a Di Maria parlando al telefono con una delle «raccomandate».

Rino Giacalone

da “La Sicilia

Written by diarioelettorale

12 Novembre, 2009 alle 6:13 pm

Pubblicato in Cronaca

Taggato con , , , , ,

Operazione Dioscuri, dieci arresti ad Alcamo

con un commento

Provvedimento anche per due donne

03 novembre, 07:36

TRAPANI – Agenti della Squadra Mobile di Trapani e del commissariato di Alcamo hanno arrestato dieci persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, incendio, danneggiamento, detenzione illegale di armi ed esplosivi e ricettazione. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato e dai pm della dda Paolo Guido e Carlo Marzella, ha ricostruito gli assetti del mandamento mafioso di Alcamo, controllato dalla storica famiglia mafiosa dei Melodia, strettamente legata al boss latitante Matteo Messina Denaro. Al capomafia ricercato i Melodia, da anni ai vertici del mandamento, avrebbero fatto riferimento in caso di dissidi con “famiglie” di altre zone. Tra gli arrestati anche due donne: Anna Maria Accurso, moglie del capo mandamento detenuto Antonino Melodia, e Anna Greco, figlia di uno degli arrestati. Accurso veniva impiegata per ricevere e conservare i soldi incassati dalle estorsioni. Greco, invece, era incaricata di recapitare le lettere con le richieste di pizzo e riscuotere il denaro dalle vittime del racket.

In carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Palermo Antonella Consiglio, sono finiti Anna Maria Accurso, 46 anni, Filippo Di Maria, 46 anni; Lorenzo Greco, 77 anni; Diego Melodia, 74 anni; Nicolò Melodia, 85 anni; Stefano Regina, 45 anni; Gaetano Scarpulla, 40 anni; Felice Vallone, 41 anni; Tommaso Vilardi, 66 anni e Anna Greco, 49 anni. A Lorenzo Greco, Stefano Regina e Felice Vallone, già detenuti, la misura cautelare è stata notificata in carcere.

Per anni hanno combattuto una lotta fratricida per il controllo del mandamento: Diego e Nicolò Melodia, esponenti storici della mafia di Alcamo, si sono contesi i guadagni del racket delle estorsioni e la gestione degli affari illeciti della zona. E’ uno dei particolari emersi dall’operazione antimafia denominata Dioscuri proprio in riferimento al rapporto di parentela tra i due arrestati. I moderni Castore e Polluce avrebbero dato vita a due opposte fazioni reclutando, ciascuno, i propri fedelissimi. E imprenditori e commercianti sarebbero stati costretti a far fronte alle richieste di pizzo dell’una e dell’altra cosca. Secondo gli inquirenti, Nicola Melodia, dopo l’arresto dei due figli Antonino e Ignazio, ha assunto il ruolo di capo della famiglia di Alcamo. Il fratello Diego ha tentato di scalzarlo accaparrandosi il controllo del racket grazie a Lorenzo Greco, già condannato per favoreggiamento mafioso e detenzione di armi, e Felice Vallone, da poco scarcerato dopo una condanna per mafia. Dell’esercito di Nicolò Melodia, invece, avrebbe fatto parte, tra gli altri, Filippo Di Maria che, secondo gli inquirenti, avrebbe riscosso il pizzo e intrattenuto rapporti con politici locali per conto della cosca. Numerosi i danneggiamenti e le estorsioni scoperte dalla polizia: ai taglieggiamenti, spesso doppi, venivano sottoposti concessionarie di auto e imprese. Le somme chieste andavano dai 10mila euro fino ai 200mila imposti ad un imprenditore alcamese.

ANSA.IT

Se “Antimafia” diventa solo una parola

nessun commento

La vicenda la ricorderete tutti ed è quella di Vincenzo Parisi titolare, assieme a Pietro Pipitone, dell’impresa di calcestruzzi Celso di Balata di Baida, frazione di Castellammare del Golfo, che a ferragosto 2007 venne praticamente distrutta da un attentato incendiario di matrice mafiosa.
I titolari sono tra i pochi imprenditori, tra quelli che lavorano in provincia di Trapani, ad avere deciso di denunciare le pressioni mafiose  ricevute ed oggi sono iscritti tra le parti offese di un processo che va a incominciare.

Ebbene a distanza di due anni da quell’attentato, dopo la denuncia all’attività giudiziaria, attesi i tempi delle indagini, e richiesti alla prefettura gli aiuti, le provvisionali che per legge sono previste a favore di coloro i quali hanno subito la protervia mafiosa, l’estorsione, il fuoco distruttore e l’hanno denunciato, i titolari della impresa di calcestruzzi Celso di Balata di Baida continuano incredibilmente a rimanere in attesa di risposta, vittime della mafia prima e dello scaricabarile delle istituzioni poi.

Tutta la vicenda la trovate raccontata qui da Rino Giacalone

Written by diarioelettorale

22 Settembre, 2009 alle 12:04 pm

Da Salemi all’Aquila passando per Firenze

nessun commento

Un duro atto di accusa è stato lanciato da Vittorio Sgarbi, Sindaco della Città di Salemi, sulle anomalie dei finanziamenti erogati per i danni del terremoto nel Belice del 1968.

“Un centro storico importante, sottratto alla tutela dello Stato e della Regione, è stato gravemente compromesso dalla ricostruzione interamente finanziata dallo Stato attraverso le cosiddette commissioni comunali ‘ex articolo 5′ che valutano i progetti e deliberano i contributi. Sto procedendo all’accertamento delle demolizioni, anche recenti, di edifici intatti nel centro storico, in alcun modo colpiti dal terremoto e distrutti per ottenere finanziamenti per ricostruzioni con materiali impropri e con l’alibi della messa in sicurezza per il terremoto. E’ risultato che il terremoto ha prodotto infinitamente meno danni di quanti ne abbia procurato la ricostruzione. Vero e proprio terremoto con effetti a strascico, sciame sismico, dopo 40 anni. Ho accertato che nel pieno centro storico sono stati abbattuti edifici integri, l’ultimo in via Amendola, in nessun modo interessati da lesioni del terremoto del 1968. Ho perciò deciso di sospendere tutti i finanziamenti attribuiti dalla commissione ‘ex articolo 5′, erogati in modo fraudolento con la complicità di tecnici che hanno fornito perizie giurate totalmente estranee allo stato di fatto, attribuendo agli edifici condizioni di pericolo inesistenti. Ravviso nella complicità tra tecnici, politici e imprenditori a danno dello Stato una vera e propria associazione a delinquere che ha sostanzialmente attivato percorsi mafiosi allo stesso modo di quanto è avvenuto per i parchi eolici di cui sembra che solo la Sicilia abbia straordinaria necessità. Le consuetudini mafiose sono proprio nella consapevole attività di inganno alle istituzioni sfruttandone le normative a fini di lucro personale. La documentazione che ho raccolto nel centro storico è assolutamente inequivocabile, a partire dall’abbattimento, sospeso in extremis, di uno degli edifici monumentali di maggiore interesse della città, emblematicamente alle spalle del Comando dei vigili urbani e di fronte l’ufficio tecnico del Comune. Naturalmente i finanziamenti verranno liberati per chiunque vorrà partecipare alla opportuna impresa di ripristinare, restaurare, riparare gli edifici storici. Per questo ho già incontrato l’imprenditore Andrea Vecchio concordando, come atto generoso di liberalità civica, il recupero di un edificio di proprietà del Comune da destinare ad iniziative di educazione civica. Ho sperato nell’estinzione della mafia, almeno rispetto ai suoi referenti istituzionali, ma sono costretto a riconoscerne l’evidenza nell’azione criminale e distruttiva contro le città e il paesaggio, beni primari della Sicilia e della sua civiltà, culturale e agricola“.

Vittorio Sgarbi fornirà la documentazione in una conferenza stampa in occasione della presentazione dei risultati della ricostruzione a Salemi in un convegno che si terà a L’Aquila il 23 giugno prossimo con l’obiettivo di scongiurare analoghi rischi nella ricostruzione dell’Abruzzo.

E a proposito d’Abbruzzo, si apprende che il Comune di Salemi parteciperà ad una raccolta di fondi da destinare al restauro della Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila.

La torre, distrutta dal terremoto dello scorso aprile, fu fatta costruire dalla famiglia dei Medici che ne ebbe il dominio fra il 1579 e il 1743, periodo nel quale raggiunse il massimo splendore con il fiorente commercio della lana che lì veniva prodotta per poi essere lavorata in Toscana ed esportata in tutta Europa.

L’appuntamento è per mercoledì 24 giugno alle 18.30 a Villa Bardini, dalla cui nota terrazza si domina la città di Firenze.

L’iniziativa è nata da un’idea di Umberto Montano, noto ristoratore fiorentino, presidente dell’Associazione «Salemi e Pepemi» e patron del “Ristorante Terrazza Bardini”, il patrocinio della Provincia regionale di Firenze, del Comune di Salemi e il supporto della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, Maggio Musicale Fiorentino, Pitti Immagine, Starhotels e Lungarno Alberghi.

Nel corso della serata, oltre ai tradizionali “Fochi” di San Giovanni, il programma prevede degustazioni, musica, installazioni video e fotografiche con ospiti d’eccellenza.

Alle 22,45 i cameristi del Maggio Musicale Fiorentino diretti dal primo violino Domenico Pierini offriranno in esclusiva l’anteprima del programma che, in luglio, li vedrà protagonisti di un concerto nel nuovo teatro nazionale di Pechino.

La Città di Salemi sarà presente con l’associazione “Salemi e Pepemi”, il sodalizio di produttori locali, voluto da Umberto Montano, Oliviero Toscani e Vittorio Sgarbi, per promuovere le eccellenze dell’enogastronomia locale.

A Firenze saranno così presenti i produttori salemitani Gaetano Palermo, Pietro Caradonna, Alessandro Scavone, Vito Merendino, Caseificio Cucchiara e Mario Favuzza.

Alla serata saranno presenti Oliviero Toscani e Vittorio Sgarbi.

Written by diarioelettorale

21 Giugno, 2009 alle 11:20 am

Vittorio Sgarbi invita a pedalare

con un commento

Un simbolo di chiara derivazione grafica “futurista”, quello presentato da Vittorio Sgarbi, e con il quale intende concorrere con proprie liste alle prossime elezioni amministrative previste in numerosi comuni, a sostegno di sindaci della “area Sgarbi”.

Il simbolo contiene l’ invito: “Pedalate !

pedalate

Vittorio Sgarbi, candidato alle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009, nella circoscrizione Sicilia e Sardegna nella lista «La Destra – Movimento per le Autonomie – Partito Pensionati – Alleanza di Centro per la Liberta», e sindaco di Salemi spiega così l’idea: “E’ una esortazione a correre, all’azione contro l’immobilismo di una classe politica che pensa solo a perpetuare se stessa, non è in grado di svecchiare le istituzioni e di promuovere idee innovative.
A quanti hanno condiviso e condividono ogni giorno sempre più numerosi questo nuovo rinascimento della politica nato a Salemi, dico: “Avete voluto Sgarbi ? Pedalate !

E Vittorio Sgarbi già pedala.

Domani martedì 12 maggio sarà a Trapani.

Alle 12,00 incontrerà gli studenti della Facoltà di Archeologia Navale e il preside Francesco Torre.

Alle 14,00, accompagnato da alcuni esponenti delle associazioni di tutela del patrimonio architettonico ed artistico della città, farà un sopralluogo alla Colombaia.

Alle 16,30 all’Hotel Cristal parteciperà ad una conferenza-dibattito sul tema «Diritti e doveri della legalità». In cui relatore con Vittorio Sgarbi sarà il Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani Andrea Tarondo. Previsti gli interventi di imprenditori, professionisti, sindacalisti, politici e giornalisti.

Alle 19,00 Sgarbi farà una passeggiate tra le vie della città per incontrare cittadini e commercianti.

Alle 20,00 negli studi dell’emittente Tele Sud per una trasmissione di approfondimento giornalistico.

Come è Baldo Gucciardi ? Esangue !

nessun commento

da wiktionary : “esangue = privo di sangue, che ha perso molto sangue (per estensione) pallido, smorto, smunto (senso figurato) privo di forza espressiva, di incisività, di vigore.”

Chi l’ha detto ?

Vittorio Sgarbi in una nota in risposta alle affermazioni di sconfessione dell’incontro tra alcuni esponenti del Pd trapanese e lo stesso sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.

“Provo sconforto per il metodo disumano della contrapposizione obbligatoria tra bene e male, che in Sicilia si chiama mafia ed antimafia – anche se la seconda spesso fà più danni della prima e ignora la mafia vera – ma non vorrei contribuire a moltiplicare i contrasti in casa Pd dando vita all’esangue Baldo Gucciardi, il quale si sveglia dal suo letargo soltanto per diramare un intollerabile comunicato di ispirazione autoritaria e moralistica contro un esponente sensibile e dialettico del suo partito come Giuseppe Canzoneri e i colleghi di Alcamo che lo hanno seguito in una visita di cortesia, di simpatia e di progetto di intese comuni. Io li ho ricevuti, oltretutto, proprio per scusarmi delle dichiarazioni troppo dure dopo la vicenda Serra contro il Pd, di cui Canzoneri aveva rivendicato l’opportunità e l’orgoglio politico dell’appartenenza.

Leggendo le dichiarazioni dell’onorevole Gucciardi mi rendo tristemente conto che non ci sono speranze di rigenerazione per la cattiva politica siciliana. In particolare trovo intollerabile il continuo riferimento denigratorio al ruolo di Pino Giammarinaro, anche da parte di un democristiano come Gucciardi di cui non sarebbe opportuno dimenticare che Ignazio Salvo fu padrino di battesimo, per essere coerenti con la logica che ispira le sue, come di altri, affermazioni genericamente diffamatorie.

La mia attività politica a Salemi non è in alcun modo subordinata alle decisioni degli esponenti locali, i quali sono talvolta sconcertati delle mie stesse scelte. In ogni caso Gucciardi non ha dato a Salemi, non solo quanto, nella sua attività politica tradizionale, ha dato Giammarinaro, ma quanto abbiamo dato politicamente, umanamente e moralmente io, Oliviero Toscani, Peter Glidewell, Bernardo Tortorici, e anche gli assessori locali, stimati e stimabili come Nino Scalisi, Vincenzo Lo Castro, Pino Ilardi, e oggi l’indipendente e del tutto svincolata dalla politica locale Antonella Favuzza vicesindaco.

Non so quindi quali contrapposizioni pretenda Gucciardi, atteso che, nella politica nazionale, già la presenza di Oliviero Toscani, fa riferimento alla componente più laica e libera del Partito Democratico. Forse Gucciardi non se n’è accorto. E forse ha dimenticato che anche i radicali fanno parte del PD.

Ora non vorrei che, denudato nella sua sterile ostinazione alla contrapposizione, Gucciardi ritirasse la sua firma al disegno di legge che ha presentato per Salemi, che ha condiviso con noi.

Con questo precedente, in cui egli ha manifestato lo stesso spirito che oggi autoritariamente interdice ed inibisce a Canzoneri, come giustifica la sua pretesa “opposizione chiara e netta” ?
E come può dirsi incompatibile e alternativo, oltre che a Giammarinaro, ad una parte politica con la quale ha collaborato ?
O si troverà forse nella condizione di quei «quattro improbabili attori della politica fragile dei nostri tempi”, di cui lui, evidentemente, è il quinto ?”

E dagli torto.

Written by diarioelettorale

18 Aprile, 2009 alle 7:09 am

Camillo Iovino e Giacomo Scala, sindaci nella tempesta

con 2 commenti

A Valderice

il Sindaco Camillo Iovino (centrodestra) ha avuto notificato un avviso di garanzia per favoreggiamento a seguito delle indagini sulla inchiesta antimafia “Cosa Nostra Resort”.
Il Sindaco Camillo Iovino è indagato per favoreggiamento, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa.
Iovino, che era stato ascoltato dopo l’operazione antimafia, nella quale venne arrestato e succesivamente scarcerato, il suo  vicesindaco Francesco Maggio, si era dichiarato estraneo a qualsiasi coinvolgimento, ma ora viene tirato dentro l’operazione che ha in Masino Coppola, imprenditore edile e del turismo, il principale indagato.

Ad Alcamo

il Sindaco Giacomo Scala (centrosinistra )ha avuto notificato un divieto di dimora per 15 giorni dal giudice per le indagini preliminari di Trapani, Massimo Corleo.
Il divieto di dimora avrebbe portato il Sindaco Scala a pernottare a Castellammare del Golfo.
Il grave provvedimento giudiziario è stato emesso a conclusione della indagine avviata dalla magistratura e relativa alla nomina di tre consulenti esterni al Comune.
Il provvedimento sarebbe limitato all’incidente probatorio che dovrà accertare le eventuali responsabilità nel contenzioso aperto tra il primo cittadino ed i consulenti che hanno poi lasciato il loro incarico. Scala sarebbe riunito con i suoi legali per verificare le carte e per comprendere il provvedimento del giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo.
Giacomo Scala, 45 anni, dipendente dell’agenzia regionale del Lavoro, è al suo secondo mandato come primo cittadino alla guida di una giunta di centrosinistra eletta nel maggio del 2007.
Lo stesso sindaco, nei mesi scorsi, aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di abuso d’ufficio.
Le nomine in discussione sono quelle di Antonio Fundarò, Liborio Ciacio e Giuseppe Pipitone.
Con lui è indagato anche il segretario comunale Cristoforo Recupati.

Salemi tra le riflessioni su Sciascia e il “Taste” di Firenze

nessun commento

Salemi

Mafia ed antimafia: riflessioni nel ventesimo anniversario della morte di Leonardo Sciascia” è il titolo della Conferenza in programma lunedì 2 marzo a Salemi alle ore 11,00 nei saloni del castello arabo-normanno.

Tra i relatori il sindaco Vittorio Sgarbi, il prefetto Carlo Ferrigno, già Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, il Presidente nazionale dell’Associazione Antiracket e Antiusura Paolo Bocedi, la signora Tina Montinaro, vedova dell’agente di scorta Antonio Montinaro che perse la vita nella strage di Capaci il 23 maggio del 1992, i sindaci della provincia di Trapani, rappresentanti delle forze dell’ordine e diverse autorità politiche e istituzionali.

Momento importante della Conferenza sarà la stipula di un protocollo d’intesa tra diversi comuni siciliani per l’attuazione di iniziative volte ad arginare il fenomeno mafioso.

Firenze

Quarta edizione a Firenze di “Taste“, la rassegna di Pitti Immagine tutta dedicata al mondo dell’enogastronomia, un vero interessante viaggio nella cultura gastronomica italiana.

Quest’anno, “Taste”, uscirà dalla stazione Leopolda e con “fuori di Taste“, animerà enoteche, musei, ristoranti, negozi, gelaterie, mercati e chioschi di street food, oltre ad hotel, bar e caffè.

Nell’ambito di “Taste” sabato 14 marzo in serata, alla Terrazza Bardini, si potrà partecipare ad una cena tutta dedicata a Salemi che, unica e prima al mondo ha istituito l’ assessorato al “gusto e al disgusto”, a tutela del buono e del bello del suo territorio.

Written by diarioelettorale

28 Febbraio, 2009 alle 11:01 am

Per Vittorio Sgarbi i professionisti dell’antimafia sono …

nessun commento

In merito all’operazione di Polizia e Carabinieri denominata “Eolo” che in provincia di Trapani e non solo, nei giorni scorsi ha portato all’arresto di politici, imprenditori e burocrati, accusati di diversi reati nella realizzazione di impianti eolici, con il sostegno della mafia, il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi ha rivolto un plauso agli investigatori, ed ha chiarito a chi vada indirizzata la sua espressione di “professionisti dell’antimafia”:

“Apprezzo l’azione del Capo della Squadra Mobile di Trapani Giuseppe Linares, ne condivido le osservazioni e lo considero la migliore espressione dell’attività contro la mafia, espressa con impegno civile dalle forze dell’ordine che sono oggettivamente professionisti, sempre di qualità. Un plauso particolare anche ai Carabinieri del colonnello Giovanni Pietro Barbano.

Quando ho fatto e quando faccio riferimento, ricordando Leonardo Sciascia, ai professionisti dell’antimafia mi riferivo e mi riferisco alle associazioni e ad alcuni parenti delle vittime che ritengono di avere l’esclusiva nella interpretazione e nell’attività di contrasto etico – e non di impegno dello Stato, comè proprio delle forze dell’ordine – alla mafia.“.

Written by diarioelettorale

19 Febbraio, 2009 alle 10:07 am