sta a Instanbul
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Forse non è andata del tutto o per niente così, ma relativamente alla vicenda, “Fini e la vendita dell’appartamento di Montecarlo”, credo non sia del tutto inverosimile questo punto di vista:
“Sotto c’è la “cartolarizzazione” del patrimonio dei partiti, l’enorme valore economico delle proprietà immobiliari di questi. Spesso servono a tappare i debiti. A volte, soprattutto in casi particolari come quello di immobili all’estero, i soldi servono a costituire fondi neri che costituiscono una fiche politica indispensabile da giocare nella politica moderna. Ecco la verità che probabilmente potrebbe essersi ripetuta per innumerevoli immobili appartenenti a svariati partiti.
La vendita ad una società offshore dell’immobile monegasco non è avvenuta al prezzo ridicolo di 300.000 Euro. Più probabilmente, usando il segreto bancario, è avvenuta ad un prezzo molto più vicino al valore reale dell’immobile. In questo, probabilmente, un ruolo può averlo avuto Giancarlo Tulliani, ricompensato con l’affitto a prezzo di favore dell’appartamento al 14 di Via Principessa Carlotta. Oppure, semplicemente, l’affitto a Tulliani potrebbe essere stata una leggerezza di Fini.
La differenza, probabilmente meno del milione di Euro, è andata a costituire un capitale, gestito probabilmente dallo stesso Fini, non necessariamente per uso personale, anzi più probabilmente per conto del partito. Se è così, è pensabile che tale segreto, che riproduce i comportamenti dei Severino Citaristi dell’epoca di Tangentopoli, sia noto ad un gruppo ristretto di persone tra le quali qualcuno può aver venduto Fini a Berlusconi.
Se è così, allora, il “trattamento Boffo” per Feltri e Belpietro vuol dire usare solo una parte della storia (vera, falsa, verosimile), il caso Tulliani, contro Fini. Il resto è un segreto ben tenuto e viene conservato per il ricatto: i fondi neri nascosti dietro la vendita dell’appartamento. Se Fini davvero non avesse avuto nulla da nascondere, gli sarebbe stato facile scaricare Tulliani come squatter.”
Con il decreto assessorale n. 38/Gab. del 28 agosto 2010, dell’ ASSESSORATO AL TURISMO, ALLO SPORT E ALLO SPETTACOLO della Regione Sicilia è’ stato approvato il Piano Settoriale che costituisce lo strumento di programmazione per l’individuazione delle località a vocazione turistica (individuazione cio’è dei territori che hanno acquisito un riconosciuto “livello di turisticità”), e riferibile a tutte le linee di intervento del PO FESR 2007 – 2013 di competenza dell’Assessorato al Turismo.
In particolare il piano ha un’importanza fondamentale ai fini dell’utilizzo e della destinazione dei fondi dell’Asse 3 del PO FESR 2007/2013, “Valorizzazione delle identità culturali e delle risorse paesaggistico-ambientali per l’attrattività turistica e lo sviluppo” e dell’Obiettivo Specifico 3.3. relativo alle misure volte a: “Rafforzare la competitività del sistema turistico siciliano attraverso l’ampliamento, la riqualificazione e la diversificazione dell’offerta turistica ed il potenziamento di investimenti produttivi delle filiere turistiche“.
Le località inserite nel Piano sono:
Agrigento, Sciacca, Licata, Menfi, Lampedusa e Linosa, Siculiana, Porto Empedocle, Cattolica Eraclea, Aragona (provincia di Agrigento);
Caltanissetta, Gela, Mussomeli, Mazzarino, Butera (provincia di Caltanissetta);
Catania, Acireale, Caltagirone, Adrano, Paterno’, Bronte, Riposto, Nicolosi, Linguaglossa, Zafferana Etnea, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Aci Castello (provincia di Catania);
Enna, Piazza Armerina, Aidone (provincia di Enna);
Milazzo, Patti, Sant’Agata di Militello, Capo d’Orlando, Taormina, Lipari, Giardini Naxos, Santa Teresa Riva, Gioiosa Marea, Brolo, Santo Stefano di Camastra, Santa Marina Salina, Leni, Malfa, Sant’Alessio Siculo, Letojanni, Forza D’Agro’, Piraino, Motta Camastra, Savoca, Alcara li Fusi, Roccalumera, Torrenova, Tripi (provincia di Messina).
Palermo, Bagheria, Monreale, Termini Imerese, Cefalu’, Terrasini, Castelbuono, Balestrate, Petralia Soprana, Ustica, Piana degli Albanesi, Collesano, Castellana Sicula, Campofelice di Roccella, Cinisi, Capaci (provincia di Palermo);
Ragusa, Ispica, Vittoria, Modica, Pozzallo. Santa Croce Camarina, Scicli (provincia di Ragusa);
Siracusa, Noto, Avola, Palazzo Acreide, Sortino, Augusta, Solarino, Canicattini Bagni (provincia di Siracusa);
Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Erice, Castellamare del Golfo, Campobello di Mazara,Calatafimi Segesta, Pantelleria, Favignana, San Vito Lo Capo, Custonaci, Salemi, Gibellina, Castelvetrano (provincia di Trapani).
Un video che offre una guida per fare il punto sul dibattito all’interno del Pd e sui suoi volti nuovi quali: Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Pippo Civati ed il sindaco di Firenze Matteo Renzi.
Illustra il tutto Luca Talese per Current TV.
grazie a Teledurruti
Francesco Guccini
Canzone quasi d’amore
Non stavo piu’ a cercare parole che non trovo
Per dirti cose vecchie con il vestito nuovo
Per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
E partorire il topo vivendo sui ricordi
Giocando con i miei giorni …col tempo
O forse vuoi che dica che ho i capelli piu’ corti
O che per le mie navi son quasi chiusi i porti
Io parlo sempre tanto ma non ho ancora fedi
Non voglio menar vanto di me o della mia vita
Costretta come dita …dei piedi
Queste cose le sai per te sian tutti uguali
E moriamo ogni giorno dei medesimi mali
Per te sian tutti soli ed e’ nostro destino
Tentare goffi voli d’azione o di parola,
Volando come vola …il tacchino
Non posso farci niente e tu puoi fare meno
Sono vecchio d’orgoglio mi commuove il tuo seno
E di questa parola io quasi mi vergogno
Ma… c’e’ una vita sola non ne sprechiamo niente
In tributi alla gente o al sogno
Le sere sono uguali ma ogni sera e’ diversa
E quasi non ti accorgi dell’energia dispersa
A ricercare i visi che ti han dimenticato
Vestendo abiti lisi buoni ad ogni evenienza
Inseguendo la scienza …o il peccato
Tutto questo lo sai e sai dove comincia
La grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
Per te sian tutti uguali siamo cattivi buoni
E abbian gli stessi mali siamo vigliacchi e fieri
Saggi, falsi, sinceri… coglioni
Ma dove te ne andrai? ma dove sei gia’ andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia gia’ usata
Tienila in mia memoria ma non e’ un capitale,
Ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto,
Che la noia, di un altro, non vale
D’altra parte lo vedi scrivo ancora canzoni
E pago la mia casa pago le mie illusioni
Fingo d’aver capito che vivere e’ incontrarsi
Aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
Bere, leggere, amare… grattarsi.
Pesanti interrogativi sull’attività e le opere dell’attuale Presidente della Provincia di Trapani onorevole Mimmo Turano vengono sollevati da un articolo a firma di Angela Camuso dal titolo “Trapani connection – Le relazioni pericolose del presidente Turano“, pubblicato a pagina 10 dell’edizione di ieri, 23 settembre 2010, del quotidiano l’Unità e richiamato da un titolo in prima quanto mai esplicativo “L’ombra della mafia sulla provincia di Trapani“.
Secondo l’articolo una informativa curata dalla DIA di Palermo, e consegnata tempo or sono al Tribunale di Trapani, conterrebbe un intero capitolo dedicato alle relazioni intrattenute dal Presidente con personaggi coinvolti in diversa misura e grado in inchieste per fatti di mafia.
Questo l’articolo:
“Trapani connection Le relazioni pericolose del presidente Turano
Informativa della Dia sulle frequentazioni del politico Udc che guida la Provincia
L’ombra del boss Messina Denaro e gli intrecci con aziende in odore di mafia
L’inchiesta
ANGELA CAMUSO – Roma
Le carte che inguaiano il presidente della Provincia di Trapani Girolamo Turano. Copiose e particolareggiate, parlano di rapporti di affari e di frequentazioni tra il politico eletto nelle file dell’Udc e personaggi vicini a Cosa Nostra e sono tutte contenute nell’informativa inviata al Tribunale di Trapani dalla Direzione Investigativa Antimafia con cui è stato chiesto – e ottenuto, la scorsa settimana – il sequestro dell’immenso patrimonio dell’imprenditore Vito Nicastri, nato ad Alcamo, re del business dell’eolico nell’isola, uomo al centro di numerose inchieste a fianco di esponenti mafiosi e considerato dagli investigatori il collegamento tra la criminalità organizzata e il potere politico locale. L’informativa in questione dedica un intero capitolo ai rapporti tra Nicastri e Girolamo Turano, suo compaesano, classe ’65, ex consigliere Regionale Udc nella scorsa legislatura dell’Ars.
Cognome noto il suo visto che a ottobre del 2008 si seppe di indagini per associazione mafiosa a carico di suo padre Vito. Ora, nel tentativo di far luce sulle relazioni pericolose intrattenute dal presidente della provincia trapanese stanno lavorando, senza tuttavia aver iscritto Turano nel registro degli indagati, i pm Padova e Scaletta della Dda di Palermo, proprio a partire dagli elementi di indagine raccolti dalla Dia. Stando ai documenti contenuti nel fascicolo, infatti, il politico Udc non soltanto risulta aver partecipato a società riconducibili a Nicastri, ma emerge anche che sua moglie Monica Di Simone (figlia di Michele a sua volta indagato per sospetti rapporti con Cosa Nostra e, secondo i pentiti, vicino a Leoluca Bagarella) ha fatto affari con uomini segnalati in compagnia di Matteo Messina Denaro.
E risulta anche che Turano, il 3 aprile 2007 abbia compiuto un volo suun jet privato per Tunisi in compagnia di personaggi come Gioacchino Lo Presti di Alcamo (indagato tra le altre cose per aver favorito la latitanza di Alessandro Gambino), dello stesso Vito Nicastri, di tal Filippo Inzerillo e di un veronese, Franco Bogoni, imprenditore dell’eolico, in affari con Nicastri e il cui nome è comparso tra le compravendite delle società coinvolte nell’indagine del febbraio 2009 denominata “Eolo”. Una inchiesta che rese la possibile la scoperta, come scrissero i magistrati della Dda di Palermo, di «un rapporto corruttivo trilaterale, che ha visto come soggetti contraenti l’imprenditore, il politico, il mafioso».
Peraltro, il costo del volo per Tunisi, 25.000 euro, su un aereo della società “Alivens S.r.l.”, con sede presso l’aeroporto “Catullo” di Villafranca di Verona, risulta essere stato fatturato a una società dell’imprenditore Bodoni, la Veronagest S.A., con sede a Lussemburgo.
Annotano a seguito di tale informazione gli investigatori della Dia: «Si rappresenta che all’epoca del volo Girolamo Turano, onorevole eletto all’Assemblea Regionale Siciliana, era membro della Commissione Attività Produttive dell’Assessorato all’Industria e al Commercio della Regione Sicilia e per un periodo ha anche ricoperto la carica di Presidente della citata commissione».
Su queste vicende Turano non è stato ancora convocato dalla procura di Palermo, ma stando a quanto trapelato i pm sono intenzionati a capire se il politico abbia agito in virtù del suo ruolo prima in commissione regionale e poi al vertice della provincia per favorire le imprese di Vito Nicastri e dei personaggi in odor di mafia che sono in affari con quest’ultimo, di recente finito nel mirino della Dda per via di società a lui riconducibile, la “Sud Wind S.r.l.”, che è risultata, scrive la Dia «essere al centro dei favori e degli interessi della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo». Dovrà spiegare, Turano, il suo ruolo in qualità di sindaco effettivo nella Tea srl, operante nel settore dell’edilizia. Azienda costituita a seguito della liquidazione di un’altra società, “La Sout Fork”, il cui Presidente dell’assemblea risulta essere un personaggio come Giovanni Ditta, trapanese, in rapporti con il superlatitante Denaro e anche con il boss Giovanni Virga. E nell’informativa della Dia si citano anche i rapporti parentali, non solo con riferimento al padre Vito, del discusso presidente della Provincia di Trapani. Suo zio, Pasquale Turano, è infatti stato indagato per associazione mafiosa e violazione delle leggi urbanistiche e suo nipote, Giuseppe Indovina, è stato rinviato a giudizio per avere in concorso firmato due carte di identità, rilasciate dal comune di Alcamo, intestate a falso nome e con accanto la fotografia di Matteo Messina Denaro, considerato il finanziatore occulto proprio dell’impero di Vito Nicastri.
da L’Unità
*** Update
Risponde il Presidente della Provincia di Trapani, onorevole Mimmo Turano:
“Respingo, con forza, le affermazioni contenute nell’articolo. Le ritengo diffamatorie, inconsistenti ed eccentriche, non sussistendo rapporto alcuno tra la mia vita di cittadino e di amministratore con gli affari di apparati criminali e mafiosi. Mi riservo ogni azione in sede giudiziaria a tutela del mio buon nome e di quello dei miei familiari”.
da TrapaniOk.it
Mafia nell’Agrigentino, arrestato il sindaco di Castrofilippo
In cella sono finite 5 persone, tra cui Salvatore Ippolito, eletto nelle liste del Pdl.
Il primo cittadino avrebbe appoggiato la “famiglia” locale guidata da Antonino Bartolotta
AGRIGENTO. Cinque persone, tra cui il sindaco del Comune di Castrofilippo, Salvatore Ippolito di 55 anni (Pdl), sono state arrestate, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, dalla squadra mobile di Agrigento, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Palermo su richiesta della Dda.
Le indagini hanno permesso di disarticolare la famiglia mafiosa operante a Castrofilippo, al cui vertice era posto, da anni, prima per volere dell’ex boss Maurizio Di Gati e poi dell’ex latitante Giuseppe Falsone, l’ultra ottantenne Antonino Bartolotta. L’organizzazione criminale di Castrofilippo, secondo i poliziotti, avvalendosi anche della presunta complicità del sindaco, era in grado di condizionare l’assegnazione degli appalti che venivano affidati con il sistema della trattativa privata o del cottimo fiduciario. Tra le opere sulle quali la mafia aveva posto le sue attenzioni e per la cui realizzazione il sindaco Ippolito aveva garantito il suo appoggio vi sarebbero state il centro commerciale Le vigne e i capannoni del mercato ortofrutticolo di Castrofilippo.
Determinante per le indagini anche il contributo offerto dai collaboratori di giustizia.
da GDS.IT
Di fronte a questa notizia ANSA:
Unicredit, 40 milioni buonuscita Profumo
L’ex amministratore delegato prendeva oltre 4 milioni l’anno
22 settembre, 00:01
(ANSA) – MILANO, 22 SET – All’ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, andra’ una buonuscita di circa 40 milioni di euro. Il banchiere, che ha firmato ieri sera la risoluzione consensuale con l’istituto di credito, percepiva uno stipendio di oltre 4 milioni di euro l’anno. La moglie di Profumo, ha annunciato una donazione di circa 2 milioni di euro alla Cada della Carita’ di don Vincenzo Colmegna.
per non smentirsi, circa la visione da “parco buoi” del popolo di sinistra, a “La Repubblica“, non par vero di poterci (ri)provare:
“Neanche il tempo di uscire dalla porta secondaria di Piazza Cordusio e Alessandro Profumo finisce nel totonomi dei futuri leader del Pd. La suggestione del Papa straniero, rilanciata da Walter Veltroni, lo precipita nella mischia, suo malgrado.”
“è sicuramente un uomo d’area, un cittadino-elettore del Partito democratico.
Per due volte Profumo si è messo in fila e ha votato alle primarie del centrosinistra. La prima nel 2005 quando fu scelto Romano Prodi. La seconda nel 2007, quando la moglie Sabina Ratti si candidò con Rosy Bindi per entrare nell’assemblea nazionale del Pd. Una partecipazione attiva, pubblica, trasparente.”
“Il l Pd farà monitorare attraverso i sondaggi il grado di popolarità di un personaggio che ha sempre preferito l’ombra. Succederà nei prossimi giorni.”
“se c’è oggi un uomo libero in grado di scompaginare le carte del centrosinistra e avere il profilo del Papa straniero, quell’uomo può essere Profumo.”
“senza dubbio, i leader Pd cercano o cercheranno Profumo. Sonderanno le sue intenzioni. Se qualcuno punterà su di lui si ricordi che il giro giusto è questo.”
e nel Pd non manca chi fa da sponda !