Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, ricorda quando la Prestigiacomo oppose il gran rifiuto

Nel rincorrersi di dichiarazioni di soddisfazione che son seguite al sequestro record di beni all’imprenditore alcamese Vito Nicastri, interviene oggi in risposta ad una dichiarazione di soddisfazione dell’onorevole Giuseppe Lumia, il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, da anni in prima linea nell’opera di denuncia sui danni prodotti al paesaggio siciliano dalla installazione degli impianti eolici, e nell’occasione rivela il comportamento quanto meno reticente sul problema, da parte del ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo:

Non posso che condividere la soddisfazione dell’onorevole Giuseppe Lumia, ma denuncio l’omertà che ha consentito il martirio e la distruzione del paesaggio siciliano, in particolare nel trapanese, fino a che con martellante ostinazione io denunciassi ogni giorno l’orrore e la certa presenza della mafia negli investimenti nell’energia eolica con la solida complicità dell’Unione Europea che ha lasciato agonizzare l‘agricoltura senza capire la peculiarità del paesaggio e della produzione agricola della Sicilia.
Alle mie prime denunce ero considerato un «originale» e nessun politico ha manifestato solidarietà e partecipazione.

Quando su questa materia organizzammo un convegno a Palermo con la partecipazione dell’ex Presidente della Repubblica francese Valery Giscard D’Estaing, il Presidente della Regione Lombardo si convinse dell’iniziativa e si preoccupò di offrire la sede della Regione, mentre il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo mi pregò di non essere coinvolta e non volle addirittura partecipare al convegno.

Oggi lo stesso tragico scenario di violenza e criminalità si ripropone con il fotovoltaico. E’ arrivato il momento che il problema sia affrontato non dalla magistratura ma dalle autorità governative, in particolare dal ministro Bondi pronunciandosi contro la non interrotta diffusione dell’eolico e del fotovoltaico nei luoghi più belli e nelle zone protette d’Italia.

Mi appello inoltre al Presidente della Regione, che si dimostrò sensibile, perché stabilisca definitivamente il veto all’eolico in tutta la Sicilia bloccando gli affari miliardari di multinazionali attraverso gli «sviluppatori» che anno visto la Sicilia come facile terra di conquista“.

Alcamo sequestro record di beni per Vito Nicastri

Si dice si tratti di un sequestro da record quello operato dalla Direzione investigativa antimafia di Trapani nei confronti di Vito Nicastri, 54 anni, imprenditore alcamese delle energie alternative quali l’eolico e il fotovoltaico.

Nicastri, che ha realizzato alcuni parchi eolici in Sicilia, viene indicato dagli inquirenti come vicino al boss latitante trapanese Matteo Messina Denaro, ritenuto il nuovo capo di Cosa Nostra.

La misura patrimoniale su beni per 1,5 miliardi di euro è stata disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani su proposta del direttore della Dia.

Pale eoliche nella Valle del Belice

In precedenza di Vito Nicastri e di eolico ci eravamo occupati qui, e qui.