E Berlusconi disse …

Mi spiace che la signora abbia creduto alla stampa“, riferendosi alla moglie Veronica Lario.

“E’ tutta una manovra della stampa di sinistra. Mi sembra che la situazione sia molto chiara, c’è una manovra montata dalla stampa di sinistra e dell’opposizione sulle nostre liste con notizie assolutamente infondate.”

Ho visto un re, no anzi un “imperatore”, no anzi un “papi”

Dice l’ultima moglie, del nostro senza alcun dubbio religiosissimo ed osservante dei dettami della chiesa in materia di morale e famiglia nonchè eccellentissimo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l’ex attrice Veronica Lario che le giovani e belle donne promosse a candidate per le prossime elezioni europee nelle liste del Pdl per la loro avvenenza e per le loro relazioni sociali, sonoil divertimento dell’imperatore“, ed anche “ciarpame senza pudore“.

Molti in queste ore si sono posti il problema del significato della parola “ciarpame“, la spiegazione dicono sia questa: un insieme di ciarpe, dove ciarpa è un oggetto vecchio, che non serve più a nulla.

Veronica Lario poi si dice “sorpresa” della partecipazione del marito ad una festa domenica notte a Napoli per i 18 anni di una ragazza: «La cosa mi ha molto sorpreso, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo compleanno dei suoi figli pur essendo stato invitato».

Da parte sua Noemi, la festeggiata,  che è alta alta, bionda bionda e ha il viso di bambina chiama “papi” Silvio Berlusconi, e dice che “un regalo più bello papi non poteva farmelo. Quando l’ho visto non riuscivo a crederci, sono stata troppo felice“.

Anche la mamma di Noemi, che si chiama Anna e pure lei è bionda e pure lei è stata molto felice della visita, quando parla di Berlusconi dice “papi”.

E aggiunge che “le malignità le dicano pure se vogliono, tanto noi siamo molto religiosi e ci affidiamo al Signore”.

Le affermazioni della Lario, per qualcuno  sembrano confermare le deduzioni dell’ex Fi, senatore e giornalista Paolo Guzzanti il quale gia in passato a seguito di alcune nomine ministeriali parlò di “mignottocrazia”.

La candidatura di quelle che la stampa inglese chiama “le ragazze di Silvio” esce in tal modo dal folklore politico per diventare sostanza della “res publica”.

La questione, non riguarda più solo una coppia famosa, una moglie, una madre, una donna, e un suo marito Presidente del Consiglio esuberante e disinvolto nelle relazioni interpersonali.

La questione che Veronica Lario pone a tutti è “se il 7 giugno gli italiani troveranno in lista le ragazze di Silvio”, voteranno o no per assicurare “il divertimento dell’imperatore”, o si renderanno artefici della sua tristezza, con possibile grave nocumento per le sorti del paese ?