Processo per l’omicidio di Mauro Rostagno (10)

Udienza del 18 maggio 2011 del processo per l’uccisione del sociologo e giornalista Mauro Rostagno avvenuta nel piccolo borgo di Lenzi, fra Custonaci e Valderice la sera del 26 settembre 1988, in corso di svolgimento davanti alla Corte d’Assise di Trapani.

Alla sbarra il boss mafioso Vincenzo Virga e Vito Mazzara, per l’accusa, rispettivamente, mandante e killer dell’omicidio che sarebbe stato deciso per punire Rostagno per la sua attività giornalistica condotta attraverso l’emittente Rtc ‘Radio Tele Cine’.

Durante l’udienza vengono esaminate i testi: Pietro Amodeo, Silvana Fonte, Emilia Francesca Fonte,

Apre le audizioni l’ispettore capo della Digos Pietro Amodeo che otto anni dopo l’omicidio, nel 1996, partecipò alle indagini sulla cosidetta pista interna alla Saman, sfociata nell’operazione «Codice Rosso» coordinata dalla Procura di Trapani e che si rivelò fuorviante rispetto alle indagini sull’uccisione di Mauro Rostagno.
L’inchiesta (la cosidetta pista interna) infatti non approdò a niente di significativo e a carico dei soggetti indicati come esecutori materiali (tra i quali Cammisa Giuseppe, Marrocco Luciano, Oldrini Massimo e Rallo Giuseppe tutti soggetti i quali avevano avuto dei contrasti con Mauro Rostagno) non si accertò niente di significativo.
L’Amodeo riferisce anche sui verbali di riconoscimento fotografico (quattro) cui furono sottoposte le sorelle Fonte e sulle formalità fatte rispettare in quella sede nell’ambito di quella inchiesta.
Furono sottoposti quattro fascicoli fotografici elaborati sia dalla Digos che dal reparto operativo dei Carabinieri.
Tra i soggetti riconosciuti da uno o l’altra delle sorelle Fonte o da entrambe, riferisce l’ispettore Pietro Amodeo, vi furono un tale Genovese Giovan Battista, Oldrini Massimo, Rallo Giuseppe, Marrocco Luciano, Bonanno Giacomo e Alì Monder tutti soggetti riconosciuti ed indicati come partecipanti all’omicidio.
A conclusione di questa attività furono emessi dei provvedimenti cautelari nel corso del 1996, ma in seguito furono annullati dal tribunale del riesame.

Dopo la sopspensione vergono quindi raccolte le testimonianze delle sorelle Fonte, Silvana ed Emilia, che il 26 settembre del 1988 furono testimoni del passaggio delle auto per quella strada che porta a Lenzi.
All’epoca dell’omicidio Silvana Fonte aveva 13 anni ed Emilia Fonte 17.

“Quella sera ero sui gradini della chiesa”, ha raccontato Silvana Fonte, “all’improvviso vidi arrivare l’auto di Mauro. Era insieme con Monica Serra. Procedeva ad un’andatura più elevata rispetto a quella delle altre sere. Dietro c’era un’altra auto, una Fiat Uno, con a bordo tre persone. Non si trattava di gente del posto”.

Sollecitata dai pubblici ministeri Gaetano Paci e Francesco Del Bene a fornire una descrizione degli occupanti, la donna ha risposto: “Erano tre ragazzi. Il conducente e la persona che gli sedeva accanto avevano all’incirca venticinque anni mentre quello che stava sul sedile posteriore era più giovane”.

L’imputato Vito Mazzara aveva all’epoca dei fatti quarant’anni.

La testimonianza resa in sede di dibattimento dalla Silvana Fonte contraddice precedenti verbali di riconoscimento del 1996.
Nei verbali di riconoscimento la Fonte era certa che il soggetto ritratto in più di una delle fotografie (la 3 e la 6) mostrategli dagli investigatori fosse uno degli uomini che aveva visto a bordo dell’auto (la Fiat Uno) che inseguiva Mauro Rostagno e che sedeva accanto al posto di guida.
Imoltre la Silvana Fonte aveva ritenuto di vedere il soggetto che era seduto nella Fiat Uno, togliersi una calza da donna dal viso, quando aveva rivisto l’auto passargli davanti dopo l’uccisione di Rostagno.

E’ da notare che nel corso del dibattimento si è appreso che la foto 3 e la foto 6 ritraevano in realtà non il medesimo soggetto, ma due soggetti diversi, in particolare l’Oldrini e il Rallo.

Anche il soggetto della foto numero 7 (Genovese Giovan Battista) era stato riconosciuto, ed era anche lui a bordo della Fiat Uno, ma anche il soggetto della foto 4 (Graffeo Salvatore) al 70-75% avrebbe individuato come autista della Fiat Uno .

In sede di dibattimento la Silvana Fonte afferma invece che, “Certezze non ne ho mai date”.

Silvana Fonte aveva riferito inoltre, nel corso delle indagini, di avere visto, poco prima dell’arrivo di Mauro Rostagno, una Golf malandata, targata PA “verosimilmente di colore celeste”, imboccare la stradina che conduceva a Saman con a bordo 4 persone “dall’aria losca”.

Nel dibattimento ha sostenuto che l’episodio della Golf sarebbe avvenuto uno o due sere prima dell’omicidio intorno a mezzanotte.

La sorella, Emilia, sentita subito dopo nel corso della stessa udienza, ha confermato invece che l’avvistamento della Golf avvenne la stessa sera.

Anche Emilia Fonte riferisce del passaggio dell’autovettura di Rostagno e della Fiat Uno che tallonava la Duna di Rostagno. Riferisce inoltre di avere sentito i colpi di fucile e qualcosa di somigliante a un colpo di pistola.

La Fiat Uno, con a bordo i tre uomini, era tornata indietro, subito dopo gli spari, e si era allontanata a forte velocità.

La Golf non era invece ripassata dinanzi all’abitazione delle due sorelle. Silvana ed Emilia Fonte hanno però confermato che attraverso delle stradine sterrate, nei campi, è possibile raggiungere la strada provinciale.

Prossima udienza prevista il 25 maggio 2011 alle ore 9,30.

La precedente udienza del 04/05/2011 la trovate qui

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