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Noi ragazze di Salemi dolcemente nonviolente
In vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, Oliviero Toscani presenta questa sera a Salemi la campagna “Dolcemente nonviolente“.
La fotografia, che verrà affissa in formato 6×3, ritrae il sorriso di sei giovani ragazze sulle quali campeggia lo slogan ‘Noi ragazze di Salemi, dolcemente nonviolente‘.
“A muovere la campagna – dice una nota del Comune di Salemi – un viaggio nel mondo delle giovani donne, che sarà ripercorso in numerosi comuni italiani, personalizzando la fotografia attraverso i volti delle donne del luogo“.
Domani lunedì 24 novembre alle ore 12,00 invece, su iniziativa del Presidente della Regione Raffaele Lombardo, a Palazzo d’Orleans a Palermo, sarà presentato l’ultimo libro di Vittorio Sgarbi, “Clausura a Milano e non solo. Da suor Letizia a Salemi (e ritorno)” pubblicato per i tipi della Bompiani nella collana “Grandi Passaggi”.
Alla presentazione, oltre al Presidente della Regione Raffaele Lombardo, ci saranno l’assessore alla Creatività del Comune di Salemi, Oliviero Toscani, l’imprenditore Luigi Cremonini e il «gastronauta» Davide Paolini. “Parleremo dell’esperienza di Salemi – dice Vittorio Sgarbi – di ciò che abbiamo già fatto, di quello che c’è in cantiere e delle sfide che ci attendono“.
Nel libro alla città di Salemi Vittorio Sgarbi dedica un intero capitolo, il per raccontare com’è nata l’idea di candidarsi a sindaco e cosa si è fatto in questi primi mesi alla guida della città.
“Il dissenso – scrive Sgarbi nel libro - ha un ‘urgenza culturale: è reagire a un’oppressione del pensiero. E’ per questo dissenso, forse, che mi ritrovo sindaco a Salemi … L’immagine di Salemi era legata a Garibaldi, al terremoto del Belice del ’68, alla mafia (è la città dei cugini Salvo). Occorreva innanzitutto un restauro d’immagine. Così ho fatto un restauro simbolico che la Calabria, per esempio, non è riuscita a fare investendo cinquantanove milioni di euro. Di Salemi si parla ora come di un’isola felice, dove tutto può accadere e dove si tenta di dare un nuovo ordine al mondo. E non si parla più di mafia e di terremotati, di disagio, ma di una speranza verso l’avvenire. Il primo restauro è stato fatto, ed è forse il più importante, ora c’è curiosità, c’è attenzione, rispetto e orgoglio”.











